La riempie di debiti e la uccide dopo essere stato scoperto: chiesti 30 anni per il badante casertano
2 Luglio 2026 - 10:05
Secondo l’accusa avrebbe approfittato della fiducia della pensionata, inducendola a sottoscrivere prestiti per oltre 27mila euro prima dell’omicidio. La difesa respinge ogni addebito
MONDRAGONE – Trent’anni di reclusione. È questa la pena chiesta dalla Procura nei confronti di Mario Cristiano, imputato per l’omicidio di Anastasia Spiniello, 73 anni, trovata senza vita nella sua abitazione di via Guicciardini il 19 dicembre 2018.
La richiesta è stata formulata al termine della requisitoria davanti alla Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere, presieduta da Marcella Suma, con giudice a latere Honor Dessì.
Nel corso dell’udienza i pubblici ministeri hanno ricostruito le ultime ore di vita della pensionata, sostenendo che il delitto sarebbe stato consumato il giorno precedente al ritrovamento del cadavere, tra le 13 e le 15. Secondo la ricostruzione accusatoria, la donna sarebbe stata prima colpita alla testa e successivamente soffocata con un canovaccio. Il suo corpo venne rinvenuto riverso sul pavimento dell’abitazione, in una pozza di sangue.
Per la Procura il movente sarebbe di natura economica. Gli inquirenti ritengono che l’imputato, che assisteva la 73enne nelle incombenze quotidiane, abbia approfittato del rapporto di fiducia instaurato con la vittima, inducendola a sottoscrivere prestiti e cessioni della pensione per un importo complessivo superiore ai 27mila euro.
Sempre secondo l’accusa, Anastasia Spiniello avrebbe ormai compreso il dissesto economico in cui era stata trascinata e sarebbe stata pronta a denunciare quanto accaduto. Proprio il timore che la donna potesse raccontare tutto avrebbe spinto l’imputato, secondo la tesi della Procura, a ucciderla per evitare di essere scoperto.
Mario Cristiano ha sempre respinto ogni accusa. Sarà ora la Corte d’Assise a pronunciarsi: il verdetto di primo grado è atteso nel corso di questo mese.
