CASERTA. Aumento della tassa di soggiorno fino a 5 euro a notte, esplode la protesta degli albergatori: “State uccidendo il turismo. Così la Reggia da sola non basta più”

16 Luglio 2026 - 11:54

CASERTA«Aumentare ancora la tassa di soggiorno rischia di trasformarsi in un boomerang per il turismo cittadino». È il grido d’allarme lanciato da Salvatore Antonio Aurilio, proprietario e gestore di un Bed & Breakfast a Caserta, che interviene dopo la decisione del Comune di ritoccare al rialzo l’imposta applicata ai visitatori.

Secondo l’operatore del settore, il provvedimento non rappresenta una semplice scelta di bilancio, ma una decisione destinata ad avere ripercussioni sulla competitività di Caserta come destinazione turistica.

La Commissione Straordinaria del Comune di Caserta ha approvato pochi giorni fa, con la deliberazione n. 16 del 9 luglio 2026, le modifiche al Regolamento sull’Imposta di Soggiorno, intervenendo sulla disciplina introdotta nel 2024.

Il provvedimento porta le tariffe a 2 euro a notte per la maggior parte delle strutture ricettive, 3 euro per gli hotel a quattro stelle e 5 euro per quelli a cinque stelle.

«La Reggia è un attrattore di fama mondiale, ma il turismo non è un fenomeno statico – osserva Aurilio –. Molti visitatori inseriscono Caserta in itinerari più ampi e confrontano costi e servizi con quelli di altre città italiane ed europee. Aumentare la pressione fiscale sugli ospiti, soprattutto in un momento in cui le strutture extralberghiere fanno grandi sforzi per mantenere prezzi competitivi e standard elevati, significa rischiare di perdere appeal».

Per il gestore, il problema non è soltanto l’importo della tassa, ma il rapporto tra quanto il turista paga e ciò che riceve in cambio. «Il visitatore non è una risorsa infinita da spremere. Se la percezione del costo supera quella del valore offerto dalla città in termini di servizi, decoro urbano e accoglienza, sceglierà semplicemente un’altra destinazione».

Aurilio contesta anche l’impostazione con cui, a suo avviso, viene gestita l’imposta di soggiorno. «Troppo spesso viene considerata soltanto una voce di bilancio utile a far quadrare i conti del Comune. In realtà dovrebbe essere uno strumento per reinvestire direttamente nel turismo, migliorando i servizi e rendendo più attrattivo il territorio».

Tra le criticità segnalate figurano la gestione dei rifiuti, il decoro urbano, l’accessibilità dei siti culturali e una promozione turistica ritenuta ancora insufficiente. «Non possiamo giustificare un aumento della tassa se la cartolina che Caserta offre ai visitatori continua a essere segnata da inefficienze che tutti conoscono».

Da qui la netta contrarietà all’aumento deciso dall’amministrazione comunale. «Il rilancio del comparto turistico passa attraverso il dialogo con le associazioni di categoria, non con decisioni calate dall’alto che ignorano le dinamiche del mercato».

L’appello finale è rivolto direttamente al Comune. «Chiediamo l’apertura immediata di un tavolo di confronto. Non serve gravare ulteriormente su chi sceglie di visitare Caserta, ma costruire una strategia capace di aumentare la permanenza media dei turisti, valorizzare l’indotto e fare della città una meta e non soltanto una tappa di passaggio. I B&B e tutte le strutture ricettive rappresentano il primo volto dell’accoglienza casertana: non vogliamo essere soltanto gli esattori di un’imposta, ma partner di un progetto di sviluppo che oggi, purtroppo, sembra aver smarrito la propria direzione».