ESCLUSIVA. I conti di Fico: i seggi assegnati lista per lista al centrosinistra e quelli possibili in provincia di Caserta

21 Novembre 2025 - 19:20

Non si tratta assolutamente di un sondaggio ma di una simulazione fatta su numeri solidi, frutto delle osservazioni statistiche di queste due settimane. A Caserta abbiamo messo in lizza sette possibili eletti: due, sicuramente, dovranno essere tagliati perché al di là del 5 a 3 non si può andare

CASERTA (g.g.) – Premettiamo subito che il contenuto di questo articolo non tratta assolutamente di un sondaggio politico-elettorale, visto che di questo strumento di previsione degli esiti di un qualsiasi tipo di elezione è vietata la pubblicazione nelle ultime due settimane di campagna elettorale.

Nel giorno della chiusura delle manifestazioni di propaganda e di promozione, abbiamo pensato di pubblicare una simulazione realizzata da chi ritiene, forse alla luce dei sondaggi pubblicati prima del “periodo proibito”, di essere il favorito di questa consultazione, ossia Roberto Fico, ex presidente della Camera e presidente di 5 Stelle, che raggruppa i contributi di otto liste.

Lo staff di Fico ipotizza una vittoria con una percentuale che si muove in una forchetta che va dal 55,10% al 58,9%. Il centrodestra viene quotato tra il 37,1 e il 40,4%. Queste forchette immaginano, dunque, che tutti gli altri quattro candidati in lista vadano ad assorbire una percentuale tra il 3 e il 5%, che non andrebbe a reparto in quanto le liste uniche ad essi collegati sono ben lontane da previsioni che le quotino ad una percentuale superiore alla soglia di sbarramento, fissata dalla nuova legge regionale e nazionale al 2,5%. Per cui, sempre secondo le previsioni del centrosinistra, 30 sarebbero i seggi assegnati alla coalizione di Roberto Fico e 20 quelli ad appannaggio alle liste di Edmondo Cirielli, targate centrodestra. Il cinquantunesimo consigliere sarebbe, naturalmente, lo stesso Fico, che, per un campo largo che si mostra sicuro di sé, è proprio il citato Fico.

La proiezione della lista Noi Sud di Clemente Mastella attribuisce alla stessa una percentuale variabile tra il 3,2 e il 3,5%. Mastella ritiene di poter arrivare a 4, ma questo ci appare un calcolo ottimistico, almeno di trionfi di un Marcello De Rosa, che potrebbero essere solo la conseguenza di una campagna elettorale particolarissima e necessariamente da rivoltare come un calzino. Questa proiezione percentuale assegnerebbe alla lista di Mastella due seggi.

A Benevento si candida il figlio del Vate di Ceppaloni, Pellegrino Mastella. Non abbiamo in mano i calcoli ipotetici sulla definizione del quoziente pieno a Benevento, ma Mastella ritiene che se non sarà quoziente pieno, sarà un decimale molto molto alto, il migliore tra tutte le circoscrizioni, in modo da garantire l’elezione al figliolo e, così, dopo la carriera di papà, la carriera di mammà, che ricordiamo è stata anche presidente del consiglio regionale e senatrice, avremmo anche la carriera di bell e papà e bell e mammà. Il secondo seggio, a voler guardare in faccia alle liste così come sono state congegnate, direzione l’attribuzione proprio verso Caserta, proprio in considerazione della forsennata, e ripetiamo da valutare con molta attenzione, a partire da quello che è capitato dentro e attorno al caseificio La Marchese, di proprietà di Mister Cirillo, passato complicato in inchieste di camorra e suocero di Marcello De Rosa.

Naturalmente però, nelle liste non conta solo la punta di diamante che in questo caso è tutt’altro che diamante, ma la compattezza della medesima. Ma questa proiezione ci indica che nel catalogo lunghissimo dei resti delle varie circoscrizioni provinciali bisognerà trovarne un secondo per la lista Mastella, che potrebbe essere quello di Caserta, ma anche quello di Napoli, di Salerno, di Avellino, molto difficilmente il secondo di Benevento.

Veniamo alla lista A Testa Alta, che Fico e i suoi accreditano ad una percentuale tra l’8,7 e il 9,6 la cui parte del leone è recitata dall’elenco dei candidati di Salerno, dove opera direttamente il governatore uscente Vincenzo De Luca e la figura di Gennaro Oliviero, che staccherà di molto tutti gli altri candidati qui a Caserta. Se fossero cinque seggi realmente, difficile ma non impossibile escludere la rielezione del citato Oliviero, anche se a Napoli è in atto un’operazione interessante che coinvolge l’attuale e ormai annoso presidente della potentissima Soresa, Tommaso Casillo. Sapendo bene che dovrà, riteniamo che almeno questo sia scontato, lasciare la sua poltronissima, questi ha lanciato la candidatura della figlia Rossella Casillo, in coppia con l’uscente Giovanni Porcelli.

Veniamo a Casa Riformista, a cui viene attribuita una percentuale tra il 5 e il 5,3%. Qui è del tutto evidente che il figliolo di ‘Giggino a ‘Purpett, al secolo Luigi Cesaro, un altro davanti al quale Roberto Fico non si è certo fatto assalire da nausee e mal di stomaco, al pari di quello che è successo con il condannato in primo grado per falso, ossia il già citato Marcello De Rosa, che molti voti li porterà Armandone Cesaro, figlio di Giggino a Purpett, al secolo Luigi Cesaro. Due eletti a Napoli li vediamo tranquillamente e vediamo anche molto probabile un eletto a Caserta, visto che qui ci sono ben due uscenti, ossia Maria Luigia Iodice e Aversano, oltre al quotato Piero Smarrazzo che la volta scorsa superò quota 5000 e per il quale è sceso in campo, abbandonando, aggiungiamo noi, finalmente, Giovanni Zannini, anche il suo sindaco, ossia Luigi Pellegrino da Parete. Non sappiamo bene come sia messa la Casa Riformista a Salerno e ad Avellino, ma l’area metropolitana di Napoli e la provincia di Caserta sono quelle più indiziate per esprimere i tre seggi ipotizzati da Fico&Co.

Il PD viene dato in calo di circa tre punti rispetto alle elezioni scorse. Noi pensiamo possa calare anche un po’ in più. Se si attesterà tra il 18 e il 18,7% come ipotizza lo staff di Fico, saranno 10 gli eletti.

A Napoli, anche per effetto del sindaco Manfredi, autore di un’operazione sbilenca che lo ha portato a fondare con Armandone Cesaro “La Casa Riformista”, vicino a Italia Viva di Renzi, ma allo stesso tempo di collocare ancora una volta suo fratello Massimiliano Manfredi nel PD, rende realista l’ipotesi di un contingente napoletano tra i 5 e i 6 eletti. Ad esempio, con Massimiliano Manfredi sarà confermata in consiglio Bruna Fiola, figlia del Presidente della Camera di Commercio Ciro Fiola.

Per quanto riguarda il consigliere uscente che non si ricandida, Mario Casillo, un potentissimo senza se e senza ma, questi appoggerà l’ex sindaco di San Giorgio a Cremano, uno dei pochissimi che si è dimesso già da giugno per investire già da giugno sulle elezioni regionali, Zinno, insieme a Madonna. Come candidata femminile Loredana Raia. Discorso a parte merita la candidata Francesca Amirante: questa è sostenuta direttamente da Elly Schlein, cioè dalla segreteria nazionale, e quindi potrà godere del traino in molti tandem. Diciamo che ha serie possibilità di essere eletta. Ciò metterebbe in difficoltà l’elezione di Francesco Marciano, cioè del candidato su cui maggiormente punta il governatore uscente Vincenzo De Luca.

Avanti Campania: questa lista, formata dai socialisti e dai seguaci di Carlo Calenda, il quale si è rifiutato di presentare il proprio simbolo a sostegno di un candidato di 5 Stelle, movimento che ritiene totalmente alternativo rispetto alle sue idee, viene accreditata dallo staff di Fico di una percentuale che varia tra il 5,4 e il 5,7%. In questo caso i seggi sarebbero tre. In questo caso, francamente, il discorso è un po’ complicato, perché il leader nazionale dei socialisti è di Salerno e tutto sommato sono state costruite buone liste in questa provincia, ma anche a Napoli e soprattutto a Caserta. L’ipotesi più plausibile è di una ripartizione dei tre seggi tra Napoli, Caserta e Salerno.

Verdi e Sinistra: questa lista viene data tra il 4 e il 4,3%, percentuale che equivarrebbe a due seggi. Francamente non siamo in grado di stabilire i rapporti di forza tra le varie circoscrizioni, per cui ci limitiamo a darvi la notizia così com’è, solo relativamente alla potenzialità di consenso di questo simbolo.

Movimento 5 Stelle: viene accreditata di quattro seggi. Sappiamo, in base ai precedenti delle elezioni politiche del 2022 e, seppure in parte minore, delle elezioni europee del 2024, che questo è un partito molto forte soprattutto in provincia di Napoli. La percentuale tra il 7,8 e l’8,4 di cui viene accreditato il simbolo delle cinque stelle produrrebbe quattro seggi, nel qual caso due scatterebbero sicuramente a Napoli. Per gli altri due sono indiziate la provincia di Caserta e una tra Avellino e Salerno.

Infine la lista Fico, a cui viene attribuita una percentuale tra il 3 e il 3,4% e, dunque, un solo seggio. Qui a Caserta c’è un candidato molto forte, cioè Enzo Iodice, ma non sappiamo se la lista a suo carico avrà una tenuta tale da rivaleggiare con quella speculare di Napoli. Certo quando una compagine viene accreditata di un solo seggio è sempre una lotteria ed è sempre opportuno attendere l’attesa del listone dei resti di tutte le circoscrizioni.

In conclusione, su Caserta noi abbiamo ipotizzato un possibile seggio per la lista di Mastella, un altro per la lista A Testa Alta, un altro ancora per Casa Riformista, uno per il PD, uno possibile per Avanti Campania, uno per 5 Stelle e uno dubbio per la Lista Fico. Complessivamente solo un’ipotesi può essere perché, in caso di vittoria del centrosinistra, a Caserta saranno 5 gli eletti del Campo Largo.

La volta scorsa le due coalizioni espressero ognuna quattro seggi, ma eravamo in una situazione in cui De Luca superò le percentuali che rendono dirimente il premio di maggioranza, che attribuisce al candidato presidente vincitore il 60% dei seggi e al perdente, in questo caso sarà solo Cirielli perché le liste degli altri candidati non supereranno il 2,5%, il restante 40% dei seggi, per cui noi ipotizziamo come più probabile una ripartizione di cinque a tre, anche se le liste di centrodestra dovessero prevalere su quelle di centrosinistra, come non è impossibile che accada, così come abbiamo scritto e dimostrato in un articolo scritto e pubblicato un po’ di giorni fa (clicca e leggi).

Per cui su questi sette eletti probabili, due salteranno senz’altro in quanto, nello scorrimento dell’elenco dei resti, ci si dovrà fermare al massimo a 5 seggi, proprio per mantenere la proporzione generale del 60 e del 40%. Chi lo perderà tra Casa Riformista, Mastella, PD, 5 Stelle, Lista Fico, Avanti Campania e A Testa Alta? Lo scopriremo solo nella notte tra lunedì e martedì prossimi.