TUTTI I NOMI. False fatture crediti d’imposta fittizi, chiuse le indagini: due casertani tra i 34 indagati
2 Luglio 2026 - 11:20
L’inchiesta della Procura di Avellino e della Guardia di Finanza riguarda un presunto sistema di false fatturazioni, riciclaggio ed evasione fiscale nel distretto della concia delle pelli
CASERTA – Ci sono anche due residenti a Caserta tra i 34 indagati raggiunti dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari notificato dalla Procura della Repubblica di Avellino nell’ambito di una vasta inchiesta su un presunto sistema di false fatturazioni, evasione fiscale e riciclaggio nel comparto della concia delle pelli.
L’indagine, condotta dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura irpina, riguarda fatti che sarebbero stati commessi tra il 2019 e il 2021 nel distretto industriale di Solofra e in altre aree della provincia di Avellino. Tra gli indagati figurano Francesco Corvino, 81 anni, originario di Casal di Principe e residente a Caserta, e Salvatore Corrado, 68 anni, originario di Teverola e residente a Caserta.
Secondo l’ipotesi accusatoria, quattordici persone avrebbero promosso e organizzato l’associazione per delinquere, mentre gli altri indagati, tra cui i due casertani, sono ritenuti partecipi del presunto sodalizio criminale. Nell’inchiesta risultano coinvolti anche alcuni commercialisti che, secondo gli investigatori, avrebbero fornito indicazioni sulle modalità di emissione delle fatture per operazioni ritenute inesistenti.
Gli inquirenti hanno ricostruito un presunto sistema fondato sull’utilizzo di società formalmente costituite ma prive, secondo l’accusa, di una reale struttura imprenditoriale. Tali aziende sarebbero state impiegate per emettere documentazione fiscale relativa a operazioni mai effettuate, successivamente contabilizzata da imprese attive nei settori della pelletteria e delle calzature.
Il meccanismo, sempre secondo la Procura, avrebbe consentito di abbattere il carico fiscale, maturare crediti d’imposta inesistenti e compensare imposte dirette e Iva. Le contestazioni riguardano anche il presunto indebito accesso ai contributi pubblici previsti durante l’emergenza pandemica.
Le indagini hanno inoltre ricostruito flussi finanziari che sarebbero stati movimentati attraverso prelievi di contante e bonifici verso soggetti terzi, anche all’estero. L’ammontare delle somme contestate raggiunge diversi milioni di euro per alcune delle società coinvolte, con un danno erariale complessivo stimato in decine di milioni di euro.
Tra le accuse figurano anche l’occultamento e la distruzione della documentazione contabile, compresa la cancellazione di dati informatici utilizzati per registrare le operazioni.
Con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini previsto dall’articolo 415-bis del Codice di procedura penale si chiude la fase investigativa. Gli indagati avranno ora la possibilità di esaminare gli atti, depositare memorie difensive, produrre documentazione o chiedere di essere interrogati prima che la Procura decida sull’eventuale richiesta di rinvio a giudizio.
Si ricorda che l’avviso di conclusione delle indagini non costituisce un’affermazione di colpevolezza. Le contestazioni formulate dalla Procura rappresentano ipotesi accusatorie che dovranno essere eventualmente vagliate nel successivo giudizio, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza.
TUTTI I NOMI DEGLI INDAGATI
LISSA Francesco, LANZUISE Letizia, RASOUL Alladin, RASOUL Bakri Zackaria, RASOUL Abdulghani, VIGNOLA Nicola, VIGNOLA Salvatore, VIGNOLA Francesco, SCAFURO Gerardo, PIROLO Cristian, PIROLO Mariarosaria, ROMANO Vincenzo, DE MAIO Giuseppe, PISANI Antonio, MARRONE Americo, CASALE Pasquale, CAMERLENGO Carmine, LUCIANO Vincenzo, GUACCI Ariosto, SPINELLI Raffaele, SPINELLI Emanuel, GASPARRI Luca, CORVINO Francesco, SPINELLI Dario, OLIVA Marco, COPPOLA Pierpaolo, CORRADO Salvatore, ADINOLFI Paolo, GALLUCCIO Roberto, D’ANGELO Valentino, DEL REGNO Andrea, D’URSO Carmine, IANNONE Mirko, PENNETTI Alessandro.
