L’ultima speranza di Giovanni Zannini per uscire dall'”esilio” in Abruzzo: c’è il ricorso in Cassazione

14 Luglio 2026 - 12:14

MONDRAGONE – La Corte di Cassazione esaminerà il ricorso presentato da Giovanni Zannini, ex deluchiano di ferro, oggi consigliere regionale di Forza Italia, sospeso dalla carica e sottoposto al divieto di dimora in Campania e nelle regioni limitrofe. L’udienza si terrà davanti alla sesta sezione penale della Suprema Corte.

La misura cautelare era stata confermata dal Riesame lo scorso marzo. Nel provvedimento, i giudici avevano parlato di una “spregiudicata familiarità corruttiva” e di un concreto rischio di reiterazione dei reati, valutato anche in relazione alla posizione istituzionale allora ricoperta da Zannini. L’ex politico di Mondragone si trova attualmente in Abruzzo, tra Castel di Sangro e Pescocostanzo, in conseguenza del divieto di dimora disposto dal gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e confermato dal Riesame

A Zannini vengono contestati, a vario titolo, i reati di corruzione per l’esercizio della funzione, falsità materiale in concorso e truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche, relativamente alla questione del caseificio Spinosa.

Si tratta dell’ultima possibilità per evitare quello che a tutti gli effetti è un esilio politico, visto che, come si sa, la Cassazione è la corte di legittimità definitiva.