MAXI APPALTO ASL DA 3 MILIONI. Trionfa Domenico Fontana, consigliere comunale di CASAPESENNA e amico dei fratelli De Rosa. E c’è anche la società dell’imprenditore arrestato
5 Gennaio 2026 - 19:06
Presente anche una ditta partner dell’ex presidente del consiglio comunale, vicino anche a Lello Topo, presente alla famosa cena di Varcaturo. La società “amica” con sede in Umbria ma che qui a Caserta lavora tanto, anche sul cantiere Toraldo ex Big Maxicinema
SANTA MARIA CAPUA VETERE (l.v.r.) – Tanti nomi noti, attivi in provincia di Caserta, originari della nostra terra e altri, entrati in maniera non indimenticabile nella storia recente della cronaca. Parliamo dgli aggiudicatari della gara d’appalto realizzazione di un moderno presidio multifunzionale veterinario destinato al soccorso degli animali randagi, che sorgerà nell’area dell’ex “Alloggio demaniale” e dei terreni adiacenti al carcere “Uccella” di Santa Maria Capua Vetere.
Con la Determinazione 292 del 7 ottobre 2025, Fabio Aprea, direttore generale di Soresa – la società della Regione Campania che opera come centrale di committenza per il sistema sanitario – ha formalmente aggiudicato l’appalto per l’esecuzione di questi lavori dal valore di quasi 4 milioni di euro, ovvero 3 milioni e 866 mila euro.
Se Soresa si è occupata di gestire l’aggiudicazione nella sua parte operativa, è stata l’ASL Caserta l’ente che ha messo in piedi la procedura, curandone il progetto, la cui responsabile è la funzionaria Palmira Casella, ma che è stato redatto da due professionisti tanto conosciuti e contestualmente molto apprezzati dall’azienda sanitaria della nostra provincia: l’architetto Pietro Bernardo e l’ingegnere Roberto Rossano, titolari della società A2S Project, dei cui rapporti con l’Asl abbiamo scritto pochi giorni fa (CLICCA E LEGGI).
PARTIAMO MALE: LA DELIBERA DI INDIZIONE FANTASMA
Dobbiamo per prima cosa, però, fare una domanda ad Amedeo Blasotti, al tempo dg dell’ASL Caserta, alla rup Casella, ad Aprea di Soresa e all’architetto Miriam Gioiello, che ha curato la fase di affidamento per la stazione appaltante. In diversi documenti, che non vi pubblichiamo all’interno dell’articolo solo per evitare di appesantire la lettura, viene dichiarato l’ASL Caserta ha indetto questa procedura, senza bando, con la delibera 814, firmata dal direttore generale (Blasotti) il 30 maggio 2025. In questo atto, l’azienda sanitaria avrebbe dovuto esprimere, tra le altre cose, la motivazione che l’ha spinta a scegliere tale modalità eccezionale, seppur legittima, di attivazione della gara.
Il problema è che la delibera 814 dell’Asl Caserta riguarda dei lavori da compiere a Vairano Patenora, una roba che con questo mega presidio veterinario da quasi 4 milioni non c’entra nulla. La domanda, quindi, è la seguente: dov’è la delibera di indizione di questo appalto? Non proprio un grande inizio se si pensa a quante vicende oscure hanno gravitato intorno all’ASL di Caserta che, invece, vista tale situazione critica della propria immagine pubblica, dovrebbe essere molto attenta nel rispetto della trasparenza degli atti amministrativi, un concetto che è sancito e difeso da una legge dello Stato e non si tratta di un principio facoltativo, di galanteria.
PUNTEGGIO TECNICO CHE FA LA DIFFERENZA
Venendo alla procedura, ha visto partecipare 9 imprese, sulle 27 che hanno presentato la propria offerta. Una mannaia fatta cadere da Soresa su 2/3 dei partecipanti, imprenditori che, evidentemente, hanno compiuto qualche errore nella predisposizione della cosiddetta busta amministrativa, ovvero la documentazione che serve a dimostrare che l’impresa ha i requisiti per partecipare alla gara e che viene aperta per prima.
Dei 9 partecipanti ammessi alla seconda fase, ad esultare è stato il raggruppamento temporaneo di imprese composto da De.Fo. srl, Manini Prefabbricati e il consorzio Intesa, con sede a Roma, ma che vedrà quale società esecutrice la Gramma srl, con sede ad Ercolano. L’importo, al netto di ribassi e spese fisse, è di 2 milioni e 905 mila euro.
Questo raggruppamento, seppur non abbia presentato il ribasso economico migliore, anzi, l’ottavo più basso su 9, ovvero il 13%, si è aggiudicata questi lavori grazie alla parte tecnica, con il punteggio di 63,17%, oltre otto punti in più alla seconda in lizza. E’ stata quindi la commissione di gara, presieduta dall’ingegnere Raffaele Scognamiglio di Soresa e quali componenti effettivi l’architetto Ciro Ferrandes dell’ASL Caserta e Carmine Carbone dell’ASL Napoli 3 Sud, a premiare, in base ai criteri previsti dal bando, l’offerta di questo raggruppamento.
L’IMPRENDITORE DI CASAPESENNA CHE ALL’ASL VA FORTE E I PARTNER UMBRI
Per i lettori più affezionati di CasertaCe, il nome della De.Fo. non è nuovo, soprattutto nel mondo della sanità. Nel maggio 2024, ad esempio, il consorzio Costruendo, vincitore dell’appalto, sempre bandito da Soresa, nominò questa impresa per la demolizione e la ricostruzione dell’edificio F3 per la creazione di 177 posti letto all’interno dell’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, dal valore di circa 5 milione di euro.
A Caserta città, invece, la De.Fo. si è aggiudicata lavori da circa 3.5 milioni di euro per la riqualificazione degli impianti sportivi nell’ambito urbano di Tuoro, con procedura aggiudicata nel dicembre del 2020. E qui notiamo un collegamento con questa procedura dell’ASL. Sempre a dicembre, ma del 2023, il comune al tempo guidato da Carlo Marino, a un anno e mezzo dal triste scioglimento per infiltrazione criminale, autorizzò il subappalto una parte dei lavori per la riqualificazione degli impianti sportivi nell’ambito urbano di Tuoro. Quell’intervento, del valore di circa 3,6 milioni di euro, fu affidato in subappalto proprio alla Manini Prefabbricati, società che fa parte del raggruppamento vincitore per il mega presidio di Santa Maria. Questa SpA, con sede ad Assisi, ebbe il via libera per la realizzazione di “strutture prefabbricate in cemento armato”, per un importo di 850.000 euro.
Ma la Manini a Caserta è molto attiva, non solo in questi due casi. Leggendo il loro portfolio, notiamo che si sono occupati della realizzazione dell’Istituto Ortopedico Faraldo, di complessi logistici, vedi la sede GLS lungo viale Carlo III, e commerciali, tra cui i Parchi Commerciali Alice a Riardo. Attualmente, sono in servizio nel cantiere Toraldo, nato sulle ceneri dell’ex Big Maxicinema, sul quale opera anche l’impresa di Marcianise, Egizya srl, coinvolta in indagini della Dda curate dal pubblico ministero Luigi Landolfi che la riteneva connessa al clan Belforte, specificatamente a Camillo Belforte, figlio del superboss Mimì Belforte Mazzacane, capo assoluto dell’omonimo clan.
La De.Fo., quindi, è molto attiva nella nostra provincia, anche nel comparto sanitario. La sede è a San Marcellino, ma il titolare è uomo noto e conosciuto in quel di Casapesenna: Domenico Fontana, per gli amici Mimmo. Attualmente consigliere comunale della maggioranza della sindaca Giustina Zagaria, voluta lì dall’ex primo cittadino, Marcello De Rosa, per poco non divenuto consigliere regionale, è stato in passato anche presidente del consiglio. Gli esperti delle cose dell’agro Aversano lo descrivono come molto legato ai fratelli De Rosa, il già citato Marcello e Raffaele, Lello. Inoltre, Fontana ha supportato anche l’europarlamentare del Partito Democratico, Lello Topo.
E chissà se Fontana fu presente all’ormai mitica cena che i due De Rosa organizzarono in onore di Lello Topo un anno fa, al tempo candidato, poi eletto, alle Europee, con molti imprenditori di Casapesenna, Casal di Principe, Villa di Briano, San Cipriano e dintorni, al ristorante Maroder di Varcaturo. Un evento al quale presenziò il neo vicepresidente della Regione Campania nella giunta guidata da Roberto Fico, ovvero Mario Casillo (che con Tommaso Casillo, presidente Soresa, non ha parentele di sorta).
E LA GRAMMA. IL DELICATO CASO DELLA PROPRIETA‘
Delle tre ditte del raggruppamento manca una sola: la Gramma srl di Ercolano. Scelta dal consorzio Intesa, la società ha vissuto un tumulto nel gennaio 2024 quando il legale rappresentante, Salvatore Della Corte, è stato arrestato nell’inchiesta su presunte tangenti e brogli nell’assegnazione dell’appalto per la riqualificazione del Rione Terra di Pozzuoli, il borgo antico della cittadina flegrea.
La misura cautelare, ormai decaduta, colpì anche l’ex sindaco di Pozzuoli Vincenzo Figliolia e l’ex dirigente nazionale del Partito Democratico Nicola Oddati, attualmente funzionario della Regione Campania. In manette finì anche Salvatore Musella, titolare della Cytec srl, società per cui lavorava Della Corte che, al tempo delle indagini figurava quale legale rappresentante. Per gli inquirenti, Musella sarebbe stato il corruttore che, in cambio di denaro, avrebbe ricevuto la manipolazione dell’aggiudicazione della concessione del Rione Terra.
Ora, è presumibile, è possibile che, così come per Cytec, anche per la Gramma, il titolare, il dominus era in realtà Musella? Un indizio su questa ipotesi ce lo dà la storia di proprietà dell’azienda. Nell’autunno del 2022, l’allora socio unico Salvatore Della Corte cedette il 100% delle quote societarie proprio a Salvatore Musella, il quale divenne così il nuovo proprietario unico della società. Questo trasferimento avvenne poco dopo l’aggiudicazione di un importante appalto dall’Ospedale Cardarelli di Napoli (settembre 2022) e mentre la Gramma era ancora socio unico della società Eprom Srl, ex Cytec.
Tuttavia, questa fase di proprietà di Musella fu di brevissima durata. Già nel settembre 2023, precisamente il 21 del mese, l’atto di cessione fu risolto. Con questa risoluzione, Salvatore Della Corte riacquisì il pieno controllo della Gramma, tornando ad essere socio unico. Questo repentino ritorno avvenne pochi mesi prima che Della Corte fosse colpito dalla misura cautelare personale.
E ora? Per garantire la prosecuzione dell’attività, il 2 febbraio 2024 il legale rappresentante è stato cambiato. Al posto di Della Corte è stato nominato amministratore unico Massimo Corona, 54 anni di Napoli, legale rappresentante anche del consorzio Intesa. Pochi giorni dopo, l’8 febbraio, è stato compiuto un passaggio ancora più significativo: il 100% delle quote societarie non è stato ceduto a un nuovo soggetto fisico, ma è stato trasferito a un trust, il “Massimo Corona Trust Fund”, di cui lo stesso Corona è il trustee, ovvero il gestore fiduciario. Questo strumento giuridico separa la proprietà legale delle quote dalla persona fisica dell’amministratore.
