MONDRAGONE. Truffa sui fondi all’agricoltura da 12milioni di euro: svolta per il re dell’ortofrutta e soci
1 Dicembre 2025 - 10:35
I difensori degli imputati però nel corso dell’udienza hanno fatto emergere l’estraneità dei loro assistiti dai fatti contestati e il gup ha disposto sentenza di non luogo a procedere
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MONDRAGONE – Sentenza di non luogo a procedere per Gennaro Bianchino, legale rappresentante della S. R. L. ‘Sviluppo Agricolo Bianchino’, e soci, azienda ortofrutticola di Mondragone, coinvolti nell’inchiesta su fatture false ed evasione fiscale
Il GUP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Mauro Bottone, ha emesso una sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Gennaro Bianchino e dei suoi soci, coinvolti nell’inchiesta della Procura sammaritana su un presunto giro di fatture false ed evasione fiscale multi-milionaria. La decisione è stata presa al termine dell’udienza preliminare.
Le accuse
Secondo quanto ricostruito dal sostituto procuratore Mariangela Condello, Gennaro e Giuseppe Bianchino, insieme ad Armando La Resta, sono accusati di aver utilizzato fatture false per operazioni inesistenti, con l’intento di evadere le imposte sul reddito e sull’IVA. In particolare, le accuse si concentrano sulle dichiarazioni fiscali annuali dal 2016 al 2021, in cui gli imputati avrebbero inserito elementi di reddito fittizi e operazioni passive imponibili inesistenti, al fine di abbattere l’importo delle tasse dovute.
Giuseppe Bianchino avrebbe evaso l’IVA per un importo pari a 53.038 euro e l’IRES per 1.596.190 euro; Gennaro Bianchino avrebbe evaso l’IVA per 1.058,40 euro e l’IRES per 6.852,90 euro; Armando La Resta avrebbe evaso l’IVA per 11.768 euro e l’IRES per 175.160 euro; Pasquale Miraglia, accusato di emissione di fatture per operazioni inesistenti, avrebbe evaso l’IVA per 135.669 euro; Vincenzo Miraglia, anch’egli accusato di emissione di fatture per operazioni inesistenti, avrebbe evaso l’IVA per 34.974 euro; Migliore Rosa, socio della società Sviluppo Agricolo Bianchino Srl, è accusata di dichiarazione infedele per aver omesso di indicare nel reddito dichiarato gli utili percepiti “in nero”, evadendo l’Irpef per 1.131.337 euro.
Nel corso dell’udienza preliminare, gli avvocati difensori degli imputati hanno sollevato dubbi sulla fondatezza delle accuse, sostenendo che i loro assistiti fossero estranei ai fatti contestati. Hanno infatti messo in evidenza una serie di incongruenze nelle prove e nelle ricostruzioni presentate dalla Procura
