Quarto premio nazionale della letteratura storica Nicola Vigliotti. Quando un gran successo si intreccia alla storia visionaria di un’associazione unica nel suo genere

28 Giugno 2026 - 12:55

L’evento, svoltosi nei giorni scorsi nel bellissimo borgo di San Lorenzello, ha segnato il destino di un’iniziativa destinata a diventare la prima d’Italia, punto di riferimento di questo genere letterario. E allora, il presidente Alfonso Guarino…..

CASERTA (g.g.)– Che scienza è mai quella che si manifesta nel comportamento di una persona che, ancor giovanissima e imberbe, fonda, a 17 anni, insieme a tre o quattro suoi coetanei o giù di lì, un’associazione, un ente di promozione della cultura musicale delle corali religiose, in un piccolo paese del Sannio e, dopo 42 anni, sta là, nella stessa posizione, a fare, a organizzare?

Lei, presidente Guarino, che belva si sente?

Lei, che belva si sente, gli avrebbe chiesto la compagna di Enrico Mentana, dopo aver assorbito questo racconto e quello successivo, quelli di una persona che, a 42 anni di distanza, progetta di estendere ancor di più l’oggetto sociale di quell’ente, Schola Cantorum, che, intanto, in otto lustri, evolvendosi, ha tracciato percorsi, ha esplorato i mondi più variegati dell’elaborazione cognitiva e della conseguente espressione culturale, dal teatro dei drammi sacri a quello della prosa dei grandi autori napoletani del diciannovesimo e del ventesimo secolo, scandagliando ogni angolo, ogni interstizio della rappresentazione del piccolo mondo antico, costituito dalla storia, dalle storie e dalle tradizioni del proprio territorio, mai vissuto, però, come una fotografia d’epoca, così come lo rappresentò Fogazzaro nel suo celeberrimo romanzo, ma come ricerca di una traccia identitaria a cui riannodare il presente, rendendo questo peculiare e speciale, del piccolo borgo, consegnato per sempre all’affresco dell’idillio da una meravigliosa poesia di Maria Luisa D’Aquino. Penso si sia capito bene che Alfonso Guarino, il quale, buon per me, è anche mio cugino, è uno ancora più anormale del sottoscritto, che voi, qui a Caserta, nei trentasei casali e tanti casalesi, acclusi di arma o di conto corrente, considerate la massima espressione della “vida loca”.

Da quella piccola Schola Cantorum, statutariamente certificata, che Alfonso dirigeva, sopportando con pazienza e affetto le stecche che collezionavo da improbabile chitarrista di accompagnamento, al giorno 28 giugno 2026, data di pubblicazione di questo articolo, sono trascorsi esattamente 41 anni, 179 giorni e una serie infinita di eventi e di momenti culturali benemeriti, animati da ministri, parlamentari, uomini di Stato, scrittori di ogni genere, intellettuali multidisciplinari, testimoni di ogni tempo, in uno zibaldone sempre equilibrato, misurato, omogeneo, mai scaduto nella logica del fritto misto di tutto un po’, facciamo vedere che esistiamo, coltiviamo il nostro passatempo e chissenefrega della qualità e dello spessore reale delle iniziative.

Don Nicola Vigliotti, il senso di un’eredità

L’Ente culturale, qualche anno fa, ha modificato e ha arricchito il suo nome con l’intitolazione a monsignor Nicola Vigliotti, preside per più di 50 anni di un liceo prestigioso, di proprietà della diocesi di Cerreto-Telese-Sant’Agata de’ Goti, latinista, grecista, esegeta, dantista, ma, soprattutto, storico delle genti del Sannio, studioso dell’arte della ceramica, autore di saggi mai banali, di grande importanza pubblicistica, sempre vivacizzati da stralci romanzati, che entravano nella stanza dello storico e del saggista in punta di piedi, grazie a una narrazione leggera e mai slegata dal filo logico dell’opera. Monsignor Nicola Vigliotti, il professor Nicola Vigliotti, per me è stato e sarà sempre, anche in questo caso sono stato fortunato, zio Nicola, fratello amatissimo del mio cuore di mamma, che lo ha raggiunto in cielo il 3 giugno scorso.

Va da sé che il lavoro compiuto da Alfonso Guarino e Nicola Vigliotti, frutto della pazienza con cui il presidente dell’Ente culturale ha ridestato gli estri del ricercatore storico, incardinati dal DNA nella mente e nel cuore del professore Vigliotti, trovasse, poi, consacrazione, dopo la morte dello storico laurentino, in un impegno complesso, ma determinatissimo, di esplorazione del mondo, denso di fervori e di una vitalità insospettabili per chi archivia questa categoria nello stereotipo dell’austera pesantezza della ricerca bibliotecaria.

Il mondo della letteratura storica è, al contrario, frizzante e pieno di persone simpatiche, come, del resto, a pensarci bene, era Nicola Vigliotti, che, in 50 anni da educatore, è stato un giovane tra le migliaia e migliaia di giovani formati dal liceo ginnasio Luigi Sodo di Cerreto Sannita.

La quarta edizione del premio di letteratura storica

Arrivati a questo punto del racconto, come fai a dribblare il riconoscimento di quel talento organizzativo fuori dal comune di Alfonso Guarino, che ha fatto la stra differenza nell’organizzazione della quarta edizione del premio di letteratura storica Nicola Vigliotti? Non coglierlo e non sottolinearlo costituirebbe solo un esercizio banale di disonestà intellettuale, un errore puerile nel racconto giornalistico, la manifestazione di un provincialismo malmostoso e strapaesano, che pure qualche volta si intravede nella comunità di San Lorenzello e che è tutto quello che occorre per consegnare questo borgo, dalle straordinarie potenzialità, all’oblio della desertificazione materiale e morale.

E allora, ritoccando leggermente all’indietro il conto cronologico di prima, scriviamo che dal giorno della fondazione della Schola Cantorum San Lorenzo Martire, al 20 giugno 2026, data dell’evento finale del premio di letteratura storica, sono trascorsi 41 anni e 171 giorni. 41 anni e rotti di entusiasmo e nuove esperienze. Un tempo lungo, lunghissimo che, quando di mezzo ci sono “anormali” come Alfonso Guarino, non invecchia, non fiacca gli estri, le motivazioni, ma li rilancia. Dopo quasi 42 anni l’Ente culturale laurentino è riuscito, sabato 20 giugno, a fare il regalo più bello alla memoria del professore Vigliotti, ricordato, ancor più che dalle parole, dall’emozione delicata mostrata dal presidente Guarino nel suo intervento di introduzione.

Un moltiplicatore di marketing territoriale

L’Ente culturale è riuscito, allo stesso tempo, a consegnare un dono prezioso a San Lorenzello, condensando in due ore un formidabile piano di marketing territoriale, che l’amministrazione comunale dovrebbe raccogliere cavalcandolo, non perdendo i contatti importantissimi costruiti con gli ospiti degli eventi del 20 giugno, personaggi ad altissimo peso specifico, potenziali e potenti moltiplicatori di promozione delle meraviglie di questo borgo, che possono diventare un veicolo agile ed efficace per fare di San Lorenzello, al quale la natura e la storia delle sue tradizioni eno-gastronomiche nulla hanno fatto mancare, uno dei borghi più visitati dell’Italia meridionale.

Un parterre di grandi firme

C’erano i nomi importanti della letteratura storica italiana sabato scorso nel bellissimo giardino di Palazzo Massone a presenziare all’evento della quarta edizione del premio Nicola Vigliotti, che, sicuramente, ha gioito da lassù al cospetto di un successo che, forse, nemmeno Alfonso Guarino ed Emilio Bove, il medico e pregiatissimo storico che, del suo maestro Vigliotti, ha raccolto il testimone, si aspettavano.

I numeri straordinari del premio

260 opere partecipanti, di cui 5 provenienti dall’estero. Numeri da capogiro, l’innesco di un’inerzia che indurrà gli organizzatori ad assumere, sin dall’anno prossimo, la postura e non solo la denominazione di un premio nazionale e forse anche internazionale, che promette di diventare il primo, il più importante del suo genere in Italia.

Saggio e narrativa, due sezioni e una scelta obbligata

Ed è stata l’inerzia di questo profluvio di opere presentate ad aver messo, in pratica, Alfonso Guarino ed Emilio Bove spalle al muro, costringendoli, sin da quest’anno, a realizzare subito quello che avevano previsto di fare magari solo a partire dall’anno prossimo: suddividere le categorie, scindendo i generi del “saggio storico” e del “romanzo storico”.

Anche questo sarebbe piaciuto a Nicola Vigliotti, perché chi conosce bene la sua opera sa, come abbiamo già accennato prima, che questa è riuscita a condensare e a giustapporre la ricerca puntigliosa, rigorosa, in due sentieri espositivi: quello del saggio e quello del racconto, della rievocazione romanzata, che ha trovato nel mito, narrato con fiabesca delicatezza, in una sua opera, di Filippo Lavorgna, mitico fondatore del borgo di San Lorenzello, la sua manifestazione in quintessenza.

Gianni Oliva, un vincitore “di lusso”

Due categorie, due vincitori. Nella saggistica, un nome notissimo tra gli storici italiani, un volto noto tra gli ospiti dei programmi Rai sulla materia: Gianni Oliva, torinese, solida militanza politica a sinistra, già assessore regionale alla Cultura del Piemonte. I suoi libri sono pubblicati dalle case editrici più prestigiose d’Italia. Il fatto che abbia deciso di iscriversi al premio Nicola Vigliotti è un chiarissimo segno di quanto il bando e la struttura organizzativa dell’evento abbiano fatto breccia anche tra gli intellettuali più in vista, che coltivano ed esercitano la disciplina della ricerca storica ai massimi livelli. Oliva ha vinto con “La prima guerra civile”, edito da Mondadori.

Da un piemontese doc: “Quella del Regno di Napoli fu annessione coloniale”

L’autore è un piemontese doc, ma gli ideali politici in cui ha sempre creduto, ma, soprattutto, la terzietà imparziale tipica dei veri storici gli hanno consentito di leggere la campagna militare, prima garibaldina, poi di normalizzazione sabauda, che cacciò ed epurò i Borbone dal Regno delle Due Sicilie, come una vera e propria annessione colonizzatrice e non certo come una liberazione. Oliva, durante la premiazione, ha regalato alla platea un particolare ai più sconosciuto, risalente alle ultime settimane di vita di Cavour, il quale, nonostante fosse stato assertore e costruttore di uno Stato centralista, concentrato sul potere della Corona sabauda, aveva compreso che quel modello istituzionale era a rischio fallimento e, per questo motivo, avrebbe voluto mandare il suo fedelissimo Marco Minghetti negli Stati Uniti a studiare il sistema confederale di quel Paese, che, da grande statista qual era, aveva compreso fosse più adatto per un armonico e pacifico sviluppo del nuovo Stato nazionale.

Il libro di Gianni Oliva, insomma, costituisce una lettura di grande interesse, soprattutto per noi meridionali.

Gli altri premi

Sempre nella sezione della saggistica storica, secondo premio a Francesco Sorelli, La molecola della civiltà. Il viaggio del vino tra storia, mito e bellezza (D. Falletta Editore).

Terzo premio a Barbara Biscotti, Dictatura. Roma e l’invenzione di un potere (Solferino Editore). Menzione speciale a Giorgio Cavalli per il libro Angelo Grande Guerra (Ed. Gaspari).

La sezione narrativa. Vince…

Nella sezione narrativa storica ha vinto il premio Nicola Vigliotti Ernesta De Masi con Le spigolatrici (Astarte Edizioni).

Secondo premio a Mirella Alloisio, Quand’ero Rossella. La mia storia di partigiana. Un libro particolarissimo, scritto alla venerandissima età di 101 anni (Ed. Manni).

Terzo premio a Davide Carrozza con Diario di un brigatista (Ed. Clandestine).

Menzioni speciali della giuria per Franco Giori, Daje Cesare (Ed. Albatros), e a Nicola Sguera, Euthymios, il medico greco che incontrò Yeshua (Ed. Bolis).

Le giurie

Le 260 opere sono state valutate in primis da un ampio gruppo di lettori, commissione formata prima di tutto dai soci dell’Ente culturale Nicola Vigliotti. Successivamente le dieci opere selezionate sono finite sotto la lente valutativa della giuria degli esperti, presieduta dalla professoressa Rossella Del Prete, docente dell’Università degli Studi del Sannio, da Aldo Balestra, caporedattore de “Il Mattino”, da Emilio Bove, come già scritto, anima culturale dell’Ente San Lorenzo Martire, da Luciano Lombardi, decano e grande firma del giornalismo televisivo e radiofonico italiano, sulla cui figura ci soffermeremo in un secondo articolo, che dedicheremo alla prima edizione del premio di giornalismo, anche in questo caso popolato di grandi firme, svoltosi contestualmente al premio letterario. Completando la composizione della giuria, di questa hanno fatto parte anche Raffaella Canovi, una delle maggiori studiose italiane di Gabriele D’Annunzio, nonché vincitrice del premio Nicola Vigliotti l’anno scorso, Felice Casucci, professore ordinario di Diritto privato all’Università del Sannio, già assessore regionale della Campania alla Cultura e presidente della Fondazione Gerardino Romano di Telese Terme, Ferdinando Di Mieri, professore di Scienze e Fede all’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, Pino Imperatore, tra i più apprezzati autori del teatro umoristico italiano e, naturalmente, il presidente dell’Ente culturale San Lorenzo Martire Nicola Vigliotti, Alfonso Guarino.