CASERTA. Test del “semestre filtro” di Medicina nel caos: foto del compito circolano nei gruppi. “Entra chi riesce a copiare meglio, non chi studia di più”
23 Novembre 2025 - 13:30
La denuncia di una studentessa dell’Università “Vanvitelli” di Caserta finisce sul profilo di Selvaggia Lucarelli
CASERTA – Il nuovo “semestre filtro” di Medicina, introdotto quest’anno al posto del tradizionale test d’ingresso, doveva rappresentare una piccola rivoluzione nel sistema di accesso al corso di laurea più ambito d’Italia. Invece, a poche ore dal primo grande esame che determinerà il futuro di migliaia di aspiranti medici, scoppia una polemica che coinvolge anche l’Università Vanvitelli.
A portarla alla luce è stata Selvaggia Lucarelli, che sui suoi profili social ha condiviso la testimonianza indignata di una studentessa dell’ateneo casertano. Il messaggio è diretto e amaro:
«Ciao Selvaggia, sono una studentessa del 6° anno di Medicina alla Vanvitelli. Ti scrivo perché oggi (giovedì, ndr) ci sono state le prove del semestre filtro di Medicina e sui gruppi dell’università stanno girando le foto del compito fatte in aula. Io credo che una situazione del genere sia inaccettabile. Ci sono persone che studiano anni, ci provano con costanza, e le foto che stanno girando dimostrano quanto questo sistema sia corrotto e quanto i posti a Medicina siano di chi riesce a copiare meglio».
La giornata del 20 novembre era cerchiata in rosso sul calendario di circa 65mila iscritti al nuovo percorso propedeutico, battezzato “semestre filtro” o “semestre aperto”. Una formula inedita: niente più test di accesso preliminare, tutti dentro per sei mesi, con la selezione rinviata alla fine del primo blocco di lezioni.
Gli studenti hanno seguito corsi obbligatori di Chimica, Fisica e Biologia per un totale di 18 crediti. Solo dopo le lezioni è arrivato il vero spartiacque: l’esame di sbarramento, la chiave per accedere al secondo semestre del corso di laurea in Medicina e Chirurgia.
Le prove si sono svolte in tre moduli — Chimica, Fisica e Biologia — da 45 minuti ciascuno, con una pausa di 15 minuti tra un test e l’altro.
Ogni prova comprendeva 31 quesiti:
- +1 punto per ogni risposta corretta
- 0 punti per risposta non data
- –0,1 per ogni errore
Per superare ciascuna materia servivano almeno 18/30. Le tre valutazioni comporranno poi il punteggio finale in graduatoria.
In totale, i posti disponibili sono 24mila, circa tremila in più rispetto allo scorso anno, ma sempre insufficienti a soddisfare la domanda: secondo le stime, solo uno su tre ce la farà.
L’affluenza al primo appello è stata molto alta: in media l’87% degli iscritti si è presentato a tutte le prove.
I risultati verranno pubblicati il 3 dicembre, e da quel momento ogni candidato potrà decidere se tenere la votazione ottenuta o tentare un nuovo appello, previsto per il 10 dicembre.
Chi non dovesse superare lo sbarramento potrà comunque proseguire in un corso affine tra quelli selezionati in fase di iscrizione. Ma mentre l’intero sistema cerca di trovare un equilibrio tra meritocrazia e nuove modalità di accesso, le segnalazioni circolate nelle ultime ore rischiano di minare la credibilità del modello.
Nel post pubblicato da Lucarelli, la studentessa parla di foto dei test scattate direttamente durante le prove e condivise nei gruppi WhatsApp degli studenti. Se confermata, l’irregolarità sarebbe grave: metterebbe in discussione non solo l’uguaglianza di condizioni tra i candidati, ma anche la legittimità dell’intera selezione.
Interpellata sul caso la ministra dell’Università Anna Maria Bernini: “La macchina ha retto, 55mila studentesse e studenti che avevano lavorato e studiato hanno sostenuto il loro esame e il 3 di dicembre avranno i loro risultati: se qualche furbetto ha cercato di portare telefonini all’interno delle Università, e alcuni sono stati trovati e espulsi, o ha cercato di falsare gli esiti di questa importantissima prova pubblicando online i compiti noi risaliremo a questi furbetti e annulleremo i loro compiti”.
