CASERTA. Bambini della scuola “Lombardo Radice” lasciati senza le ore di sostegno
16 Novembre 2025 - 12:00
I provvedimenti contestati vengono annullati ed entro 15 giorni la scuola dovrà assicurare il numero massimo di ore di sostegno
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CASERTA – Il Tar Campania, sezione seconda, ha accolto il ricorso presentato dai genitori di un alunno con disabilità contro il Ministero dell’Istruzione e del Merito e la scuola primaria “Lombardo Radice” di Caserta, che fa parte dell’Istituto comprensivo Dante Alighieri, condannando l’istituto per non aver garantito un numero adeguato di ore di sostegno nell’anno scolastico 2025/2026.
La famiglia aveva impugnato il Piano Educativo Individualizzato adottato dalla scuola, contestando l’assegnazione al minore di sole 22 ore settimanali di sostegno, a fronte di un tempo pieno di 29 ore. Nel ricorso, i genitori hanno inoltre chiesto l’annullamento di tutti i provvedimenti collegati alla determinazione della dotazione organica dei docenti di sostegno, ritenuta insufficiente a garantire un adeguato supporto agli alunni con disabilità iscritti presso l’istituto.
Con la sentenza, il Tar ha ribadito un principio già più volte affermato in materia di diritto allo studio e inclusione scolastica: “il diritto dell’alunno con disabilità a ricevere un adeguato sostegno educativo è sempre prevalente rispetto alle esigenze amministrative e organizzative del comparto scolastico”.
Il tribunale ha ricordato, inoltre, che la normativa vigente consente, e in alcuni casi impone, la richiesta di posti di sostegno in deroga rispetto a quelli ordinariamente assegnati, qualora le ore disponibili non risultino sufficienti a coprire i bisogni educativi del singolo studente.
Per la famiglia si tratta della terza volta consecutiva in cui è stato necessario ricorrere al giudice amministrativo per veder riconosciuto un diritto fondamentale del figlio. La decisione del Tar rappresenta un importante precedente a tutela degli studenti con disabilità e un richiamo alle istituzioni scolastiche sull’obbligo di garantire piena inclusione e continuità didattica.
