Detenuti malati e pochi spazi per curarli. E’ scontro sul carcere di S.MARIA C.V.
24 Maggio 2026 - 17:00
SANTA MARIA CAPUA VETERE – Sarebbe al centro di un acceso confronto istituzionale la gestione dell’assistenza sanitaria all’interno della Casa Circondariale Francesco Uccella di Santa Maria Capua Vetere. La vicenda si svilupperebbe a partire da alcune comunicazioni e provvedimenti adottati nel corso del 2025 dall’ASL competente e dalla direzione sanitaria, che avrebbero modificato l’organizzazione della somministrazione delle terapie ai detenuti.
In particolare, una disposizione datata 16 luglio 2025, firmata dal direttore del Distretto sanitario 21, dott. Francesco Frascaria, ha previsto la chiusura temporanea degli ambulatori di reparto, misura che risulterebbe tuttora in vigore, che ha dunque comportato il trasferimento dei detenuti bisognosi di cure verso l’infermeria centrale, con il conseguente accompagnamento da parte del personale di Polizia Penitenziaria.
Una modalità organizzativa che inciderebbe sull’ordine interno dell’istituto e sulle condizioni operative degli agenti, costretti a distogliere unità dai compiti di vigilanza per garantire il flusso dei detenuti verso l’unico punto di somministrazione delle terapie. Dunque la concentrazione delle attività sanitarie in un unico ambulatorio centrale determinerebbe disagi logistici e tensioni operative, con la necessità di accompagnare i detenuti anche in orari incompatibili con la chiusura dei reparti tra episodi di criticità interna, tra cui aggressioni, scambi non autorizzati e situazioni di rischio per il personale.
La situazione sarebbe stata oggetto anche dell’intervento del Provveditorato regionale della Campania, che il 31 luglio 2025 avrebbe chiesto il ripristino della somministrazione delle terapie nei reparti detentivi.
Parallelamente, la direzione dell’istituto avrebbe avviato interventi di adeguamento delle infermerie di reparto sostenendo costi rilevanti per l’ente pubblico ma nonostante ciò la vicenda resta ancora aperta e segnata da posizioni contrapposte: da un lato la necessità di garantire il diritto alla salute delle persone detenute, dall’altro le esigenze di sicurezza e gestione operativa dell’istituto penitenziario, in un equilibrio che continua a risultare complesso.
