I NOMI. Vendevano vestiti e profumi di lusso falsi ai negozi casertani (e non solo). ARRESTATI IN 3
26 Marzo 2026 - 10:45
CASERTA – La Guardia di Finanza della Compagnia di Marcianise ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di quattro indagati, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata all’importazione, produzione e commercializzazione di prodotti contraffatti.
I provvedimenti, emessi dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, hanno disposto la custodia in carcere, gli arresti domiciliari e l’obbligo di dimora per i destinatari, residenti a Napoli, Afragola, Marcianise e Potenza.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il sodalizio criminale operava nelle province di Napoli e Caserta, dedicandosi al commercio all’ingrosso di capi di abbigliamento e profumi recanti marchi contraffatti di note griffe. L’approvvigionamento avveniva attraverso importazioni dall’estero, dove uno dei sodali si recava periodicamente per gli acquisti, e tramite opifici abusivi situati nell’hinterland napoletano.
Le indagini hanno consentito di individuare anche una rete di venditori ai quali il gruppo cedeva la merce contraffatta, successivamente smerciata in diverse regioni italiane.
Nel corso delle attività investigative sono stati sequestrati oltre 44.000 articoli tra capi di abbigliamento, profumi e materiale di confezionamento, rinvenuti in tre depositi e in un opificio abusivo attrezzato con macchinari sofisticati utilizzati per la contraffazione. La merce, di fattura tale da poter trarre in inganno un comune consumatore, se immessa sul mercato avrebbe generato ricavi stimabili in circa due milioni di euro.
In carcere è finito Michele Vestoso, 50 anni, residente a Napoli; agli arresti domiciliari Giuseppe Aristarco, 67 anni, di Afragola, e Patrizio Capobianco, 72 anni, di Marcianise, mentre per Vincenzo Vasquez, 60 anni, di Potenza, è stato disposto l’obbligo di dimora.
I provvedimenti eseguiti sono misure cautelari disposte in sede di indagini preliminari. Per gli indagati vige la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.
