Paura per la caduta di tegole dall’antica chiesa di Sant’Antonio Abate

3 Luglio 2026 - 09:01

Struttura su una strada frequentata, di proprietà dell’Ente religioso sidicino e sotto tutela archeologica

TEANO / CASERTA (EZ) – Sono stati segnalati episodi di caduta di tegole dai tetti dell’antica chiesa di Sant’Antonio Abate a Teano. Si tratta di un fatto insolito, poiché la copertura dell’antico edificio, situato nell’omonimo borgo, sembra essere la sua parte più recente e, a prima vista, non parrebbe in cattive condizioni. Dell’accaduto, verificatosi presumibilmente durante il temporale estivo dei giorni scorsi, è stato informato ieri pomeriggio, verso le 17, don Luigi Migliozzi, parroco della Parrocchia dei Santi Cosma e Damiano. Sul posto, grazie alla segnalazione di un residente, sono intervenuti i vigili urbani di Teano, guidati dal comandante Vincenzo Di Rosa.

Si è provveduto ad apporre lungo le mura della chiesa un nastro segnaletico – purtroppo però direttamente a ridosso e letteralmente attaccato all’edificio – che dovrebbe indicare alla gente l’esistenza di un pericolo. Dubitiamo dell’efficacia e della reale visibilità di una simile segnalazione. Sarà sicuramente necessario provvedere nell’immediato a una verifica strutturale per scongiurare pericoli per la pubblica e privata incolumità, anche perché la chiesa non sorge in un luogo isolato e uno dei suoi muri perimetrali si affaccia su una strada piuttosto frequentata.

È lo stesso luogo in cui ogni anno, il 17 gennaio, si celebra la festa di Sant’Antonio Abate con messe solenni e la tradizionale benedizione degli animali. La chiesetta vanta un passato nobile ed è stata un punto di riferimento per gli itinerari spirituali della celebre via Francigena.

La struttura, infatti, faceva parte di un complesso provvisto di monastero e ospedale, edificato nella seconda metà del XIV secolo per volontà della famiglia reale degli Angiò, proprio nel punto in cui la via Francigena attraversava il territorio del comune di Teano, e affidato all’Ordine Antoniano.

Si ricorda, infine, che l’edificio, di proprietà del locale Ente ecclesiastico, è sottoposto alla tutela della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento.