Le mani della camorra sui terreni dell’alto casertano: colpo al clan, 25 arresti

4 Novembre 2022 - 07:17

Nel corso delle attività, i carabinieri hanno dato esecuzione anche ad un decreto di sequestro preventivo, per un valore di circa 30 milioni di euro

MIGNANO MONTE LUNGO – Le mani del clan Sangermano di San Paolo Belsito sui terreni agricoli di località Campozillone di Mignano Monte Lungo e di Conca della Campania. E’ una delle circostanze che emerge dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di 25 persone ritenute appartenenti al clan Sangermano, tra cui i capi Nicola ed Agostino Sangermano e Michele Sangermano. Tra gli arrestati figura anche Giovanni Marra, 43enne di Mignano Monte Lungo, taglialegna del posto che avvicinava i proprietari terrieri per nome e per conto di Michele Sangermano. Quest’ultimo si sarebbe attivato per fare in modo che un terreno venisse venduto a Michele Sangermano (anche lui tra i destinatari del provvedimento) anche a suon di minacce ed incendi.

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clan controllava tutto con le armi e le estorsioni. Controllava persino quali formaggi e latticini vendere nelle salumerie e, per le imprese edili, dove comprare forniture e provviste. La villa del boss era tappa obbligata della processione della Madonna, con tanto di inchino della statua.

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carabinieri hanno dato esecuzione a 25 misure cautelari: tutti soggetti accusati di essere parte del clan di camorra o coinvolti nei suoi affari, tra le campagne del Nolano e dell’Avellinese. Il riciclaggio, in particolare, assicurava profitti importanti.

Al momento dell’arresto Agostino Sangermano aveva in tasca una pistola . Lunghissimo l’elenco di reati ipotizzati, aggravati da finalità e modalità mafiose. Sequestri preventivi per un valore di 30 milioni di euro: terreni, fabbricati, società, automobili e rapporti finanziari e in più circa 90 mila euro in contanti emersi durante le perquisizioni.   

Dalle indagini, svolte dai carabinieri di Castello di Cisterna e della Direzione Investigativa Antimafia, è emerso come il clan Sangermano volesse “monopolizzare dei terreni nella zona dell’Alto Casertano”, prevalentemente boschivi, per trasformarli in terreni coltivabili a nocciole e provando ad accedere, su suggerimento del commercialista Clemente Muto (anche lui arrestato), ai finanziamenti a fondo perduto ed ai contributi agevolati rivolti all’agricoltura da parte della Comunità Europea. Per questo Michele Sangermano avrebbe effettuato l’acquisto di diversi terreni nell’area casertana insieme a Paolo Nappi, legato da vincoli di parentela con Agostino Sangermano, e che si sarebbe occupato delle varie problematiche relative quei terreni insorte in seguito all’arresto di Michele Sangermano. 

L’attività investigativa, svolta dal 2016 al 2019, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha consentito di evidenziare l’operatività del sodalizio criminale, con base a San Paolo Bel Sito (NA) e con interessi in gran parte nell’agro nolano ed in una parte della provincia di Avellino, tendente ad affermare il proprio controllo egemonico sul territorio di interesse, anche con la disponibilità di una importante quantità di armi comuni da sparo. Le indagini hanno fatto emergere plurime condotte estorsive poste in essere dal sodalizio attraverso l’imposizione di articoli caseari a numerosi esercizi commerciali della zona, nonché l’induzione degli imprenditori all’acquisto di provviste per l’edilizia da una sola rivendita di riferimento. Il sodalizio si assicurava importanti profitti economici anche attraverso l’attività di riciclaggio, l’illecito esercizio della professione creditizia e la concorrenza illecita esercitata grazie alla forza di intimidazione promanante dalla perdurante azione associativa sul territorio. A dimostrazione della pressante presenza del clan sul territorio, nel corso della processione della patrona del paese, l’effigie della Santa era stata fatta “inchinare” innanzi l’abitazione del capo clan. Nel corso delle attività, i carabinieri hanno dato esecuzione anche ad un decreto di sequestro preventivo, per un valore di circa 30 milioni di euro, su immobili (terreni e fabbricati), società, autovetture e rapporti finanziari.

L’ELENCO DEGLI ARRESTATI

1. Agostino SANGERMANO, nato a San Paolo Bel Sito (NA) il 29.12.1979

2. Nicola SANGERMANO, nato a Nola (NA) il 05.05.1978

3. Luigi ABATE, nato a Pomigliano d’Arco (NA) il 06.01.1972

4. Vincenzo ALBI, nato ad Avellino il 04. 04.1985

5. Gennaro ARIANO , nato a San Gennaro Vesuviano (NA) il 03.10.1992

6. Giuseppe BUONINCONTRI, nato a Pomigliano d’Arco (NA) il 14.07.1979

7. Antonio CATAPANO, nato a San Paolo Bel Sito (NA) il 05.11.1987

8. Giuseppe DELLA PIETRA, nato a San Paolo Bel Sito (NA) il 13.12.1984

9. Salvatore DELLA RATTA, nato a Cercola (NA) il 02.09.1980

10. Giuseppe FOGLIA , nato a San Gennaro Vesuviano (NA) il 30.09.1983

11.Angelo GRASSO , nato ad Avellino il 04.10.1979

12 Giuseppe MANZI, nato a San Paolo Belsito (NA) il 26.07.1976

13. Giovanni MARRA, nato a Cassino il 15.03.1979

14. Ezio MERCOGLIANO, nato a Atripalda (AV) il 10.07.1998

15. Francesco MERCOGLIANO, Atripalda (AV) 

16. Giovanni MINICHINI , nato ad Avellino il 20.08.1990

17.Clemente MUTO , nato a Nola il 15.06.1968

18. Benedetto NAPOLITANO nato a Marzano di Nola (AV) il 08.01.1947

19. Paolo NAPPI , nato a San Paolo Bel Sito (NA) il 18.09.1979

20. Michele SANGERMANO , nato a Nola (NA) il 24.06.1977

21. Roberto SANTULLI , nato ad Avellino il 03.10.1983

22. Luigi SEPE, nato a Nola (NA) il 15.07.1979

23. Onofrio SEPE, nato a San paolo Bel Sito (NA) il 22.01.1980

24. Salvatore SEPE

25. Luigi VITALE , nato a Pago del Vallo di Lauro (AV) il 08.07.1973