CASERTA “Eccebombismo” casertano. Dopo il cinema, anche i medici si mettono a parodiare i pro-Pal
29 Agosto 2025 - 16:57

Caserta (pm) – Dopo gli attori con i cineasti casertani, è la categoria dei medici della provincia a pronunciarsi contro la guerra di Gaza. E certamente altre associazioni e gruppi professionali seguiranno, per quel noto contagio emulativo che si attiva in questi casi, icasticamente espresso da Nanni Moretti quando, nel suo Ecce bombo del1978, pronunciava la celeberrima battuta “Che dici mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente”, come dilemma dell’apparire.
Per i primi, abbiamo già spiegato il nostro scetticismo in un articolo dello scorso 26 agosto (qui l’articolo). Ma anche per l’iniziativa dei medici del territorio dobbiamo ribadire le nostre perplessità di fondo, con qualche aggiunta.
Il documento licenziato dall’ordine provinciale dei medici di Caserta – con tutto il riguardo possibile per una categoria professionale benemerita come la loro – ci è apparso intanto tautologico (in basso il testo integrale).
Che essi siano per la vita umana e per le cure – avendone dato sovente prove sublimi – nessuno lo mette minimamente in dubbio. Sarebbe un poco come credere che gli animalisti siano a favore della caccia o la corrida. Una contraddizione in termini. Che qualcuno li voglia ridurre al silenzio, stando al passaggio dello scritto quando afferma che «I medici non possono restare in silenzio: il nostro codice deontologico ci impone di schierarci sempre contro la morte, ovunque essa sia incombente», non ci pare. Che si dicano contrari alla guerra come fenomeno umano che adduce lutti e sofferenze e come fattore costitutivo dell’etica della categoria è più che comprensibile e nessuno lo discute.
La questione cambia allorché le posizioni espresse si colorano politicamente, come secondo noi poi accade. Capiamo che la deriva di enti pubblici e corpi professionali a spendersi per scopi umanitari o di solidarietà estranei alla loro natura si è generalizzata. E quasi mai con motivazioni convincenti posto che quei compiti non propri che essi si danno sono istituzionalmente altrui. Ad esempio, l’ASI
Allo stesso modo uno si immaginerebbe che l’ordine dei medici casertano fosse essenzialmente impegnato, specie con i nuovi vertici sanitari avvicendati da poco, a metter ordine nelle strutture ospedaliere casertane, a cominciare dai pronto soccorso. Quello casertano, lo ricordiamo sempre, fu definito un “girone infernale”da un casertano di particolare reputazione residente in un’altra regione e che dovette ricoverarvi il padre.
Al dunque, il comunicato dell’ordine medico, dopo un accenno, ma ben sommesso, alla guerra d’Ucraina per scansare naturali accuse di parzialità, attacca una requisitoria contro Israele, imputandogli, anche se non lo cita mai, le condotte più atroci. Fa trasparire l’IDF – Israel Defense Forces, il regolare e moralmente integro esercito ebraico – come un’orda barbarica impegnata in una guerra di sterminio, scempio e devastazione. Elude il fatto che i suoi soldati difendono il proprio paese di democrazia certa dagli attacchi che subisce nella regione da sette diversi fronti a regime totalitario e che le feroci milizie di Hamas agiscono per l’annientamento dell’entità sinonistica dal fiume al mare, non esitando in ciò ad immolare la sua popolazione ed a indottrinarla fin da bambina.
E dopo la requisitoria, il giudizio, la sentenza.
RECITA SCOLASTICA CONTRO ISRAELE A GAZA

Non è diretta, tuttavia. E non si comprende se per scelta, per dissenso o per che altro. La si ricava dal rimando che il documento del sodalizio medico fa agli altri ordini nazionali ed ai medici che ieri hanno dato vita ad una giornata di digiuno per Gaza, verso i quali esprime solidarietà e vicinanza. Il fatto è che la parola d’ordine di tale manifestazione è stata “DIGIUNO CONTRO IL GENOCIDIO A GAZA”.
E’ in questo slogan tutta la valenza politica dell’iniziativa. Che nella striscia di Gaza sia in atto un genocidio e non una guerra di stati è certo solo nella mente dei pro-Pal. Che Hamas non rilasci gli ostaggi, trattati con crudeltà, come condizione per porre fine ai combattimenti; che Hamas ricorra alla propaganda più aperta sugli aiuti umanitari (che incetta e vende al mercato nero, mentre i vertici vivono nel lusso del Qatar e del Libano) e sui morti e feriti della popolazione, che usi le persone come scudi umani e stabilisca le sue basi militari in ospedali e scuole, non una parola. E non è casuale. E’ una scelta politica, appunto. Come quella di svegliarsi adesso per il medioriente, mentre si è dormito profondamente per tutti gli altri conflitti che hanno agitato ed agitano il mondo.
Una nostra spiegazione per queste cronologie strane ce l’abbiamo. In definitiva, anche i medici sono stati sessantottini e basta un gruppo tuttora militante, attivista per coinvolgere un’intera categoria nella raccolta di firme. Tanto una firma non si nega a nessuno, in definitiva. Senz’altro ci sbaglieremo, ma le circostanze ce lo fanno pensare, anche perché vorremmo in generale che i ceti professionali non prendessero posizioni di parte fuori del loro proprio campo. Poi ognuno, singolarmente, la pensi come vuole. E francamente, se interessa l’opinione di categoria, poniamo, per il tema dei vaccini, che un medico rivendichi di essere antisemita non ci pare che abbia molta importanza.
IL COMUNICATO DELL’OPMCeO DI CASERTA

