CAMORRA & MONNEZZA. Tutto, ma proprio tutto della storia della gara (per noi truccata) di CASAPULLA e su come Bosco, Lillo e Fimmanò chiusero la partita di fronte alle proteste dell’uomo di Alfonso Ottimo e degli Zagaria-Capaldo. Poi a San Prisco …
6 Giugno 2026 - 14:08
Oggi concludiamo il racconto con l’ultima puntata di una vicenda iniziata dall’attività diretta svolta dall’allora assessore del Comune di Santa Maria Capua Vetere, Francesco Petrella
CASAPULLA – (g.g.) Fino ad oggi abbiamo lavorato nella descrizione dei lavori preparatori per l’appalto di Casapulla. In questo contesto è venuto fuori il ruolo attivo, anzi attivissimo di Francesco Petrella al tempo assessore comunale a Santa Maria Capua Vetere ma soprattutto aspirante alla candidatura alle elezioni regionali fissate per il 20 settembre 20 20 .
In effetti Petrella si muove e Isvec conquista l’aggiudicazione provvisoria e definitiva della raccolta rifiuti nel comune di Casapulla. Se abbiamo inserito in questo discorso Luigi Bosco è solo perché Petrella, al tempo, era legato politicamente a doppio filo, proprio a Bosco e Bosco controllava direttamente l’amministrazione comunale di Casapulla attraverso un proprio uomo, stiamo parlando dell’allora sindaco Renzo Lillo.
In pratica la nostra è una deduzione logica che non è di per se una prova schiacciante ma, comunque, non può essere sottovalutata e indubbiamente da un punto di vista strettamente cronistico deve costituire la base di una narrazione e anche di un’analisi conseguente alla stessa. Detto ciò tutto fila liscio in un’operazione che probabilmente incuba in se un reato di turbata libertà degli incanti che a questo punto a sei anni di distanza non sarà mai contestato ad alcuno, la Isvec secondo quelli che erano stati gli accordi tra Lombardi, Ottimo e Petrella aggiunge Casapulla alla lunga serie dei Comuni in cui svolge il servizio di raccolta dei rifiuti. Però a questo punto si sviluppa un problema: il Rup Raffaele Fimmanò verifica, facilmente, un grave vulnus nella procedura di appalto favorevole alla Isvec: questa, infatti, non è dotata di uno dei requisiti fondamentali quello previsto, tra le altre cose, dall’art. 7 punto 1 lett. b del disciplinare d’appalto.
Franco Lombardi insieme ad una tale Debora Ciccarelli si reca presso la sede dell’amministrazione provinciale dove incontra il sindaco Lillo e Fimmanò. E’ il 23 settembre e Fimmanò già da 7 giorni, tiene come si suol dire ‘’in mano’’ la notifica della revoca dell’appalto ad Isvec protocollata il 16 settembre. Lombardi che si è consultato con Ivano Balestriere sulla carata riferimento principale in quanto legale rappresentante di Isvec chiede a Fimmanò di ritardare di due giorni questa notifica. Il rup dice di no perché già sono passati troppi giorni e fissa per quello successivo, 24 settembre il momento della notifica. Il 29 settembre Lombardi torna alla carica e minaccia azioni giudiziarie nei confronti del comune di Casapulla in quanto, dopo un colloquio col suo legale, l’avvocato Siniscalchi ha realizzato che l’errore non sarebbe stato frutto di un’attività non lineare di Isvec, ma dei funzionari del Comune di Casapulla. Fimmanò lo rintuzza e dice una cosa che probabilmente disarma un po’ i bollenti spiriti di Lombardi: la posizione intransigente, totalmente legalista sarebbe anche frutto di una consultazione ulteriore avuta con Lillo ma anche – e questo conferma il ruolo attivo avuto in questa storia dall’ex consigliere regionale – Luigi Bosco. Entrambi dicono che occorrerà seguire la legge. Ne deriva una solenne arrabbiatura da parte di Lombardi che a questo punto se la prende con Balestriere il quale non gli aveva mai detto che c’era un problema di requisiti e non gli aveva detto che l’istanza inviata all’albo delle imprese che sviluppano attività nel settore della raccolta non aveva ancora ricevuto un responso positivo. In conclusione, noi riteniamo che tutta la procedura dell’appalto dei rifiuti a Casapulla fosse fortemente condizionata e che le cose non siano state fatte secondo legge quando si è proceduto all’aggiudicazione. Successivamente la scoperta della marchiana carenza di un requisito fondamentale ha impaurito Fimmanò, Lillo e lo stesso Bosco che hanno ritenuto pericolosa la possibilità che un altro partecipante alla gara procedesse ad una denuncia. E qui si chiude la vicenda da noi trattata in diverse puntate di questo Focus dell’appalto dei rifiuti in quel di Casapulla
Una brevissima coda la dedichiamo al Comune di San Prisco, anche questo sotto stretta osservazione della particolarissima cura del faccendiere Franco Lombardi il quale sempre nel 2020 avvicina il consigliere comunale Domenico Schiavone, ricordandogli carinamente che San Prisco non aveva un servizio di raccolta degli oli esausti che come abbiamo visto apparteneva al campo di intervento di Isvec ma probabilmente anche della Logeco, azienda satellite nella quale Vincenzo Lombardi papà di Franco Lombardi, uomo fondamentale, grande tessitore di trame suggerite al figlio, era stato amministratore unico cioè legale rappresentante. Non sappiamo come andò a finire questa storia degli oli esausti di San Prisco. Poi cercheremo di comprendere se in seguito i ROS dei carabinieri della sezione di Caserta abbiano seguito questa traccia oppure no.
