ORE 19.20. Come volevasi dimostrare, a CASERTA il centrodestra accorcia solo le distanze e il Campo Largo è 8 punti avanti. TUTTI I NUMERI dei partiti nella terza proiezione di Antonio Noto
24 Novembre 2025 - 19:26
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Si tratta solamente dell’effetto Zannini e Santangelo. Forza Italia va al 17%, la Lega per poco non supera Fratelli d’Italia e con Zinzi raggiunge la doppia cifra. dall’altra parte, per quanto riguarda Caserta, disastro annunciato del Pd che al momento è all’11% solo perché Graziano ha distrutto la lista allo scopo di far eleggere Marco Villano
CASERTA (g.g.) – La terza proiezione della Campania sposta l’attenzione sul voto ai partiti, fermo restando che con il 26% del campione definito dall‘istituto di sondaggi e statistica Antonio Noto, si va gradualmente stabilizzando il divario tra Roberto Fico e Edmondo Cirielli: 58.3 per il primo contro il 36.7 per il secondo.
Non abbiamo raccolto il dato per le coalizioni di partiti intere, che diventa importante allo scopo della ripartizione dei seggi. La legge elettorale, infatti, prevede che il candidato governatore vincente deve avere almeno il 60% dei seggi.
Se la coalizione non raggiunge questa percentuale, i 30 seggi più uno (il governatore che è anche consigliere regionale) vengono attribuiti con un premio di maggioranza.
Ma se la coalizione supera il 60% allora non c’è premio di maggioranza, ma un calcolo proporzionale puramente aritmetico. E allora può anche capitare che i 30 seggi diventino 31+1 o 32+1, a scapito del centrodestra che potrebbe scendere da 20 a 19 o a 18.
Fermo restando che è ancora in bilico la posizione di Giuliano Granato il quale, in questa proiezione, raccoglie il 2,4%. Si presume che la lista, sia più bassa e dunque al momento non scatterebbe il seggio.
IL CENTROSINISTRA
Veniamo ai partiti: il Pd 18.5% che è un punto e mezzo in più rispetto ai 16,90 raccolto nel 2020. Attenzione, però: la lista De Luca, 5 anni fa, raccolse il 13,30% dei voti, mentre dalla terza proiezione di Antonio noto la lista A testa Alta, sempre ispirata dal presidente, viene accreditata da un 8% secco. Dunque, il PD, che alle Europee ha superato di gran lunga il 20%, è stato probabilmente penalizzato da qualche risultato nel territorio.
Ed ecco che lo abbiamo già scovato. Abbiamo fatto presto, perché l’avevamo previsto. Nella nostra circoscrizione, cioè quella di Caserta, con 81 sezioni su 928, cioè un po’ meno del 10%, il PD raccoglie un fallimentare 11,84%.
Il perché lo abbiamo scritto nei giorni scorsi: Stefano Graziano, pur di far eleggere Marco Villano, ha letteralmente distrutto la lista, eliminando Massimo Schiavone con il conseguente ritiro anche di Lucia Esposito. Probabilmente anche la Provincia di Caserta, tra tutte quelle in cui si è votato compreso il Veneto e la Puglia è quella con percentuale più bassa. il movimento 5 stelle e al 9,57%. A Caserta funziona abbastanza l’effetto Oliviero, visto che il 9,23% è per il momento sopra la media regionale del già citato 8%.
Discreta, come era nelle previsioni, la performance di Casa riformista per la Campania, con il 6,54% e che le garantisce almeno un seggio, ed anche di Avanti Campania con il 5,63%. La lista Fico è al 4,75%. La lista di Mastella al 3,89% riteniamo che non siano ancora arrivati i voti di Casapesenna, dove si prefigura un consenso bulgaro per questa lista per Marcello De Rosa, che ogni altra parola è superflua. Il totale delle liste del centrosinistra è al momento pari rispetto al candidato presidente, precisamente 53,62%
IL CENTRODESTRA
Super Zannini, che già ha comprato le bottiglie da ieri, perché lui non ha bisogno di aspettare i voti perché sa bene come li prende, si attesta al 17,52%. Secondo partito, Fratelli d’Italia, con l’11,42% tallonato dalla Lega che addirittura raggiunge la doppia cifra con il 10,45%. Subito dopo c’è la lista Cirielli con 3,50%, infine le piccole insignificanti Noi Moderati 0,73%, unione di centro 0,46%, democrazia cristiana con Rotondi 0,28% e poi grandi pensionati consumatori per 44,51%.
Vedrete che il risultato di forza Italia si chiamerà Giovanni Zannini e quello di Fratelli d’Italia si chiamerà soprattutto Enzo Santangelo. Ma questo, come avevamo scritto nella nostra proiezione, non avrebbe permesso al centrodestra come in molti arditamente avevano prefigurato, di superare il centrosinistra che in sé ha candidati tipo Oliviero, tipo Smarrazzo, tipo Aversano, tipo la Iodice, tipo Iovino, tipo Enzo Iodice, tipo Marcello De Rosa, tutti appartenenti alle stagioni di De Luca e che sono rimasti dentro al perimetro del centrosinistra per un motivo sostanziale: hanno visto il centrodestra come un’armata Brancaleone che ad inizio ottobre non aveva ancora presentato il candidato governatore e sono andati nella coalizione vincente. Ideologie? Ma secondo voi, Marcello De Rosa, è uno che nella vita si sarà chiesto, almeno per una volta, cosa significhi di essere di sinistra o di destra?
In conclusione, tra i due candidati presidente c’è l’8% e qualcosa di scarto. Mentre tra le due coalizioni, lo scarto è su per giù uguale.
