I NOMI. 5 ARRESTI E 24 INDAGATI. Il clan dei Casalesi guadagna soldi anche con il noleggio auto e le assicurazioni

23 Dicembre 2025 - 09:46

CASAL DI PRINCIPE – È stato arrestato ieri Pasquale Apicella, 57 anni, detto ‘bellomm’, boss della fazione Schiavone dei Casalesi scarcerato solo due anni fa dopo quasi un quarto di secolo in cella. Con lui, altre quattro persone sono finite in carcere tra le province di Caserta e Napoli, in un’operazione dei carabinieri che ha portato alla luce un’inedita alleanza tra i clan Casalesi e il potente clan Di Lauro di Secondigliano.

Con lui sono finiti in carcere anche Giuseppe Alfano, Giovanni Cortese (detto ‘o cavallaro), il figlio Mario Cortese e Domenico Fontana (detto ‘o malese).

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, racconta un salto di qualità nelle relazioni criminali campane: i due grandi gruppi mafiosi, da tempo su piazze diverse, avrebbero stretto un patto attraverso quattro intermediari per gestire insieme il traffico di droga. Nel corso delle indagini è stato sequestrato un chilogrammo di cocaina.

Ma non è solo droga. Le attività del clan spaziano in settori diversi e apparentemente legali. Emerge, tra le altre cose, una società di autonoleggio a Casal di Principe intestata a un prestanome, creata per sfuggire ai sequestri patrimoniali. Il gruppo era attivo anche nelle truffe assicurative, gonfiando sinistri automobilistici per rimpinguare le proprie casse.

Uno degli aspetti più drammatici dell’indagine riguarda un caso di estorsione, di cui parleremo in seguito.

Oltre ai cinque arrestati, sono indagati a piede libero altre ventiquattro persone, tra cui Augusto Bianco, Mariano Bianco, Anna Cammisa, Anna Cerullo, esponenti delle famiglie Cantiello, Carannante, Corvino e altri ancora, insieme a diverse donne del giro, come Maria Giuseppa Cantiello, Teresa Bianco, Maria Apicella, Angela e Valentina Ester Schiavone.