AVERSA. “L’ODISSEA DI MIO FIGLIO AL MOSCATI”. Quattro ore al pronto soccorso e poi…
13 Giugno 2026 - 11:24
La denuncia di un nostro lettore sulla lunga attesa al pronto soccorso dell’ospedale Moscati di Aversa, dove il figlio, ferito a un piede, ha aspettato oltre quattro ore di essere visitato
AVERSA (fede.borr.) – Quella che segue è la testimonianza di un nostro lettore che ha voluto raccontarci la sua esperienza vissuta nel pomeriggio di martedì 9 giugno presso l’ospedale Moscati di Aversa.
A causa di un incidente domestico, il figlio si procura un profondo taglio sotto il tallone del piede. Intorno alle 17 il giovane decide di recarsi immediatamente al pronto soccorso del Moscati per ricevere le cure necessarie. Da quel momento, però, inizia per lui una lunga e frustrante attesa.
Secondo quanto riferito dal lettore alla redazione di CasertaCe, il ragazzo è rimasto all’interno del pronto soccorso fino alle 21.30 senza riuscire ad essere visitato. Oltre quattro ore trascorse in attesa, per la medicazione di una ferita che, pur non rientrando tra i casi più gravi (si trattava, per la cronaca, di un codice verde), avrebbe comunque richiesto un intervento tempestivo per evitare possibili complicazioni, come, tra le ipotesi più gravi, il rischio di un’infezione. “Non era un codice urgente, questo lo comprendiamo bene, ma si trattava comunque di una ferita profonda sotto il piede che avrebbe potuto infettarsi o peggiorare. E’ inammissibile che per una medicazione si debba aspettare tutto questo tempo”, racconta il lettore.
Alla fine, la decisione di padre e figlio di lasciare il presidio ospedaliero aversano e raggiungere la clinica Pineta Grande di Castel Volturno. E lì, stando al loro racconto, la situazione appare da subito molto diversa, dal momento che l’attesa dura solo pochi minuti: “Nel giro di 15-20 minuti mio figlio è stato preso in carico e medicato”.
Quanto accaduto al nostro lettore si inserisce, in realtà, in un contesto più ampio e complicato. E, peraltro, anche ben noto. Come abbiamo avuto modo di raccontare in alcuni articoli precedenti (CLICCA E LEGGI), il pronto soccorso del nosocomio normanno è da tempo alle prese con una evidente carenza di personale. Una situazione che ha inevitabilmente riversato pressioni anche sugli altri reparti che costituiscono il presidio di via Gramsci, e che già vivono di loro delle difficoltà intestine per via di altre situazioni organizzative da fronteggiare quotidianamente. Recentemente, su questi reparti, si è aggiunta anche la gravosa richiesta di aiutare proprio il pronto soccorso in affanno, supportandolo attraverso l’invio di alcuni medici dei vari reparti dell’ospedale che, a rotazione, garantiscano la copertura dei turni.
E proprio nello stesso giorno in cui il nostro lettore si apprestava a vivere questo calvario in compagnia del figlio, paziente di fatto della storia appena descritta, un altro cittadino aversano inviava invece al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Italiana, Francesco Emilio Borrelli, una fotografia scattata sempre all’interno del pronto soccorso di Aversa. L’immagine ritraeva una paziente che, a sua volta, stava aiutando un’altra assistita posta su una barella. La donna, che aveva un presidio endovenoso attaccato al braccio, è stata aiutata dall’altra paziente in questione che le ha retto il lavaggio, poiché mancherebbero all’interno del pronto soccorso normanno anche gli appositi appoggi.

