TUTTI I NOMI. MAZZETTE & APPALTI nel mondo della sanità: imprenditori casertani a rischio processo

16 Dicembre 2025 - 13:47

Oltre ai due imprenditori casertani, sono finiti sotto indagine anche due aziende della provincia di Caserta

TEANO/CASERTA – Finiscono anche due imprenditori casertani nella maxi inchiesta “Sartoria” portata avanti dalla Guardia di Finanza di Catanzaro che vede come principale responsabile Giuseppe Lucio Cascini, primario del reparto di Medicina Nucleare dell’ex policlinico universitario Mater Domini di Catanzaro (oggi azienda Dulbecco), per i reati di turbativa d’asta in merito ad alcuni bandi per l’acquisto di macchinari e servizi sanitari. La pena (sospesa) inflitta in primo grado è di due anni di reclusione. A Cascini sono stati confiscati, dopo essere stati posti precedentemente sotto sequestro, un importo di oltre 200mila euro per reati a lui ascritti.

Nella vicenda rientrerebbero anche Pasquale Bove, noto imprenditore di Teano e di suo fratello Bruno Bove, di Caserta, entrambi originari di Conca della Campania. L’inchiesta a carico delle 46 personalità coinvolte è stata già chiusa e attende solo l’udienza del Gip per l’intera lista degli indagati. Questi saranno chiamati a rispondere per i reati di corruzione, concussione, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli incanti, truffa aggravata, falso ideologico, abusiva introduzione in sistema informatico ed emissione di fatture per operazioni inesistenti nei confronti dello Stato e di tre ospedali della regione Calabria, in particolare quelli di Catanzaro, Crotone e Reggio Calabria.

La completa lista degli indagati comprende: Bruno Bove, 57 anni, Caserta; Paolo Capobianco, 53 anni, Napoli; Marco Caruso, 56 anni, Aversa (Caserta); Pasquale Bove, 64 anni, Teano (Caserta); Andrea Giannini, 65 anni, Napoli; Raffaele Rufolo, 41 anni, Napoli; Ciro Oliverio, 62 anni, Resina; Gennarina Arabia, 50 anni, Catanzaro; Cristina Rebaudengo, 48 anni, Asti; Antonio Armentano, 66 anni, Tarsia; Roberta Facca, 49 anni, Milano; Domenico Laganà, 62 anni, Reggio Calabria; Renato Ledonne, 63 anni, Rende; Vittoria Celi, 58 anni, Catanzaro; Giuseppe Guastella, 65 anni, Palermo; Gianluca Marino, 52 anni, San Floro; Maurizio Morelli, 49 anni, Catanzaro; Pasquale Granata, 58 anni, Cosenza; Giovanna Postorino, 46 anni, Reggio Calabria; Anna Curcio, 69 anni, Catanzaro; Michelina Graziano, 48 anni, Cosenza; Angelo Bruno, 85 anni, Marano Marchesato; Claudia Pileggi, 52 anni, Catanzaro; Francesco Bonacci, 65 anni, Catanzaro; Pasquale Minchella, 65 anni, Reggio; Ida Ricci, 61 anni, Cosenza; Mariano Scalfari, 58 anni, Soveria Simeri; Giuliano Taddeo, 52 anni, Martina Franca; Fiorello Martire, 65 anni, Cosenza; Antonio Nicola Arena, 64 anni, Catanzaro; Adolfo Siciliani, 68 anni, Crotone; Maria Vinci, 53 anni, Catanzaro; Giuseppe Marrara, 51 anni, Milano; Carmine Talarico, 66 anni, Catanzaro; Daniela Giuseppina Maria Grazia Madesani, 48 anni, Milano; Rosario Punturiero, 61 anni, Taurianova; Antonio Procopio, 63 anni, Catanzaro; Rita Carlotta Santoro, 66 anni, Cosenza; Paolo Urzino, 65 anni, Montepaone; Umberto Tancré, 45 anni, Catanzaro; Vincenzo Militano, 43 anni, Polistena; Francesco Antonio Putortì, 71 anni, Reggio.

Inoltre, tra le aziende coinvolte ci sarebbero anche due aziende del casertano, vale a dire la Medicalray di Vitulazio e la Teknos, di Santa Maria Capua Vetere, assieme a  Fiorad di Casali del Manco, Ge Medical Sytem Italia di Milano, Holyver Diagnostic di Catanzaro, Philips di Milano e Siemens Healtcare di Milano.