IL VOTO AL MICROSCOPIO. Quello che racconta delle Regionali L’AFFLUENZA DELLE 12

23 Novembre 2025 - 19:31

Calo netto, com’era prevedibile, nei Comuni dove la volta scorsa si votò anche per le Comunali. Dove ci sono candidati radicati il dato cresce come a Carinola, Sessa Aurunca e Bellona – Vitulazio. Reggono Caserta capoluogo e Maddaloni e…

CASERTA (g.g.) – Il tre e qualcosa per cento di calo dell’affluenza su scala regionale, sul dato di mezzogiorno delle precedenti Regionali, non stupisce affatto ed era nelle previsioni di chi, come noi, si è applicato nelle ultime settimane al racconto di queste elezioni, seppur volutamente a scartamento ridotto a causa del sempre più scarso interesse che suscita in noi una politica ormai invasivamente impresentabile, se si eccettua qualche caso di commestibilità che però fatica ad emergere dentro la cloaca casertana, in una provincia ormai senza dignità, in cui domina un corpaccione di pseudo-cittadinanza che, per una mollica di pane, stipula continuamente patti con mascalzoni, mascalzoni in rosa, ricottari, professionisti del voto di scambio, turbatori di gare d’appalto e di concorsi pubblici.
Negli ultimi giorni ci siamo spesi in qualche proiezione non sondaggistica, ricorrendo allo strumento della logica, che è sempre un atto di coraggio, in quanto le conclusioni finali di queste proiezioni sono state formulate pochi giorni prima del voto “in carne e ossa” e dunque a portata di memoria breve e quindi anche a portata di sbugiardamento e di brutta figura.
Abbiamo ipotizzato un calo di affluenza rispetto alle Regionali del 2020 di circa 10-12 punti, perché questi sono i numeri indicatici dalle consultazioni regionali già svoltesi, per quanto riguarda i territori a statuto ordinario, in Toscana, nelle Marche e in Calabria.
I tre punti e qualche decimo persi nella rilevazione di mezzogiorno vanno in questa direzione, anche se si tratta di un dato da prendere con prudenza, essendo molto più indicativo quello che si registrerà stasera alle 23, a conclusione del primo giorno di votazioni, quando al numero finale — e alla probabilissima flessione rispetto a cinque anni fa — si potrà applicare una previsione relativa all’affluenza di domani, considerando un’ipotesi di decurtazione dei numeri di affluenza che tenga conto di quanto potrà diminuire la stessa rispetto al lunedì di cinque anni or sono, in funzione del calo di affluenza registratosi nel primo giorno di voto, ovverosia oggi, tenendo pure conto che domani si voterà fino alle 15.

Soffermiamoci ora sui dati che interessano l’area geografica di cui il nostro giornale si occupa, ovvero la provincia di Caserta. L’affluenza dell’8,25% è uguale al centesimo a quella complessiva della Campania ed è seconda solo all’8,58% dell’area metropolitana di Napoli, superando invece, seppur di pochissimo, l’8,20% della provincia di Salerno e con più margine il 7,33% della provincia di Benevento e il 7,04% della provincia di Avellino, fanalino di coda.

Analizzando i singoli Comuni si nota che le percentuali hanno retto abbastanza dove ci sono candidati radicati. È il caso di Carinola, dove ce ne sono due molto quotati: Rosa D. Maio per FdI e il pluriuscente Massimo Grimaldi, che stavolta corre con la Lega. A mezzogiorno ha votato il 9,95% contro il 9,87% della volta scorsa.
Stesso discorso per Sessa Aurunca, dove sono in campo Gennaro Oliviero, la Forte e la moglie di Ferdinando Fusco, con Massimo Schiavone molto impegnato per i motivi spiegati in un articolo da noi pubblicato giovedì, e la candidata del Pd Camilla Sgambato. Otto decimi di punto in più, visto che alle 12 a Sessa il dato è del 9,31% contro l’8,51% della volta scorsa.
Regge l’affluenza anche a Maddaloni, dove in campo c’è un altro pezzo da novanta, vale a dire l’uscente Enzo Santangelo, in questa circostanza candidato con FdI, il partito del premier Giorgia Meloni: 7,96% ha votato a mezzogiorno rispetto all’8,56% di cinque anni fa, con una flessione molto limitata dello 0,60%.

Si poteva immaginare il netto calo di Marcianise, nonostante i diversi candidati, visto che cinque anni fa si votò contemporaneamente per le Comunali. Stesso discorso per San Nicola, dove i candidati sono di meno.
Da notare il 6,90% di Mondragone, patria del signore delle preferenze Giovanni Zannini. C’è un calo di più di un punto, ma il dato andrà verificato alle 19, perché Zannini è uno che la politica la fa — come tutti sanno — e dunque è capace di andarli a prendere a casa uno per uno, quelli che ritiene lo debbano votare.

Si attendeva qualcosa in più da Aversa che, ad eccezione di quando si vota per le Comunali, non ha mai brillato per una grande attitudine al voto. Ma l’affollamento di candidati — con in campo Olga Diana, Bisceglia, De Cristofaro, Marco Villano, Pignetti, Aversano e con Zannini appoggiato dal sindaco e da tre quarti dell’amministrazione — non faceva presagire una flessione rispetto alle scorse Regionali, con la percentuale attestata all’8,90%.

Colpisce il dato di Vitulazio, probabilmente “attivato” anche dalla candidatura per Forza Italia di Filippo Abbate, oggi vicesindaco ma in realtà sindaco di fatto di Bellona, un tutt’uno con Vitulazio, a cui è attaccata. D’altronde anche il dato di Bellona è più alto rispetto alla volta scorsa e quindi la cosa ha senso.

Per quanto riguarda il capoluogo, l’affluenza è sostanzialmente in linea con quella registratasi cinque anni fa.