CAMORRA, SOLDI & VOTI AL COMUNE DI S. MARIA A VICO. Gli assegni che il referente della camorra dice di aver mostrato ad Andrea Pirozzi per la campagna elettorale. La parte per il clan sui lavori pubblici. Questa è in-fil-tra-zio-ne
14 Novembre 2025 - 14:08
E queste non sono supposizioni ma sono un amministratore comunale e un referente della camorra che parlano e la loro voce in-ter-cet-ta-ta. Non crediamo di dover ricordare alla Prefetta Volpe le norme che stabiliscono i requisiti per la nomina di una commissione di accesso
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SANTA MARIA A VICO (g.g.) Noi non possiamo escludere categoricamente che Clemente De Lucia, considerato dalla Dda in questa occasione ma anche in precedenti indagini, fra mediatore ed intraneo alla camorra di S. Maria a Vico, abbia potuto dire una serie di balle a Peppe Nuzzo co-indagato nell’indagine che coinvolge il sindaco Andrea Pirozzi e la sua vice, Veronica Biondo
Il problema è sempre lo stesso: ritenere che centinaia di intercettazioni con contenuti variegati, inerenti sempre alle necessità della camorra locale, illustrate da Clemente De Lucia ai politici locali (e non stiamo considerando le intercettazioni dirette che pure esistono, in cui Andrea Pirozzi e Veronica Biondo parlano e prendono impegni faccia a faccia con Domenico Nuzzo detto Mimmariello e Raffaele Piscitelli detto ‘o Cervinaro) siano frutto solamente di un enorme millanteria di Clemente De Lucia è assolutamente illogico e improbabile. Anche perché di certi accordi assunti da De Lucia in nome e per conto della camorra locale esiste il riscontro completo degli atti amministrativi. Il De Lucia comunica a Peppe Nuzzo il desiderio espresso da Mimmo Nuzzo, Mimmariello, affinchè l’amministrazione comunale provveda a ristorare l’impresa di Giacomo e di Paolo Caterino con un indennizzo; Clemente De Lucia, assecondando in qualche modo anche l’ipotesi di una candidatura a sindaco di Peppe Nuzzo pone pesantemente il problema dei soldi, delle cospicue somme che servono per finanziarla. E’ Clemente De Lucia a raccontare a Peppe Nuzzo di aver mostrato ad Andrea Pirozzi un bel malloppo di assegni evidentemente staccati da imprenditori locali e da soggetti vicini al clan del quale pure lui faceva parte e di cui parlava dunque con cognizione di causa: “io al Sindaco gli ho fatto vedere,
ho detto <<signor sindaco guarda qua quanti assegni sono stati fatti.” Questo veniva detto testualmente in una intercettazione del 09 febbraio 2021. Siccome abbiamo intenzione di andare avanti per un paio di mesi ancora, giorno per giorno, scaricatevi questa puntata perché in questo caso andremo poi a verificare determinati riscontri sia su queste cose ma anche sugli affari di cui Peppe Nuzzo e Clemente De Lucia parlano inerentemente ai lavori di un muro da costruire per un campo sportivo, e De Lucia discute del suo interesse a ricevere una parte dei soldi per questo progetto, menzionando che Nuzzo dovrebbe assicurarsi che i soldi siano destinati a lui. Ora siccome De Lucia non faceva nè il costruttore nè l’ingegnere i soldi di cui parlava erano quelli che, nella dinamica degli appalti realizzati dall’ amministrazione comunale dovevano costituire una provvista da consegnare alla camorra di Santa Maria a Vico.
Se non è infiltrazione questa
Supposizioni? Non si tratta di virgolettati interpretati in cui Peppe Nuzzo non elargisce certo pernacchie al suo interlocutore, anzi, con la sua voce registrata, costruisce accordi. Peppe Nuzzo era un amministratore comunale, Clemente De Lucia un referente di Mimmo Nuzzo, Mimmariello, questa si chiama in – fil – tra – zio – ne
