Carabiniere casertano si toglie la vita, dubbio istigazione: la procura chiama e ascolta i colleghi del giovane maresciallo
4 Maggio 2026 - 18:38
CURTI (p.t.) – Proseguono le indagini sulla morte di Giovanni Sparago, il maresciallo dei carabinieri di 25 anni originario di Curti, trovato senza vita il 22 aprile scorso a La Spezia, dove prestava servizio. Nelle ultime ore si registrano sviluppi significativi.
Il pubblico ministero Monica Burani, che coordina l’inchiesta, ha disposto il sequestro del telefono cellulare del militare. Gli investigatori ritengono che lo smartphone possa fornire elementi cruciali per l’analisi di contatti, messaggi e altri indizi utili a ricostruire le circostanze del decesso. Contrariamente a quanto inizialmente riferito, il giovane possedeva un solo telefono.
Sono stati inoltre ascoltati alcuni colleghi e ufficiali del reparto in cui Sparago lavorava da due anni. Questa fase investigativa è considerata fondamentale per comprendere il contesto lavorativo e relazionale vissuto dal 25enne nei giorni precedenti la tragedia.
I genitori della vittima, assistiti dagli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo, attendono di essere convocati dal pubblico ministero per essere ascoltati. La famiglia ha dichiarato di poter depositare materiale utile alle indagini, basato sulle frequenti conversazioni avute con il figlio. Secondo i familiari, tali informazioni potrebbero contribuire a fare luce sulla vicenda.
La Procura ha aperto un fascicolo a carico di ignoti. L’attenzione degli inquirenti è concentrata sull’ipotesi di istigazione al suicidio, avanzata con forza dai parenti del giovane. Il padre Michele, originario di San Prisco, continua a respingere l’ipotesi di un gesto volontario senza cause esterne e dichiara di avere fiducia nella giustizia. Resta infine attesa la relazione dell’autopsia, ritenuta un passaggio decisivo per chiarire le cause della morte.
