ESCLUSIVA. LA PERQUISIZIONE AL SINDACO. Se è indagato, come è indagato anche Daniele De Caprio, allora o riguarda la gestione della “monnezza” a CASTEL VOLTURNO o magari i lavori di Parco Faber
9 Dicembre 2025 - 13:56
Pasquale Marrandino, anche quando era vice sindaco nell’amministrazione comunale guidata da Luigi Petrillo, ha sempre avuto il controllo di questa delega che non ha voluto affidare a nessuno, tenendola per sé quando è diventato sindaco. Chi è e che fa Daniele De Caprio, che non c’entra solo con il settore di rifiuti, ma prende incarichi anche in quello di lavori pubblici
CASTEL VOLTURNO (g.g.) – Daniele De Caprio non è uno sconosciuto a chi ha seguito le cronache dell’amministrazione comunale di Castel Volturno, soprattutto da quando, al Comune, è arrivato ( in verità ci è tornato e poi vi diremo perché) Pasquale Marrandino che fa parte, ripetiamo, della primissima cerchia – ci mettiamo Colombiano, Nicola Esposito di Lusciano e i due Falco di Parete – dello Stato Maggiore di Giovanni Zannini.
Uno dei primi atti realizzati da Marrandino fu quello di chiamare proprio Daniele De Caprio, di Cancello ed Arnone, al vertice della struttura dei rifiuti di Castel Volturno.
Non come dirigente del settore, ma con una funzione che finiva per prosciugare anche quella del responsabile dell’Area ecologia. Daniele De Caprio fu nominato, infatti, Direttore dell’esecuzione del contratto, o DEC che dir si voglia, con l’impresa aggiudicataria della gara per la raccolta dei rifiuti della città di Castel Volturno, una procedura di aggiudicazione, iniziata ai tempi dell’amministrazione comunale guidata da Luigi Petrillo, ma della quale, badate bene, Pasquale Marrandino era l’uomo forte, in quanto vice sindaco ed assessore all’ecologia ed ai rifiuti, funzione che non ha voluto lasciare e quindi si è tenuto per sé anche quando, poi, è divenuto sindaco dopo la rottura con Luigi Petrillo.
Insomma, esiste una grande probabilità che l’indagine della Procura possa riguardare il settore dei rifiuti, anche se va detto che De Caprio ha ricevuto altri incarichi anche nel settore dei lavori pubblici: precisamente quello di Collaudatore tecnico-amministrativo e per il supporto ingegneristico per la riconversione del Parco Faber. Noi, comunque, per il momento ci manteniamo ancora agganciati al fronte dei rifiuti.
E ritorniamo a scrivere di quella gara che fu vinta dal raggruppamento temporaneo di impresa formato dalla DM Technology di Scafati e dalla Magenta Srl, rispetto alla quale ogni volta che scriviamo e si tratta sostanzialmente dell’impresa facente capo ad Alberto Di Nardi, in passato arrestato nella tangentopoli maddalonese, lui si arrabbia, strepita, fa presentare o minaccia querele, in quanto a suo avviso il fatto che questa Magenta sia intestata a sua moglie Miriam D’Aiello significa che lui ne è completamente estraneo.
Stesso discorso e stessa arrabbiatura quando diciamo che Di Nardi è diventato un imprenditore vicino a Zannini, in quanto dentro alle aggiudicazioni degli appalti per la raccolta dei rifiuti di Mondragone e di Castel Volturno. Va sottolineato che, con il passare del tempo, la DM si è gradualmente disimpegnata dal cantiere di Castel Volturno, riducendo all’osso, precisamente al 15% rispetto al 40 e passa possedute al tempo dell’aggiudicazione, la sua quota di partecipazione e le sue mansioni all’interno del Rti. Di converso la Magenta è passata da uno scarso 60% all’85% odierno. La DM non è uscita completamente solo perché in questo caso si sarebbe aperta una situazione tale da rendere probabilmente necessaria la decadenza dell’intero titolo per la realizzazione del contratto. Questo, infatti, è frutto di una gara di aggiudicazione in cui DM, all’interno del raggruppamento temporaneo di imprese, ha iniettato dei requisiti non posseduti da Magenta e che, se venissero meno, creerebbero una situazione tale da non rendere applicabile ciò che le parti hanno convenuto nell’atto contrattuale.
Ve lo confessiamo: da mesi abbiamo materiale per scrivere almeno 4 o 5 articoli relativi alla gestione della raccolta dei rifiuti, densa di ombre, a Castel Volturno. Non l’abbiamo fatto perché noi dobbiamo necessariamente scegliere, lavorare per priorità. Naturalmente, visto che adesso è la magistratura, con l’iscrizione nel registro degli indagati di Daniele De Caprio, ad aver reso priorità all’affaire-rifiuti di Castel Volturno, aspettatevi già che tra oggi pomeriggio e domani mattina due o tre articoletti li sforneremo.
