FACSIMILI di Zannini e della Parente da studentesse di una scuola pubblica durante un evento del Comune. Embè?! Dov’ è stato il Pd negli ultimi 7 anni quando da sola CasertaCe ha combattuto questo sistema micidiale?
17 Novembre 2025 - 12:45
Okay Alessandro Buffardi, responsabile del circolo di Castel Volturno che ha sollevato il caso e ora denuncia minacce. Ma queste sono bazzecole rispetto all’enormità di un sistema che dobbiamo definire solo clientelare e che si è ingigantito nel silenzio della Camusso inviata dalla Schlein e grazie all’annosa distrazione, chiariamo pure questa cosa così, della magistratura inquirente svegliatasi solo quando a Santa Maria Capua Vetere è arrivato Pier Paolo Bruni mentre chi lo ha preceduto andava a prendersi la cittadinanza onoraria dal Comune di Mondragone
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CASTEL VOLTURNO – (g.g.) A noi queste polemiche fanno un po’ sorridere, anzi, un bel po’. E’ vero, siamo in campagna elettorale e qualcuno si ricorda, in funzione della propria bottega, che Giovanni Zannini, direttamente o indirettamente attraverso il suo mondo variopinto e chiaramente scompensato rispetto alle regole di uno stato di diritto, fa cose o ordina di fare cose, facciamo partire il primo “chiamiamole così”, poco serie.
Ci fa ridere il Pd che per anni e anni, siccome è stato fondamentalmente in mano a Stefano Graziano con la commissaria provinciale Susanna Camusso, invece, trasognata come un passante casuale nel mondo delle Meraviglie di Alice, ora a 5 giorni dalla chiusura della campagna elettorale per le regionali denuncia minacce a carico del responsabile del circolo di Castel Volturno, Alessandro Buffardi, arrivate a seguito di una presa di posizione relativa alla inortodossia di una manifestazione sulla carta istituzionale di fatto elettorale, ossia l’inaugurazione di una nuovo campo sportivo in località Destra Volturno, che francamente si fa fatica ad accreditare come risultato raggiunto da un’amministrazione comunale in carica da un anno e pochi mesi che dunque ha ereditato progetti e finanziamenti acquisiti dai predecessori.
Ma dove stava il Pd? Dove stava la Camusso quando Zannini ha imperversato letteralmente in ogni angolo di questa provincia, contaminando, con i suoi metodi corsari, assolutamente originali nella storia della politica casertana, creando un sistema di potere senza precedenti, attraverso la gestione spregiudicata dei concorsi dell’amministrazione provinciale a cui ha accluso una miriade di bandi accompagnati da convenzioni tra i Comuni e la stessa Provincia, tutto ciò allo scopo di ingigantire le sue falangi clientelari, i suoi battaglioni di questuanti? E dove stava il Pd quando, senza soluzione di continuità, il Comune di Mondragone e tutti gli altri arruolati da Zannini anche attraverso l’utilizzo di informazioni fasulle, così come ha scritto lucidamente un ex zanniniano di ferro, il sindaco di Parete, Gino Pellegrino (CLICCA E LEGGI IL NOSTRO ARTICOLO)? Dove stava il Pd quando Pasquale Scarola, al secolo Pasquale Razzino, uscito da poche settimane da una lunga detenzione carceraria per camorra veniva messo alle calcagna, come una sorta di bodyguard del presidente della regione Campania, Vincenzo De Luca, primo colpevole, per aver consentito che Zannini facesse il suo comodo in ogni ufficio della Regione, di questa orrenda campagna corsara subita dalla provincia di Caserta negli ultimi anni, nel corso di un’altra inaugurazione di un campo sportivo di Mondragone ? Guardia del corpo e scorta personale di De Luca, in abbinata col fratello della super assessora Rosaria Tramonti, moglie di quell’Alfredo Campoli co indagato con Zannini e calunniatore del sottoscritto (CLICCA E LEGGI UN NOSTRO ARTICOLO AL RIGUARDO) nonché felicissimo in questi giorni per aver “buttato in faccia” a tutti il suo status symbol, il suo palazzetto antico, totalmente ristrutturato in cui andrà ad abitare come esponente della neo nobiltà mondragonese, così come racconteremo in un altro articolo.
Dov’era il Pd, partito corresponsabile, per le cointeressenza di Graziano e per l’inerzia della Camusso, di questo disastro morale in cui una persona determinata e volitiva fino al midollo, ambiziosa e vorace di riconoscimenti di potere ha potuto fare il bello e il cattivo tempo con un solo giornale, il nostro, che ha combattuto strenuamente questo precipizio della ragione e della cultura?
Stia zitto il Pd, perché tutto sommato, se due studentesse di una scuola pubblica di Castel Volturno hanno distribuito durante questa manifestazione, i facsimili, contenenti i nomi di Giovanni Zannini e di Angela Parente assessora comunale di Castel Volturno e presente all’evento, ciò costituisce il minimo, una bazzecola, rispetto all’enormità maramaldeggiante che a Zannini è stato permesso di edificare grazie alla distrazione (?) della magistratura inquirente fino all’avvento di un procuratore normale, che fa un lavoro normale, che declina in esso ciò che la Costituzione italiana prescrive per le funzioni del Pubblico Ministero – ci riferiamo a Pier Paolo Bruni – , ma grazie anche alle chiacchiere, alle vacuità, all’evanescenza di un Partito Democratico che pur essendo in cima alla lista dei soggetti politici più votati in Campania e più rappresentati in consiglio regionale, non ha mosso un dito per frenare Sodoma e Gomorra, ponendo la questione Zannini a Napoli, dentro alla Regione, dentro al Consiglio regionale e provando ad arginarla rivolgendosi direttamente a De Luca con esempi pratici e incontestabili, affermando forte e chiaro che il d non poteva più condividere una relazione, un patto di governo con un consigliere di maggioranza che si comportava alla maniera del mondragonese.
Che volete che siano quei quattro facsimili. L’amministrazione comunale di Castel Volturno è nata e vive, come tante altre in questa provincia, ad immagine e somiglianza di Zannini: spregiudicata e, usando un’espressione di De Luca che lui però non ha mai utilizzato con i suoi “pargoli”, afflitta da cialtronismo istituzionale e politico, come questa micro vicenda dei facsimili dimostra.
Distribuire materiale elettorale durante un evento pubblico di tipo istituzionale è, dunque, da un lato la normale conseguenza di un metodo che ha portato ognuno di quelli che girano attorno a Zannini a ritenere di potersi consentire tutto, entusiasmati dall’affluenza di tante persone, di tanti soggetti nati schiavi, nati con la lingua che striscia sulle scarpe e sale poi verso il deretano e appartenenti a quella razza servile, matrice che questi territori si portano dietro sin dai tempi dei Borbone, mentre dall’altro lato, come già detto, costituisce solo una cazzatina rispetto all’enormità di un meccanismo micidiale inflitto a questa terra e largamente sottovalutato. Per usare un eufemismo (perché qui non si è assistito solo ad una sottovalutazione ma a cose ben peggiori) da chi avrebbe dovuto confrontarlo con le cifre di integrazione col codice penale.
Ovviamente non vogliamo sbeffeggiare il buon Alessandro Buffardi del Pd di Castel Volturno anzi, gli promettiamo che, di qui in avanti, terremo d’occhio la sua attività e vedremo se lui continuerà, anche dopo le elezioni regionali a combattere contro questo sistema, perché CasertaCe, seppur in splendida solitudine, da sola non ce la può fare
Il nostro rilievo duro, arcigno come sono i suoi lineamenti fisiognomici, va a colpire, invece, senza sé e senza ma, la commissaria provinciale Susanna Camusso, che dopo aver dormito su queste cose per anni e anni, ora si sveglia stamattina e si accorge che quelli che girano attorno a Zannini sono persone di bassissimo livello politico incapaci di un contraddittorio e pronti ad utilizzare l’arma della minaccia. Ma che ne sa la Camusso di quante ne abbiamo dovuto passare noi tra calunnie ricevute, montagne di querele scagliateci contro come dardi infuocati, telefonate private vergognosamente registrate dallo Zannini senza il benestare del sottoscritto e passate alla signora Pignetti oggi candidata del centro destra esattamente come lo è il mondragonese, mentre in tempo era una di voi, una del centro sinistra con il quale si presentò anche alle elezioni politiche del 2018, esattamente come lo era Zannini e per questo motivo intoccabile nonostante riducesse giorno per giorno il Consorzio ASI in una sorta di dépendance personale spendendo 70, 80mila euro di soldi pubblici solo per querelare, allo scopo di imbavagliarli, il sottoscritto e CasertaCe, procedendo nel contempo a dissipare letteralmente danari arrivando a sfiorare il mezzo milione di euro in un solo anno distribuito per incarichi, ad avvocati esterni, nonostante avesse a disposizione un ufficio legale attivo all’interno dell’ASI
Siete stati zitti e nulla avete contestato a Stefano Graziano e a Giovanni Zannini cioè a coloro che dalla cattedra di esponente di spicco del Pd e da quella di consigliere regionale, tra i più protetti da Vincenzo De Luca, hanno fatto sì che la Pignetti, oggi candidata di Fratelli d’Italia contro di voi grazie a un feeling specialissimo con un soggetto molto vicino alle giornate di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, rimanesse in carica all’ASI per 12 anni, modificandosi lo statuto come meglio le aggradava e aggiungendo non solo un doppio mandato che in prima battuta con lo statuto vecchio non esisteva, ma anche ulteriori due anni – record italiano – per effetto di una provvidenziale “distrazione” della Regione Campania
State zitti che è meglio, fate più bella figura.
