CLAN DEI CASALESI. OMBRA SUL PERCORSO DA PENTITO, Ciccio ’e Brezza rischia di uscire dal programma di protezione

9 Aprile 2026 - 09:47

A pesare sulla sua posizione sarebbe un episodio ritenuto incompatibile con il percorso di collaborazione intrapreso con la giustizia

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GRAZZANISE – È al vaglio della Commissione Centrale del Ministero dell’Interno la posizione del collaboratore di giustizia Francesco Zagaria, noto come “Ciccio ’e Brezza”, che rischia di perdere il programma di protezione ottenuto nel 2019.
A pesare sulla sua posizione sarebbe un episodio ritenuto incompatibile con il percorso di collaborazione intrapreso con la giustizia, una “macchia” che potrebbe compromettere il suo status.


Parente del boss dei Casalesi Michele Zagaria, Francesco Zagaria ha ricostruito il proprio passato criminale raccontando il suo ingresso nel clan già nei primi anni ’90, citando episodi di sangue e i rapporti con figure di spicco come Salvatore Nobis e Nicola Del Villano, storico autista del capoclan durante la latitanza.


Nel corso delle sue dichiarazioni, il pentito ha inoltre descritto attività economiche legate al clan, tra cui un deposito di materiale edile a San Prisco, funzionale – secondo il suo racconto – a rifornire un vasto progetto edilizio nella zona.
Le sue rivelazioni hanno contribuito a numerose indagini, anche recenti, tra cui quelle che hanno portato all’arresto di diversi esponenti del clan. Ora però la sua posizione è sotto esame e potrebbe segnare una svolta nel suo percorso da collaboratore.