Dopo lo Zanzibar frequentato dai camorristi, ecco IL NOME del secondo BAR CHIUSO dal Questore in quanto era il più amato da spacciatori e narcotrafficanti. E sulla pizzeria …

27 Marzo 2026 - 13:28

Come avevamo promesso ai nostri lettori dopo il racconto puntuale sul “rinomato” locale della Domiziana ecco il profilo di quello che si trova a un passo dal Comune nella grande piazza di  …

CASERTACE STA PER CAMBIARE PER SEMPRE: TE LO SPIEGA IL DIRETTORE GIANLUIGI GUARINO – CLICCA E GUARDA IL VIDEO

MONDRAGONE/VILLA LITERNO – Si ha la sensazione che la vicenda della chiusura, al momento per 20 giorni, ordinata dal Questore di Caserta per il bar Zanzibar di Mondragone non si risolverà a brevissimo. Ciò perché le frequentazioni di molti malavitosi in questo esercizio che si trova lungo la statale Domiziana, non sarebbero frutto di una scelta logistica casuale ma di affinità, diciamo di visioni comuni, con il titolare Andrea Cennami. Nell’articolo che abbiamo dedicato a questa notizia dei giorni scorsi CLICCA E LEGGI  abbiamo focalizzato la nostra attenzione su quella parte dell’archivio di CasertaCe del quale Andrea Cennami è diventato protagonista: l’arresto per detenzione di arma illegale con matricola abrasa e la vicenda del colpo di pistola partito ad epilogo di una rissa, di un corpo a corpo con un’altra persona, che solo per miracolo se la cavò visto che quel proiettile esploso da Cennami, lo attinse di striscio provocando una ferita lieve, curata dal personale medico della clinica Pineta Grande di Castel Volturno. Ma a monte e a valle della vita di questo commerciante anomalo di Mondragone ci sono anche indagini che lo hanno interessato per presunti coinvolgimenti nell’attività dei clan camorristici locali. Ecco perché sosteniamo che gli ospiti dello Zanzibar sono tutto sommato  conoscenti, forse anche amici del titolare. E’ chiaro che il questore di Caserta ha emesso un provvedimento di chiusura provvisoria in quanto, com’è giusto che sia, il diritto alla proprietà privata riconosciuto dalla costituzione non può essere cancellato neppure quando chi ne è titolare è in odore di camorra. Perché una cosa è essere in odore di camorra, altra cosa è realizzare un reato connesso all’attività camorristica. Ciò non è contestato formalmente ad Andrea Cennami però ora, anche alla luce di questo provvedimento, del questore che esercita la sua funzione di massima potestà nella tutela dell’ordine pubblico, porrà Cennami nella condizione di diventare un target una persona la cui attività sarà sicuramente rivoltata come un calzino proprio perché lo Zanzibar è diventato un ricettacolo di pregiudicati, oggi a piede libero, in un passato, anche prossimo, in carcere per reati di camorra. Vedremo dunque cosa succederà alla scadenza dei 20 giorni cioè della durata del provvedimento di chiusura firmata dal questore di Caserta.

Avevamo promesso ai nostri lettori di lavorare per svelare anche il nome degli altri due locali, sottoposti ad una misura simile, pressochè speculare: un bar di Villa Literno e una pizzeria di Trentola Ducenta. Per quanto riguarda il bar abbiamo risolto l’enigma. A quanto pare non si tratta di un problema della stessa gravità di quello che colpito lo Zanzibar di Mondragone

Intanto, va chiarito, che i due provvedimenti non sono coevi, cioè temporalmente contemporanei o quasi, quello del bar di Villa Literno infatti risale a tre o quattro settimane orsono. Diciamo che la polizia di stato ha colto la palla al balzo della chiusura dello Zanzibar per dare notizia anche della chiusura degli altri due locali.

Al momento, il bar di Villa Literno, ha già riaperto, dato che il provvedimento aveva una durata di 15 giorni. E allora sveliamolo il nome di questa attività commerciale. Si tratta di uno dei tre locali di somministrazione che insistono nell’ampia piazza centrale di Villa Literno, per intenderci quella in cui si trova anche il palazzo municipale. E’ il bar Martino. A quanto se ne sa non frequentato da camorristi a piede libero, da pregiudicati per reati connessi alla criminalità organizzata, bensì di soggetti della criminalità comune, coinvolti in una o più indagini, relative soprattutto allo spaccio di stupefacenti. Sono stati i carabinieri della locale stazione a monitorare questa fauna che stazionava da tempo davanti al bar Martino. Il titolare sarebbe stato già redarguito, ammonito, e pregato di evitare certi assembramenti dentro e nello spazio attiguo al suo bar e comunque utilizzato per le attività di somministrazione dello stesso. Il titolare non se ne sarebbe dato per inteso e dunque ciò ha fatto scattare, dopo un’adeguata informativa redatta dai carabinieri della stazione locale, il provvedimento del Questore.

Abbiamo raccolto qualche informazione in loco e, almeno in apparenza, gli spazi interni e prospicienti al bar non sarebbero più frequentati da questi pregiudicati. Vedremo poi alla lunga cosa succederà.

Per quanto riguarda la terza attività, ossia la pizzerai di Trentola Ducenta, colpita dal medesimo provvedimento del questore stiamo ancora cercando riscontri però siccome è successo rarissimamente che questo giornale non ha potuto mantenere un impegno con i propri lettori aspettatevi da un giorno all’altro denominazione, fatti e circostanze riguardante anche questo terzo locale finito sotto la lente d’ingrandimento delle autorità di polizia.