La farmacista di CASERTA che non è mai esistita: il giallo della “moglie fantasma” nel caso di Luca Esposito

27 Luglio 2026 - 09:30

Simona, questo il nome che usava

EBOLI/CASERTA – Tra i tanti misteri emersi dopo l’omicidio del giornalista sportivo Luigi “Luca” Esposito, il dettaglio che più colpisce il territorio casertano riguarda una figura che, secondo gli investigatori, non sarebbe mai esistita: una farmacista di Caserta che l’uomo avrebbe indicato per anni come sua moglie.

La vicenda sta emergendo nell’ambito delle indagini sulla doppia vita del cronista 53enne, trovato senza vita nelle campagne di Eboli. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Esposito avrebbe costruito nel tempo un racconto fatto di identità e ruoli professionali che oggi risultano oggetto di verifica: un presunto impiego all’Arpac, lauree sulle quali sono in corso accertamenti e, appunto, una moglie che nessuno avrebbe mai conosciuto.

Agli amici e ai colleghi, Esposito parlava di una donna, indicata come Simona, descritta come farmacista e residente a Caserta. Un particolare raccontato con tale naturalezza da diventare, per molti, un dato acquisito.

A rafforzare il racconto c’era anche un dettaglio simbolico: Esposito portava abitualmente una fede all’anulare sinistro. Un particolare che contribuiva a rendere credibile la storia del matrimonio.

Il nome di Caserta entra così in una vicenda che, almeno allo stato degli accertamenti, sembrerebbe appartenere più alla costruzione di una vita immaginaria che alla realtà.

La presunta farmacista casertana rappresenta uno dei tasselli della cosiddetta “doppia vita” attribuita al giornalista: oltre al matrimonio mai celebrato, risultano infatti sotto verifica anche il presunto lavoro all’Arpac e i titoli accademici che Esposito sosteneva di aver conseguito. L’Arpac ha già smentito qualsiasi rapporto di lavoro con il 53enne, mentre anche l’Ordine dei Biologi ha precisato che il suo nominativo non risultava iscritto all’albo professionale, precisazione che non equivale, però, a negare l’eventuale conseguimento della laurea.

L’individuazione del presunto autore dell’omicidio ha consentito agli investigatori di fare luce sul delitto, ma restano ancora numerosi interrogativi sulla vita privata della vittima.