TERREMOTO nella caserma dei Carabinieri di Mondragone: indagati il comandante della stazione e un suo collega. Ecco l’ipotesi di reato formulata dalla procura

29 Novembre 2025 - 11:17

Notificati i decreti di chiusura delle indagini preliminari per 26 persone (TUTTI I NOMI) coinvolte nel caso-Bonuglia. Interviene il comandante provinciale dei carabinieri Manuel Scarso: “Innocenti fino a prova contraria ma voglia sottolineare che è stata la stessa rama ad attivare le indagini su di loro nel momento in cui si sono registrati comportamenti anomali. Ciò dimostra che la nostra istituzione possiede anticorpi molto forti”

MONDRAGONE (g.g.) – L’ultima volta che abbiamo sentito parlare di Fabrizio De Battista, comandante della Stazione carabinieri di Mondragone, è stato quando abbiamo letto gli atti dell’inchiesta lampo, forse la più rapida di tutti i tempi in Italia, che portò all’arresto di Tiberio La Torre, componente o ex componente – la materia è ancora dibattuta nelle aule giudiziarie – dell’omonimo clan camorristico che ha dominato la scena delle attività criminali tra Mondragone e dintorni per lunghi anni, a colpi di omicidi e di minacce estorsive.

Quando il consigliere regionale Giovanni Zannini e il suo amico imprenditore Alfredo Campoli ritengono di aver ricevuto richieste estorsive da Tiberio La Torre si rivolgono – legittimamente – a De Battista per ricevere lumi su come orientare le loro azioni, convogliate poi nella famosa denuncia sottoscritta a sera inoltrata, verso le 22, proprio nella caserma dei carabinieri di Mondragone, che, beninteso, è una struttura un po’ complessa, ospitando contemporaneamente il comando del Reparto Territoriale, quello della Compagnia, nella quale opera anche il Nucleo Operativo Radiomobile, e quello della Stazione, che opera per il pubblico fino alle 14. Zannini interpella proprio De Battista prima di andare in caserma a presentare la denuncia che, insieme a quella di Campoli, ha determinato una informativa dei carabinieri, da cui è venuta fuori l’attività lampo della Dda e l’arresto di Tiberio La Torre.

Il nome del comandante De Battista lo abbiamo incrociato altre volte nell’inutile chiacchiericcio da bar, mentre non è per niente chiacchiericcio il suo inserimento nell’elenco degli indagati, che passano dai 21 iniziali a 26, dell’indagine della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere sulle presunte attività illegali dell’ex comandante dei vigili urbani di Mondragone, David Bonuglia, per la cronaca oggetto di nostre inchieste giornalistiche quando gli altri lo chiamavano sussiegosamente al telefono per ricevere notizie di cronaca dalla cittadina rivierasca. Due carabinieri, il già citato De Battista a cui si aggiunge il suo collega Fulvio Alfonso Tramparulo, sono accusati di rivelazione di segreti d’ufficio. Secondo i pubblici ministeri Maria Alessandra Pinto e Daniela Pannone i due militari, fatto ancor più grave dopo essere stati delegati della funzione di polizia giudiziaria a un’attività d’indagine dalla stessa Procura di Santa Maria Capua Vetere, avrebbero divulgato contenuti di atti riservati della stessa indagine a una dipendente del Comando Vigili Urbani di Mondragone, la quale, però, non risulta indagata ma potrebbe essere stata sentita dai magistrati come persona informata dei fatti.

Chiaro l’intento di De Battista e del suo collega Tramparulo, di far arrivare queste informazioni a Bonuglia, in quel periodo ancora comandante della polizia municipale di Mondragone. Molto importante, al punto di essere divenuto fondamento di quest’indagine, è stata la denuncia presentata a suo tempo da Antonio Di Nardo, comandante dei vigili urbani prima di Bonuglia.

Naturalmente siamo in una condizione in cui 26 persone sono solamente indagate e, dunque, sono anche non colpevoli. Lo saranno fino a quando non dovesse intervenire una sentenza definitiva di condanna.

L’atto di chiusura delle indagini preliminari può essere viatico per una richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura, anche se va sottolineato che dal giorno in cui la notifica del decreto viene realizzata, ce ne sono altri 20 a disposizione degli indagati per chiedere, se lo ritengono, di essere interrogati o di presentare elementi documentari e materiali a propria difesa.

Successivamente a questa fase, e tenendo conto di questi eventuali nuovi elementi emersi dopo la notifica del decreto di chiusura indagini, potranno chiedere o non chiedere all’ufficio gip il rinvio a giudizio, che verrebbe poi deciso in un’udienza preliminare in cui uno dei gip assumerebbe la funzione di gup. Gli indagati, al momento dell’eventuale richiesta di rinvio a giudizio, acquisirebbero lo status di imputati e potrebbero chiedere al gup l’accesso al rito abbreviato, un processo breve celebrato dallo stesso gup a conclusione dell’udienza preliminare.

L’occasione di chiusura delle indagini ci dà la possibilità di ribadire l’elenco degli indagati: precisiamo che la posizione di David Bonuglia, l’unico arrestato ai domiciliari e successivamente alleviato con la trasformazione di questa misura in obbligo di dimora nel comune del Lazio in cui abita, risulta stralciata in quanto per lui è stato disposto il cosiddetto giudizio immediato. I pubblici ministeri sono andati molto più veloci e ritengono di poter ottenere dal gip il via libera per portare Bonuglia direttamente a processo, ritenendo di avere in mano elementi d’accusa molto solidi, senza passare per l’udienza filtro o udienza preliminare che dir si voglia.

Detto questo, passiamo agli indagati: Giuseppe Piazza, 56 anni, Luigi Piazza, 39 anni, Amedeo Aldo Papa, 51 anni, Armando Marco Pacifico, 33 anni, una delle punte di diamante dell’area politica del consigliere regionale Giovanni Zannini e attualmente vicesindaco di Mondragone, Francesco Verazzo, 76 anni, imprenditore di Capua, Luigi Nappo, 58 anni di Cellole, Martina Grieco, 32 anni, Alfredo Nerone, 23 anni, Rossella Gentile, 36 anni, gli ultimi tre tutti di Mondragone; Gianmarco Della Paolera, 37 anni di Piedimonte Matese, Alessandro Buttarelli, 47 anni di Olevano Romano, cioè dello stesso comune di David Bonuglia; Daniele Basso, 44 anni di Subiaco, Virgilio Pacifico, 63 anni, ex sindaco di Mondragone e altro pezzo da novanta dell’area politica che fa capo a Giovanni Zannini; Paolo Ceraldi, 43 anni di Mondragone, Maurizio Treglia, 47 anni di Formia, Giovanni Taglialatela, 33 anni di Mondragone, Salvatore Andrea De Filippo, 33 anni di Mondragone, Lorenzo Piazza, 21 anni di Mondragone, Aldo Gravante, 24 anni di Mondragone, Francesco Sorrentino, 37 anni di Mondragone, Ludovico De Lisa, 24 anni di Mondragone, Francesco Antignano, 33 anni di Giugliano in Campania, Davide Amati, 39 anni di Sessa Aurunca.

Veramente ricco il bouquet di reati contestati. Ricco e variegato perché si va dall’abuso edilizio alle lesioni personali. E poi c’è la famosa invasione di edifici pubblici, che è una vicenda svelata da CasertaCe in totale solitudine, visto che nessun giornale per almeno un anno, mentre noi pubblicavamo notizie e fotografie incontestabili, ha osato trattare, forse per non turbare la tranquillità di Re Zannini, legato a triplo filo anche da un’amicizia personale con David Bonuglia. L’edificio pubblico in questione era quello che ospitava il comando dei vigili urbani, trasformato in una sua zona in un alloggio privato che Bonuglia ha utilizzato, stavolta niente condizionale perché noi abbiamo dimostrato a suo tempo che era così.

L’elenco dei reati prosegue con quelli di falso, calunnia, concussione, riguardante quest’ultima quella già trattata da CasertaCe, la presunta spedizione di vigili urbani, con l’avallo dell’allora sindaco Virgilio Pacifico, contro i responsabili del distretto Asl di Mondragone che avevano “osato” realizzare un’ispezione al comando. E ancora, peculato, contestato per l’uso di un’auto dei vigili urbani per fini privati. È chiaro che una così ampia contestazione di addebiti fa intendere che questa indagine si sviluppi su più filoni. Uno di questi riguarda i lavori per 6 attraversamenti pedonali, realizzati nell’aprile del 2021, ossia pochissimo tempo prima delle elezioni comunali, segnate dal cambio di testimone tra Virgilio Pacifico, controfigura numero 1 di Giovanni Zannini, e Francesco Lavanga, attuale primo cittadino e controfigura 2 dello stesso Zannini.

Dentro questi stessi lavori è incubata anche un’ipotesi di reato di corruzione. Precisamente, quello che al tempo era un semplice consigliere comunale, vale a dire Armando Marco Pacifico, giustamente aggiungiamo noi, alla luce di queste benemerenze conquistate sul campo, promosso vicesindaco nella sindacatura-Lavanga, avrebbe inviato a Bonuglia alcuni messaggi riguardanti il preventivo dei dossi per i passaggi pedonali e la foto del biglietto da visita dell’ormai “mitica” – per i giornalisti di cronaca giudiziaria – ditta di Francesco Verazzo. Poi, effettivamente, fu incaricata, ma Bonuglia, che ricordiamo, oltre a svolgere la funzione di comandante dei vigili urbani, svolgeva anche quella di dirigente, istruttore e risolutore di procedure di affidamento di appalti. In cambio i Verazzo gli avrebbero consegnato una cucina, finita manco a dirlo negli alloggi “privatizzati” da Bonuglia al primo piano dell’immobile di via Duca degli Abruzzi, che ospitava ed ospita il comando di Vigili Urbani di Mondragone. L’incarico, affidato a Verazzo da Bonuglia, su impulso di Pacifico, consisteva in lavori per circa 82 mila euro.

Sulla vicenda dell’iscrizione nel registro degli indagati dei due carabinieri è intervenuto il comandante provinciale Manuel Scarso: “Siamo appena nella fase delle indagini preliminari e – dichiara il comandante provinciale – nel nostro ordinamento ogni individuo è presunto innocente fino a prova contraria, che indossi o meno una divisa. Bisogna dare a questi due carabinieri il diritto di difesa. Tengo ad evidenziare – conclude il colonnello Manuel Scarso – che è stata la stessa Arma dei Carabinieri ad intervenire immediatamente avviando gli approfondimenti necessari non appena sono stati rilevati comportamenti anomali. Ciò conferma la capacità dell’Istituzione di attivare i propri anticorpi e garantire legalità, trasparenza e ricerca di verità anche quando si tratta di appartenenti all’Istituzione”.