LA NOTA DI GEO NOCCHETTI. La sfida delicata di Agrorinasce. Oltre ai suoi appalti, deve pensare anche a quelli di enti e comuni come stazione gare

19 Giugno 2026 - 16:17

Sapientemente, il collega della RAI “li affida” allo Spirito Santo

di Geo Nocchetti

CASERTA – Vi avevamo anticipato che ci saremmo occupati del consorzio intercomunale, Agrorinasce, con sede in un bene confiscato di Casapesenna, attualmente presieduta dal magistrato in pensione Maria Antonietta Troncone. Tappa obbligata di ogni Ministro dell’interno, della giustizia, delle politiche sociali in carica, di alti dirigenti delle strutture giudiziarie di ogni ordine grado, Agrorinasce, come detto, riunisce diversi comuni dell’agro Aversano.

Questa sua caratteristica societaria le ha permesso di diventare, con l’evolversi della legislazione della contrattualistica pubblica ed in primis il codice degli Appalti, stazione appaltante autonoma. Per la precisione L1 ed L2, dove elle sta per livello e i numeri. per il grado di importanza e il limite degli importi per i quali può bandire gare pubbliche. Nel caso specifico, Agrorinasce non ha nessun limite e nel settore di competenza può bandire gare anche di centinaia di milioni purché riguardino progetti complessi relativi ai beni confiscati alla criminalità organizzata o, come da protocolli firmati con le prefetture di Caserta e Napoli, istruire le medesime procedure per i comuni che aderiscono alla cooperativa. Il requisito che viene richiesto dall’ANAC affinché un soggetto privato o pubblico possa diventare stazione appaltante autonoma é quello di possedere un’adeguata organizzazione e personale con competenze specifiche adeguate al tipo di attività.

Fermo restando che la qualità impiegatizia dei comuni casertani in quelle zone e non soltanto in quelle zone lascia moltissimo a desiderare, non possiamo non notare come la concentrazione di potere amministrativo e finanziario in questa cooperativa sia non soltanto notevole, ma praticamente sconfinata. Nel senso che alle carenze cui abbiamo accennato deve fare fronte una struttura che è e sarà costretta a supplire alle ignoranze stratificate e oramai endemiche di una classe amministrativa che facciamo fatica a definire classe e giammai funzionariale o dirigenziale. Tuttavia ci siamo permessi di dare un’occhiata all’organico di Agrorinasce.

Trattaiamo la materia con la consapevolezza – che ha chi vi scrive – che non ci sia mai fine all’apprendimento della materia giuridica, soprattutto se parliamo del diritto amministrativo, argomento, il quale, per usare una metafora, rappresenta l’oceano rispetto alle “piscine“ di altri tipi di diritto. Ovviamente diciamo subito che tutta la perizia Tecnico-professionale viene garantita, a prescindere direbbe il grande Totò, dal “peritus peritorum” che presiede questo ente, ovvero il magistrato in quiescenza Maria Antonietta Troncone. Per chi, sempre come chi scrive, ha frequentato per due volte il corso di preparazione in magistratura, la definizione del diritto romano è il marchio di fabbrica di tutti i magistrati italiani che prima di diventare tali affrontano un percorso di studi“ matti e disperati“, per dirla con Leopardi, percorso che comprende quasi tutto lo scibile del diritto, compreso il diritto amministrativo.

Va da sé, tuttavia, che la magistratura amministrativa è un ordine a parte e che, con tutto il rispetto per il “ peritus peritorum”, la specializzazione in questa branca è un ulteriore scoglio o arricchimento che dir si voglia della sapienza giuridica di ogni magistrato. Detto questo, non possiamo non menzionare una parte di avvocati e docenti universitari il cui livello non ha nulla da invidiare a quello dei magistrati. Dei quali tantissimi magistrati sono stati allievi e hanno studiato sui loro testi. Ci attardiamo su questa precisazione perché la conformazione mentale del magistrato Italiano è fortemente influenzata dalla sicurezza, che spesso tracima nella sicumera, di essere appunto “peritus peritorum“.

Non si spiega altrimenti, infatti, come nella compagine di Agrorinasce ci sia l’avvocato Antonio Pagliano che ne fa parte ha un lodevole curriculum tutto di stampo penalistico a partire dalla laurea con lode e a finire alla sua docenza presso l’Università Vanvitelli in diritto penale europeo, esattamente come la presidente Troncone. Per quanto riguarda il direttore generale, anche lui vanta un lungo curriculum di collaborazioni sempre nel settore pubblico, ma anche in quello privato. Giovanni Allucci, questo il suo nome, dopo il diploma di perito tecnico consegue, all’Università di Cassino, una laurea in Economia e Commercio in sei anni con votazione 103 su 110. E la brillante carriera che ha fatto e sta facendo é tutta benzina a favore dei detrattori dei titoli accademici che nella vita reale lavorativa spesso valgono poco.

E, per ultimo ma non ultima, segnaliamo che la responsabile proprio delle procedure anticorruzione Immacolata Di Saia é un avvocato che ha vinto diversi concorsi nella pubblica amministrazione in particolare quello di segretario comunale per poi diventare segretario generale di diversi comuni del Casertano, oltre a svolgere la funzione di giudice onorario sempre nel settore penale, pur essendosi specializzata in quello civile dopo la laurea. Attualmente è anche Segretaria generale della provincia di Avellino. Va precisato che Agrorinasce, per ogni singolo progetto, può emettere un bando per reclutare personale specializzato occorrente per quel tipo di scelte e di attività. Anche se sotto questo profilo c’è un lungo elenco di consulenti onorari del quale fanno parte professionisti in servizio o in pensione di categorie diverse. Tutto ciò premesso, possiamo usare per agro rinasce l’espressione “onore al merito“.? Non lo possiamo fare, ma non perché ci arroghiamo il diritto di valutare le suddette personalità, ma solo perché, ossequiosi delle procedure giuridiche, accanto ai nomi dei suddetti viene sempre precisato, nell’apposita finestra, che si tratta di nomine di stampo politico. Questo ci conforta.

Dunque la politica che nel Casertano e non solo nel Casertano è quasi sempre infestata da malaffare corruzione, può partorire, invece, soggetti virtuosi in grado di sostituirsi alle strutture comunali e non solo, decidendo autonomamente ciò che è bene per la collettività. Progetto ambizioso, per parafrasare Winston Churchill. Ma chi siamo noi, dal basso delle nostre lauree con lode e specializzazioni proprio nella materia del diritto amministrativo, di qualche anno passato ad assistere luminari del diritto amministrativo, avvocati dal 1986, chi siamo noi, ribadiamo, per avanzare dubbi sulla tenuta operativa della benemerita Agrorinasce?

Ancora una volta lo ribadiamo: chi siamo noi per dirlo? Anche se in una prefettura, quella di Caserta, è saltato fuori che un poliziotto che doveva controllare i requisiti della cosiddetta “White list“ in effetti, secondo le accuse della procura, più che controllare chiudeva tutti e due gli occhi e a quanto pare un po’ ipovedenti lo erano anche i suoi superiori. Che non si sono insospettiti vedendolo arrivare su auto di super lusso che gli sono state sequestrate insieme ad altri beni, danaro compreso. E se è difficile per una struttura prefettizia, certamente più robusta e allenata a quel tipo di attività di controllo, ritrovarsi il presunto corrotto in casa propria, riteniamo che la presidente troncone e la sua agguerrita e sparuta compagine non debbano dormire nemmeno la notte per controllare che tutto sia a posto, visto che tra gli oneri che incombono sulla stessa struttura ci sia anche quello di controllare la regolarità degli affidatari qualunque sia l’importo dell’affidamento.

Ma se questi “eroi della regolarità amministrativa e non solo“ dovessero riuscire nel loro compito, ci sarà molto meno lavoro non soltanto per questo giornale ma anche per le forze dell’ordine e la magistratura tutta. Con tutta la fantasia possibile, infatti, non riusciamo a immaginare come uno qualunque dei suoi colleghi a Santa Maria Capua Vetere o a napoli nord ovvero Aversa possa avanzare rilievi nei confronti di chi quei due uffici ha retto fino a poco tempo fa, improntando la sua attività alla regola del “ non guardare in faccia a nessuno“. Con l’unica eccezione, e non per colpa sua, bensì di chi le ha atteso questo tranello, di aver dovuto guardare in faccia il consigliere Giovanni Zannini nella giornata in cui il sindaco di Mondragone le ha conferito la cittadinanza onoraria. Comunque sia, ai “poster“, direbbe Nino Frassica, l’ardua sentenza ed il nostro auspicio è quello di vivere il tempo necessario per raccontare questa epica impresa che nulla ha da invidiare, come importanza, all’intelligenza artificiale di cui oggi si parla in tutte le sedi compresa quella papale. E da credenti consentiteci di affidare allo spirito Santo le quattro menti cui è affidata la rivoluzione copernicana dell’amministrazione casertana, siamo sicuri che ne hanno bisogno e gradiranno