LA DOMENICA DI DON GALEONE…

31 Agosto 2025 - 06:34

31 agosto 2025 ✶ XXII Domenica tempo ordinario (C)

I primi, cioè gli ultimi! (Lc 14,1)

La domenica “dell’ultimo posto”. Il tema della liturgia odierna è quello dell’umiltà (cioè: della verità!), propostoci attraverso la lettura del libro sapienziale del Siracide e la parabola evangelica degli invitati a pranzo. Ancora un avvertimento: forse noi non saremo i primi! C’è una folla invisibile, a noi sconosciuta, ma non a Dio. Il regno di Dio è, infatti, aperto a tutti; non abbiamo la minima idea circa il posto da noi occupato nella sua graduatoria. Basta aprire il giornale, accendere il televisore: una folla di umili, d’ignoti anche alle nostre chiese, persone che mai dovremo osare giudicare, perché sono care a Dio, vivono e muoiono fuori dalla “chiesa”, ma dentro il “Regno” di Dio. È l’immenso e anonimo popolo delle beatitudini!

La storia dell’uomo, in genere, si regge sulla legge della competizione. La gara fra gli uomini e i popoli è fonte di progresso: ce lo hanno insegnato fin dalle scuole elementari. Siamo arrivati anche a crederci! Perfino i filosofi hanno trovato quasi sempre un’identità tra il prevalere “di fatto” e il prevalere “di diritto”: “Chi prevale ha ragione!”; sostiene Hegel: “Was vernünftig ist, das ist wirklich” [Ciò che è razionale è reale]. Il giovane oggi si prepara ad inserirsi in questo tipo di società, attraverso un’educazione familiare e scolastica spesso tutta orientata verso l’arrivismo sociale.

Il Vangelo ci offre un’altra indicazione: la ricerca di rapporti umani liberi dalla legge del contraccambio. Noi facciamo tutto secondo le leggi di scambio. E chi non le rispetta, non arriva mai ai primi posti. La nostra è la società del “do

ut des”, dove il gratuito non esiste. D’altra parte, contestare questa logica è l’unica via per riaffermare la vera dignità dell’uomo. Certo, chi ha fede sa che il cammino verso il Regno è lungo, ma che dobbiamo realizzarlo in qualche modo anche “oggi” nei rapporti privati. Se nella nostra educazione cristiana, invece di riempire la memoria con le risposte della vecchia saggezza, avessimo addestrato le coscienze alla libertà, alla creatività, a rifiutare le risposte ovvie, avremmo già preparato generazioni capaci di anticipare nell’oggi il futuro. BUONA VITA!