AVERSA/2. Nicola Caputo fa fare il ribaltino a suo cognato Gilberto Privitera. Se entrambi siete, come riteniamo, persone serie il consigliere-parente si dimetta con dignità

4 Dicembre 2025 - 13:22

Siamo sempre alle solite. I mandati di rappresentanza, che costituirebbero un elemento nobile della politica, vengono messi sotto i piedi e sottesi a interessi di ordine personale. Caputo è entrato in Forza Italia, aspetti le prossime elezioni, candidi il cognato in questo partito e in caso di vittoria Privitera avrà il diritto che, oggi non ha, di essere un componente della maggioranza

AVERSA (g.g) Conosciamo Gilberto Privitera, e comprendiamo anche che il fatto di essere il cognato di Nicola Caputo, transitato in Forza Italia di cui è diventato vice coordinatore regionale, dopo gli anni vissuti all’ombra di Vincenzo De Luca anche come assessore regionale all’agricoltura, non può non incidere sulle sue posizioni politiche.

Nicola Caputo, entrando in Forza Italia, è diventato un collega di partito e dunque super alleato di Giovanni Zannini, dominus dell’amministrazione comunale di Aversa. Stamattina, in prima convocazione, il numero legale è mancato per l’assenza prevista dei 4 consiglieri di Forza Azzurra, i quali non riescono a comprendere perché non tocchi a loro la postazione in giunta comunale che dovrebbe liberarsi, con l’uscita dalla stessa di Olga Diana, e non riescono a capire neppure perché lì il sindaco Francesco Matacena vorrebbe inserire, come sua quota personale, Federica Turco.

Non teniamo in mano la contabilità del consiglio comunale normanno, né la materia ci appassiona più di tanto. Ci dicono, però, che i lavori finalizzati all’approvazione di alcune variazioni di bilancio sono partiti. Ciò sarebbe accaduto – come informa la pagina satirica Aversa Selvaggia – grazie alla presenza in aula del Privitera.

Comprendiamo l’aspetto umano, non quello politico. Siccome consideriamo Gilberto Privitera una persona seria, riteniamo che non ci verrà a dire che lui, rimanendo in aula, non abbia creato una falla con la sua funzione di consigliere di opposizione. Perché se la maggioranza ha una difficoltà a raggranellare i numeri per garantire quello che la maggioranza ha il dovere di garantire, cioè il numero legale – questo vale nei consigli comunali, ma anche in quelli regionali, alla Camera e al Senato – l’opposizione deve uscire dall’aula. E d’altronde Privitera è stato uno dei leader di una minoranza dura, giustamente dura, di questa amministrazione.

E allora qual è il punto di equilibrio tra la necessità di questo consigliere di tener conto di onorare il vincolo familiare, il vincolo di affinità che lo lega a Nicola Caputo, e la dignità politica del rispetto del proprio mandato di rappresentanza? Uno solo: si dimetta da consigliere comunale, perché in questo modo farà quadrare sia la prima ragione che la seconda. Gli aversani lo hanno mandato in consiglio per rappresentare la minoranza democratica della città, non per fare la stampella a Giovanni Zannini, Giovanni Innocenti e al loro sottoposto in grado, Francesco Matacena.

Siccome, parlando un paio di volte con Gilberto Privitera, ne abbiamo ricavato una buona impressione, riteniamo che lui questa riflessione dovrà farla immediatamente e anche Nicola Caputo dovrà capire che entrando in Forza Italia dovrà ricominciare da zero nella rappresentazione di elementi di rappresentanza a lui ascrivibili. Privitera si è candidato, sostenuto anche da Caputo, in alternativa a Zannini, Innocenti e Matacena, ed è questo il segno del suo mandato che una persona pregna di dignità politica deve considerare indelebile.

Caputo si organizzi, aspetti le prossime elezioni, schieri Privitera, se quest’ultimo vorrà, nella coalizione a cui apparterrà Forza Italia. Se questa compagine vincerà le elezioni, Privitera sarà a pieno titolo un consigliere di maggioranza perché avrà ricevuto un mandato chiaro, trasparente, dal popolo sovrano. Oggi lui è un consigliere di opposizione e stamattina – ce lo consenta – ha tradito il vincolo di rappresentanza con gli aversani che lo hanno votato.