LA DROGA DEI BELFORTE, la Cassazione annulla la condanna di Bucci: processo rinviato alla Corte D’Appello
19 Giugno 2026 - 12:53
I giudici di legittimità hanno accolto l’istanza presentata dal difensore di Bucci e disposto l’annullamento della sentenza impugnata con rinvio, demandando a una diversa sezione della Corte d’Appello il compito di riesaminare il caso alla luce dei principi affermati dalla Cassazione
MARCIANISE – La Quarta Sezione della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato dalla difesa di Antimo Bucci, originario di Marcianise, annullando con rinvio la sentenza emessa dalla Corte d’Appello e disponendo un nuovo esame della vicenda da parte di un’altra sezione del giudice di secondo grado.
La vicenda giudiziaria trae origine dalle ordinanze cautelari eseguite nell’aprile del 2023. Bucci era stato inizialmente destinatario di un provvedimento di custodia cautelare in carcere, successivamente sostituito con la misura degli arresti domiciliari. A conclusione del giudizio abbreviato, il Tribunale lo aveva condannato per il reato associativo previsto dall’articolo 74 del D.P.R. 309/90. Al centro del contenzioso è emersa una rilevante incongruenza tra il dispositivo della sentenza e le motivazioni successivamente depositate. Nel dispositivo letto in aula, infatti, la pena era stata determinata in 4 anni e 8 mesi di reclusione. Nelle motivazioni, invece, la sanzione risultava quantificata in 7 anni e 4 mesi di reclusione.
Nonostante l’assenza di un’impugnazione da parte della Procura, la Corte d’Appello aveva riformato la decisione di primo grado facendo riferimento a quanto riportato nelle motivazioni della sentenza e confermando la pena più elevata di 7 anni e 4 mesi. Contro tale decisione il difensore ha proposto ricorso per Cassazione, sostenendo la sussistenza di una violazione di legge e di un vizio di motivazione. La difesa ha evidenziato come il contrasto tra dispositivo e motivazione non potesse essere qualificato come un semplice errore materiale, ma configurasse una contraddizione insanabile tale da incidere sulla validità della decisione. La Suprema Corte ha condiviso le argomentazioni difensive, ritenendo fondati i motivi di ricorso. I giudici di legittimità hanno quindi disposto l’annullamento della sentenza impugnata con rinvio, demandando a una diversa sezione della Corte d’Appello il compito di riesaminare il caso alla luce dei principi affermati dalla Cassazione.
La decisione rappresenta un passaggio significativo nel procedimento giudiziario e riapre il confronto processuale sulla corretta determinazione della pena nei confronti dell’imputato.
