MEDICO INDAGATO per falso e truffa. Ricette “fantasma” e rimborsi dal Servizio Sanitario
27 Luglio 2026 - 11:38
Tra il 15 gennaio e il 18 luglio 2025 il medico avrebbe emesso 13 ricette elettroniche per la prescrizione di farmaci in favore di una propria assistita. La donna, ascoltata dagli investigatori, avrebbe però disconosciuto tutte le prescrizioni, dichiarando di non averle
CAPUA – Tredici prescrizioni mediche intestate a una paziente che, secondo l’accusa, non ne avrebbe mai saputo nulla. Nove confezioni di farmaci ritirate in farmacia e i relativi rimborsi richiesti al Servizio sanitario nazionale. È questo il quadro ricostruito dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere nell’inchiesta che vede indagato il dottor Antonio Piantadosi, 68 anni, medico di medicina generale convenzionato con il Ssn e residente a Capua.
Il sostituto procuratore Giacomo Urbano ha notificato al professionista l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, contestandogli i reati di falsità ideologica commessa da persona esercente un servizio di pubblica necessità e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche.
Secondo la ricostruzione della Procura, tra il 15 gennaio e il 18 luglio 2025 il medico avrebbe emesso 13 ricette elettroniche per la prescrizione di farmaci in favore di una propria assistita. La donna, ascoltata dagli investigatori, avrebbe però disconosciuto tutte le prescrizioni, dichiarando di non averle mai richieste né di aver mai assunto i medicinali indicati.
Delle tredici ricette, quattro sarebbero state successivamente annullate, mentre le altre nove, emesse tra gennaio e maggio, sarebbero state utilizzate per il ritiro dei farmaci presso una farmacia di Capua.
Per gli inquirenti, attraverso quelle prescrizioni il medico avrebbe attestato falsamente la necessità terapeutica della paziente, inducendo in errore il Servizio sanitario nazionale e consentendo così il rimborso delle confezioni dispensate dalla farmacia, con un presunto indebito profitto per sé o per altri e un corrispondente danno economico per il Ssn.
Alla luce degli elementi raccolti, la Procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, ritenendo di non poter formulare, allo stato degli atti, una richiesta di archiviazione. Il procedimento si avvia quindi verso la fase successiva, nella quale il pubblico ministero potrà chiedere il rinvio a giudizio dell’indagato.
L’avviso di conclusione delle indagini non costituisce una condanna né implica un giudizio di colpevolezza. Il dottor Antonio Piantadosi, come previsto dall’ordinamento, deve ritenersi innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva e avrà la possibilità di far valere le proprie difese nelle successive fasi del procedimento penale.
