Impianto crematorio nel centro urbano: il progetto che fa paura ai residenti
31 Maggio 2026 - 15:30
La delibera approvata il 6 febbraio 2026 dalla Giunta comunale ha preso atto della proposta avanzata dalla società Edile Vispin srl di Napoli, che prevede la costruzione di un tempio crematorio dal valore complessivo di oltre 3,4 milioni di euro, con concessione trentennale e gestione affidata ai privati. In cambio, il Comune riceverebbe un aggio del 5% sugli utili derivanti dalle cremazioni
CASAPULLA – Il project financing approvato dalla Giunta comunale di Casapulla per la realizzazione di un impianto crematorio all’interno del cimitero comunale rischia di trasformarsi in una delle decisioni più controverse e contestate degli ultimi anni. Dietro il linguaggio tecnico della “fattibilità”, del “partenariato pubblico-privato” e dell’“interesse pubblico”, emerge infatti una scelta amministrativa che sta già provocando forti preoccupazioni tra cittadini, residenti e amministratori dei territori confinanti.
La delibera approvata il 6 febbraio 2026 dalla Giunta guidata dal sindaco Ferdinando Bosco, presieduta dallo stesso primo cittadino, dall’assessore Gianluca Sarogni, dall’assessora Maria Antonia Sorbo, mente risultavano assenti il vice sindaco Domenico Carrillo e l’assessora Santina Santorelli, prende atto della proposta avanzata dalla società Edile Vispin srl di Napoli, che prevede la costruzione di un tempio crematorio dal valore complessivo di oltre 3,4 milioni di euro, con concessione trentennale e gestione affidata ai privati. In cambio, il Comune riceverebbe un aggio del 5% sugli utili derivanti dalle cremazioni.
Ma proprio qui nasce il primo nodo politico e morale dell’intera vicenda: davvero una percentuale economica così limitata può giustificare la presenza di un impianto potenzialmente impattante in una delle aree più densamente abitate del territorio?
Il punto più critico riguarda infatti la collocazione dell’impianto. Il cimitero di Casapulla non si trova in una zona industriale isolata o realmente periferica, ma in un’area urbanisticamente delicata, a ridosso del confine con San Prisco e Casagiove, a pochi passi da abitazioni civili e da quartieri abitati quotidianamente da migliaia di persone. Questo significa che gli effetti dell’impianto non riguarderebbero soltanto i cittadini di Casapulla, ma coinvolgerebbero direttamente almeno due comunità confinanti.
Ed è proprio questo l’aspetto che appare più grave: una decisione di enorme impatto territoriale sembra essere stata avviata senza un reale confronto pubblico, senza assemblee cittadine, senza un percorso condiviso con i residenti e senza una preventiva valutazione ampia e trasparente sugli effetti ambientali e sanitari.
La stessa documentazione evidenzia che l’area oggi non risulta urbanisticamente compatibile e che tutto resta subordinato all’approvazione del Piano Urbanistico Comunale. In altre parole, il progetto è stato dichiarato di pubblico interesse nonostante esista già un problema di compatibilità urbanistica certificato dagli stessi uffici.
A questo si aggiunge un altro elemento che alimenta dubbi e perplessità: sul territorio campano risultano già presenti impianti crematori nei Comuni di Nola, nel napoletano, e Castel Volturno. Una circostanza che porta molti cittadini a chiedersi se vi sia davvero la necessità di realizzare un ulteriore forno crematorio proprio in un contesto urbano tanto delicato e popoloso.
Per ragioni economiche e di sostenibilità gestionale, un impianto del genere dovrebbe inevitabilmente lavorare in maniera continuativa e quotidiana. Questo significa traffico, emissioni, rumori, movimentazione costante di mezzi e un inevitabile impatto sulla qualità della vita dei residenti. Anche ammesso che vengano installati macchinari “di ultima generazione”, come sostenuto dai promotori, resta il fatto che finora non sono stati illustrati pubblicamente dati dettagliati, simulazioni ambientali, studi epidemiologici indipendenti o valutazioni cumulative sull’effetto dell’impianto in un’area già fortemente urbanizzata.
Durissima la posizione del gruppo consiliare di minoranza “Per Casapulla”, che attraverso un’interrogazione ha chiesto chiarimenti all’amministrazione comunale. I consiglieri parlano apertamente di forte preoccupazione popolare e accusano la maggioranza di procedere senza il necessario coinvolgimento della cittadinanza.
Secondo l’opposizione, l’amministrazione starebbe affrontando la questione quasi esclusivamente dal punto di vista economico, minimizzando invece gli interrogativi ambientali e sanitari. “Vale davvero la pena ospitare un impianto del genere vicino al centro abitato per ottenere una misera percentuale su ogni cremazione?”, chiedono i consiglieri, sottolineando come la tutela della salute pubblica dovrebbe avere priorità assoluta rispetto a qualsiasi ritorno economico.
Particolarmente contestata anche la posizione del sindaco, che – secondo quanto riferito dall’opposizione – avrebbe dichiarato di non voler coinvolgere ulteriormente organi competenti o avviare approfondimenti preventivi fino all’eventuale via libera definitivo al progetto. Una linea che molti giudicano pericolosa soprattutto considerando la delicatezza della materia.
Le preoccupazioni espresse dal sindacato CSA Coordinamento Provinciale e dai rappresentanti dell’opposizione convergono tutte su un punto fondamentale: la necessità di piena trasparenza. I Comuni confinanti, in particolare San Prisco e Casagiove, dovrebbero essere formalmente coinvolti nella discussione istituzionale, poiché i residenti potrebbero subire direttamente le conseguenze ambientali e sanitarie dell’impianto.
La richiesta è chiara: accesso completo agli studi tecnici, verifica rigorosa delle autorizzazioni, approfondimenti indipendenti sugli impatti ambientali e possibilità concreta per cittadini e istituzioni di presentare osservazioni, opposizioni e richieste di riesame nelle sedi competenti.
Perché non si discute soltanto di un’opera pubblica, si discute del futuro urbanistico, ambientale e sanitario di un intero territorio dove migliaia di persone vivono a pochi metri dall’area individuata per il progetto.
