LE DIMISSIONI DI MARCELLO DE ROSA. Il suo video “buonista” e la risposta della minoranza: “Ormai è un disco rotto “
14 Giugno 2026 - 11:44
Qui sotto il video e la risposta: “Sono il segretario regionale del partito di Mastella, presto apriremo una sede”. Sulla Procura e la Prefettura, l’opposizione …
CASAPESENNA – C’è un’espressione napoletana che dice tutto senza aggiungere niente: “Bast, nun cia facc chiù.” Non ce la facciamo più con questo disco rotto. Con questa storia che torna ogni volta, puntuale come una bolletta, calibrata per commuovere, per dividere, per far dimenticare le domande scomode. Proviamo, ancora una volta, con la pazienza di chi sa aspettare, a ragionare insieme.
Il nostro articolo sulle dimissioni di Marcello De Rosa era semplice. Rispettavamo la scelta. Osservavamo che i principi, per essere tali, devono valere per tutti. Punto.
La risposta che abbiamo ricevuto ci è arrivata in video, girata dal Parchetto della Legalità, location scelta con una certa disinvoltura scenografica, bisogna riconoscerlo. Condita, come sempre, dalle solite etichette. Le lasciamo volentieri a chi non ha altro da dire. Quella risposta ha però fatto una cosa straordinaria: ha dimostrato esattamente quello che avevamo scritto. Ha applicato, in diretta, due pesi e due misure. Ha chiamato le proprie dimissioni “nobili e giuste” e le nostre del 2016 “vergognose e senza senso”.
Grazie. Non avremmo potuto illustrare il concetto meglio di così.
C’è poi il capitolo Prefettura e Procura. Il disco preferito, quello che non smette mai di girare. Noi saremmo andati lì, avremmo fatto chissà cosa, avremmo detto chissà cosa… Sia chiaro, una volta e per sempre: chi scrive non ha mai varcato quella soglia per fini politici. Mai. È una menzogna. Ripetuta, ostinata, cocciuta come solo certe menzogne sanno essere. Ma siccome siamo in tema di Procure e frequentazioni istituzionali, ci limitiamo a ricordare un principio antico: prima di indicare la pagliuzza nell’occhio altrui, vale la pena accertarsi di non avere una trave nel proprio. Le cronache pubbliche, per chi avesse curiosità, sono a disposizione di tutti. Noi ci fermiamo qui, perché non è nostro stile insistere su ciò che gli altri hanno già scritto.
Veniamo invece alle cose concrete. Quelle che riguardano Casapesenna.
De Rosa ci ha annunciato che, pur non essendo più Consigliere Comunale, continuerà a “stare con la squadra”, a collaborare, a portare finanziamenti dalla Regione grazie al suo ruolo di Presidente Regionale di Noi di Centro.
Fermati un attimo su questo.
Presidente Regionale di un partito è un ruolo interno a un’organizzazione privata, non è un mandato istituzionale. Non è previsto da nessun articolo del TUEL, da nessuno Statuto, da nessun Regolamento comunale o regionale. Non dà accesso agli uffici, non dà diritto a richiedere atti, non apre porte che per un semplice cittadino restano chiuse.
I finanziamenti regionali, nel frattempo, seguono procedure pubbliche, bandi, delibere, iter amministrativi. Non arrivano per simpatia partitica né per il peso di un tesserino di partito. Quindi la domanda, posta con tutto il rispetto dovuto a chi ha raccolto quasi mille voti, è semplice: “Come farai, concretamente”? Perché noi, Consiglieri Comunali di Minoranza, per ottenere risposta a un accesso agli atti dobbiamo presentare richiesta formale, attendere i termini, sollecitare, insistere, tornare. Dieci volte, qualche volta. Da semplice cittadino, Marcello De Rosa dovrà fare lo stesso. Come tutti. A meno che, naturalmente, le regole non valgano per tutti allo stesso modo. Ma questa, a pensarci bene, era proprio la domanda del nostro primo articolo. Che strano: siamo tornati al punto di partenza.
Chiudiamo con un pensiero.
C’è una canzone di Pino Daniele che dice tutto senza aggiungere niente: “Nun me scuccià, coi tuoi discorsi intellettuali senza onestà, nun me scuccià cchiù.”
Ecco. Questo, e niente altro, era il senso del nostro articolo.
A Casapesenna, prima o poi, la verità presenta sempre il conto.
La Minoranza Consiliare.
