ASL CASERTA. Clamorosa doccia fredda per quasi 4mila infermieri, Oss, tecnici e ostetriche. Nuovo contratto di lavoro ma stipendi falcidiati anche trattenute anche dell’80%

21 Novembre 2025 - 17:11

Il caso più clamoroso arriva a toccare una trattenuta dell’87%

CASERTA – I quasi 4mila dipendenti del comparto dell’Asl di Caserta, cioè infermieri, OSS, tecnici di radiologia, ostetriche ecc., hanno festeggiato poco tempo fa la firma del nuovo contratto di lavoro, avvenuta lo scorso 27 ottobre con la sottoscrizione da parte dell’Aran e della controparte sindacale costituita dalle tre sigle confederali Cgil, Cisl, Uil e dai sindacati autonomi con diritto di rappresentanza a partire dal Nursing Up, che spesso e volentieri trovate nei nostri articoli da diversi anni.

Una festa finita presto. E si sa, affinché una festa precipiti e fallisca, occorre un guastafeste. Noi parliamo di quello che è successo e sta succedendo all’Asl di Caserta in quanto ci occupiamo delle notizie e dei fatti che riguardano il perimetro territoriale di questa provincia. Ciò per dire che non sappiamo se quello che è capitato qui sia avvenuto anche nel resto delle aziende sanitarie ospedaliere della Campania e dell’Italia intera. Questo è un articolo non esaustivo perché ci mancano alcuni elementi di comprensione importanti in quanto significativi. Ci troviamo di fronte, però, a un effetto determinato da queste cause non ancora messe a fuoco, tanto plateale e clamoroso da giustificare, per una volta, un nostro intervento un po’ al buio. Come capita quasi sempre o addirittura sempre, un CCNL viene firmato in tempi successivi al suo periodo di esercizio. Questo qui è stato firmato, come detto, il 27 ottobre 2025 ed è relativo al triennio 2022-2024.

Per cui, nel caso di specie siamo a un’anomalia tutta italiana: il triennio è terminato e al decimo mese del triennio successivo si stabiliscono i trattamenti relativi a quello precedente. È chiaro che, al netto, l’unica cosa che rimane è la questione della pecunia; ed è ugualmente chiaro che con un contratto firmato nel 2025 relativo agli anni 2022-2024 la partita si gioca sugli arretrati degli stipendi. Se fino al 31 dicembre 2021 gli addetti del comparto sanitario hanno intascato un trattamento salariale x e nel triennio 22-24, firmato nell’ottobre 2025, è stato stabilito e sottoscritto un aumento in busta paga di 170 euro al mese, occorrerà calcolare e sommare tutti i 170 euro relativi alle 46 mensilità che vanno dal 1° gennaio 2022 al 27 ottobre 2025, togliendo 4 giorni giusto per spaccare il capello. Per cui, i 3750 dipendenti Asl del comparto speravano in un Natale robusto, cioè in una busta paga bella piena piena. Ed effettivamente, a guardare il lordo segnato sui cedolini, questa speranza appariva fondata nel calcolo di questi arretrati. Ma all’Asl di Caserta si è stabilito il record italiano del cuneo fiscale, la differenza tra lo stipendio lordo e quello netto, dunque tutto ciò che viene prelevato attraverso le cosiddette trattenute fiscali e previdenziali più qualche altro ammennicolo.

Ma l’infermiere X, che esiste e di cui non facciamo il nome, non avrebbe mai pensato di leggere sulla sua busta paga di 11.663,55 euro una trattenuta tale da polverizzare in pratica questo piccolo miraggio di agiatezza, alla cifra netta di 1.525 euro.

In poche parole, le tasse, la previdenza e non sappiamo quale altra diavoleria applicata dall’Asl di Caserta hanno prosciugato questa busta paga prelevando dal suo interno la cifra di 10.138,59 euro. L’87% in meno.

Noi non pensiamo che ci sia stata una cosa uguale in Italia, anche se non si può mai sapere. Roba da pazzi, perché l’infermiere X non solo ha visto volatilizzarsi tutti gli arretrati, ma è andato molto vicino a un saldo negativo con lo stipendio che avrebbe dovuto incassare semplicemente alla luce del contratto firmato a ottobre. Insomma, ci è andato a perdere.

Per gli altri tre dipendenti la situazione non è molto diversa da quella dell’infermiere X. Nel primo caso, a fronte di un lordo di 9.171,40 euro, le trattenute ammontano a 6.452,97 euro, lasciando un netto effettivo di 2.718,43 euro. In pratica, quasi tutto il lordo viene assorbito: la decurtazione raggiunge infatti il 70,37%.

Il secondo caso segue la stessa dinamica. Su un lordo di 8.091,43 euro, le trattenute pari a 5.693,83 euro riducono lo stipendio a un netto di 2.397,60 euro. Anche qui la percentuale sottratta è pressoché identica, di nuovo attorno al 70,37%.

Nel terzo caso le cifre cambiano leggermente, ma il quadro rimane critico. Da un lordo di 7.389,94 euro, vengono prelevati 4.981,81 euro, lasciando un netto di 2.408,13 euro. La decurtazione in questo caso scende di poco, ma resta comunque molto elevata: 67,41% del totale.

Ovviamente c’è tantissimo malcontento tra i dipendenti del comparto. Qualcuno se la prende con i sindacati che avevano festeggiato a inizio novembre la firma di un contratto contenente concessioni importanti e le varie sigle, a quanto ci risulta, proprio in queste ore sono impegnate in un duro faccia a faccia con la nuova direzione strategica dell’Asl, soprattutto con Antonio Limone e con il direttore amministrativo Genoveffa Vitale. E sono proprio questi i contenuti che a noi mancano e che cercheremo di comprendere a partire dalle prossime ore. Guardando superficialmente queste buste paga, ci troviamo di fronte a trattenute abnormi. Ma è più che chiaro che occorrerà capire quali siano le ragioni addotte dall’Asl e se queste possono essere reale materia di confronto con la controparte sindacale.