Estorsioni aggravate dal metodo mafioso: verdetto bis per Lanna, condanna confermata in Appello

7 Giugno 2026 - 17:30

I giudici di secondo grado hanno così confermato la sentenza pronunciata nel 2024 dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che aveva riconosciuto la responsabilità dell’imputato al termine di un processo particolarmente complesso e articolato

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GRAZZANISE – La Corte d’Appello di Napoli ha confermato la condanna a quattro anni e sei mesi di carcere nei confronti di Martino Lanna, imputato in un procedimento relativo a estorsioni aggravate dal metodo mafioso.

I giudici di secondo grado hanno così confermato la sentenza pronunciata nel 2024 dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, che aveva riconosciuto la responsabilità dell’imputato al termine di un processo particolarmente complesso e articolato.

Le accuse nei confronti di Lanna si fondano soprattutto sulle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Francesco Zagaria, noto come “Ciccio ’e Brezza”, ex esponente del clan dei Casalesi nell’area del Basso Volturno e vicino alla fazione guidata da Michele Zagaria. L’inchiesta riguarda due presunti episodi estorsivi avvenuti nel 2012 ai danni di imprenditori del territorio: il titolare di un caseificio e il proprietario di un’azienda specializzata nella produzione di fili e cavi elettrici con sede a Grazzanise.

Nel giudizio di primo grado, il tribunale aveva riconosciuto a Lanna l’attenuante della minima partecipazione ai fatti contestati, considerandola prevalente rispetto all’aggravante mafiosa valutazione confermata anche dalla Corte d’Appello. La difesa potrà ora impugnare la sentenza davanti alla Corte di Cassazione. Si ricorda che l’imputato deve essere considerato innocente fino all’eventuale passaggio in giudicato della condanna.