Dipendente di MARCIANISE Servizi, in malattia da mesi, presenta un altro certificato per tutto il mese di agosto. Indirizzo per la visita fiscale? Un villaggio vacanze

3 Agosto 2018 - 19:17

MARCIANISE – Il sindaco Velardi, pur nelle sue più accese invettive, è sempre attentissimo a non fare mai i nomi e i cognomi di nessuno. Il peccato, mai il peccatore.

Nel post-denuncia di oggi, che pubblichiamo di seguito, si è dimenticato di oscurare il nome del medico accusato di aver rilasciato il certificato incriminato. E’ poi prontamente corso ai ripari, non prima che molti leggessero il nome del professionista, che potrebbe anche decidere di adire alle vie legali.

Va riconosciuto, comunque, che a Velardi questa volta non si può proprio dar torto. E se lo diciamo noi!

La denuncia del primo cittadino incrocia le nostre battaglie di sempre, quelle contro i furbetti e i fannulloni.

Pensate che barzelletta: un dipendente dichiara di essere depresso, dunque presenta un certificato di malattia e poi, nel rilasciare il dettaglio del domicilio al quale sarà possibile effettuare la visita fiscale…fornisce quello di un villaggio vacanze. Cose dell’altro mondo.

IL POST DEL SINDACO:

“Sembra una barzelletta ma purtroppo è una storia vera. Ve la racconto, almeno così condivido con voi la mia incazzatura.

Un dipendente di Marcianise Servizi – l’azienda che ha in appalto la raccolta dei rifiuti – resta a casa diversi mesi perché dice che è ammalato. Non va a lavorare ma guadagna nel frattempo comunque 1.600 euro netti al mese. A un certo punto capisce che deve tornare a lavorare perché sta esagerando. Torna e chiede le ferie, chiede tutto il mese di agosto.

Quelli dell’azienda sono abbastanza incavolati con lui, in ogni caso non vogliono accordargli di vacanza proprio il mese di agosto. Gli dicono che se ne deve riparlare a settembre perché nel frattempo in ferie devono andare gli altri: hanno la precedenza, finora hanno sempre lavorato.

Lui che fa? Presenta un certificato medico con allegata relazione di una psicologa: è esaurito, è depresso, si deve riposare. Manco a farlo apposta ha bisogno proprio di un mese di riposo da esaurimento, proprio ad agosto.

Fosse niente. Il depresso che fa? È obbligato a lasciare l’indirizzo dove si troverà ad agosto per gli eventuali controlli. E anziché lasciare il suo indirizzo di Marcianise, ne lascia un altro di Paestum. Il Comune è quello di Capaccio e l’indirizzo è quello di un villaggio turistico.

Ricapitolando: un mese di riposo, di malattia, ma in un villaggio turistico sul mare. Ad agosto. Pagato nel frattempo 1.600 euro al mese, quota piena. Per la cronaca i soldi li mette l’Inps, cioè li mettiamo noi, cioè io e voi. Chi se ne frega dei rifiuti da raccogliere? L’importante è riposarsi in riva al mare, regolarmente retribuito.

Non so voi, ma io sono incazzato nero. Massimo rispetto e massima comprensione per chi è davvero ammalato; massimo disprezzo per chi prende i soldi e si mette di malattia andando a fare le vacanze. E massimo disprezzo per quei medici che certificano queste malattie: se vado io, diranno pure a me che sono depresso e devo riposarmi un mese?

Quest’è. Così ha funzionato il sistema aziendale di raccolta dei rifiuti a Marcianise. Finora sono tre i dipendenti di Marcianise Servizi licenziati, ma penso che altri dovrebbero fare la stessa fine. Lo auspico vivamente, per rispetto dei colleghi che davvero lavorano e molto anche.

Nulla vi dico sull’identità di questo campione di furbizia che fa le vacanze a spese nostre. Diciamo che a Marcianise Servizi non è entrato per concorso, né per merito. Se qualcuno mi scrive in privato, gli dò l’indirizzo del villaggio di Paestum dove questo scienziato trascorrerà le vacanze a spese nostre. Non per andarlo ad affogare a mare; no, questo no. Solo per andarlo a fotografare e per verificare se davvero sta bene, rilassato, tranquillo. Una copia della foto la voglio mandare anche alla psicologa che ha verificato la depressione di questo poveretto. Così, giusto per rassicurarla.

Poi uno dice che si incazza e prende i forconi. Questi tizi andrebbero davvero infilzati tutti, ma proprio tutti. In gruppo, i nullafacenti e chi li copre. Gentaglia!”