AMARCORD: 47 anni di rivalità tra Caserta e Roma, il presidente Maggiò: “Che ricordi la promozione in A2 e la coppa Korac! Una rivalità storica e accesa ma mai oltre i limiti”
11 Dicembre 2025 - 09:24
CASERTA (Giuseppe Carusone) – Sabato 13 dicembre alle ore 20 si alzerà la palla a due al PalaTiziano tra la prima della classe, la Virtus Roma, e la terza che la insegue e la tiene a tiro, la JuveCaserta. Una gara che promette tanto spettacolo tra storiche compagini, con un glorioso passato ma relegate in una categoria inferiore, dalla quale stanno cercando di venirne fuori il prima possibile.
Una sfida d’altri tempi che fa riassaporare gli antichi fasti di due squadre che possono fregiarsi e vantarsi del titolo di Campioni d’Italia. La Virtus trionfò nel 1982-83, a braccetto con la Roma calcistica; la Juve nel 1990-91, facendo scendere, com’è noto, il tricolore al Sud per la prima e, per ora, unica volta nella storia della pallacanestro italiana. Ma per Roma e Caserta le cose in comune terminano qui. Infatti la storia insegna che tra le due c’è sempre stata una forte rivalità sia sul parquet, sia sugli spalti con tifoserie molto calde. L’accesa rivalità ha toccato l’apice negli anni 80, ma già sul finire del decennio precedente c’erano stati match agguerriti.
Quella di sabato prossimo non è il primo confronto in serie B. Ci sono dei precedenti, uno in particolare. Caserta e Roma si sfidarono, infatti, nel 1978. Risale all’8 aprile di quell’anno una delle prime gare amarcord tra le due rivali. Tiratissima, all’ultimo respiro. In quell’occasione la Virtus già promossa in A2, ospitò la Juve a caccia dello stesso traguardo. Sebbene i capitolini avessero già conquistato la promozione, diedero tutto per battere Caserta. La sfida fu equilibrata e tesa. Circa 500 supporters bianconeri seguirono la squadra nella trasferta decisiva di Settebagni. C’erano persino alcuni brindisini accorsi per tifare Roma nella speranza di poter accedere a uno spareggio contro Caserta, qualora quest’ultima avesse perso la partita.
Ma quel giorno fu festa grande per la squadra dello storico presidente Giovanni Maggiò. Servì un tempo supplementare ma alla fine la Juve vinse 90-88,, salendo in serie A2 insieme alla Virtus.
Lo scontro più iconico di tutti resta, però, la finale di Coppa Korac 1986, quando a contendersi il terzo trofeo continentale più importante dell’epoca, furono proprio le due italiane. Il Banco di Roma di De Sisti ebbe la meglio sulla Mobilgirgi Caserta di Tanjevic vincendo sia la finale d’andata al PalaMaggiò per 84-78 sia quella di ritorno in casa per 73-72. I protagonisti della doppia sfida furono Gentile, Lopez e ovviamente Oscar per i bianconeri, mentre per Roma Flowers e Rautins risultarono decisivi per la vittoria, così come fu decisiva la tattica di De Sisti di lasciare libero Oscar al tiro nel match d’andata, limitando invece gli altri 4 e dominando in area con tanti rimbalzi catturati Tattica ribaltata al ritorno dove il brasiliano fu francobollato ad uomo, rendendo vani i tentativi casertani di rimontare il risultato. Roma portò a casa la coppa, beffando i bianconeri, ancora troppo acerbi per imporsi, ma le cui potenzialità erano già ampiamente evidenti. infatti, proprio in quella stagione sportiva, la Juve raggiunse per la prima volta le finali scudetto contro l’Olimpia Milano.
Le due finali di quell’anno gettarono le basi che consentirono negli anni immediatamente successivi a Caserta di ottenere la maturità e la mentalità necessarie per gli storici trionfi in Coppa Italia e Campionato, passando da “eterni bonsai” a campioni.
L’odio sportivo è sopravvissuto anche ai difficili anni 90 ed è tornato vivo in tempi più recenti. Nell’annata 2009-2010 la JuveCaserta disputò una stagione meravigliosa facendo rivivere ai tifosi i brividi di 20 anni prima. Solo un anno e mezzo dopo essere tornati in A1, i bianconeri arrivarono secondi in stagione regolare, dietro solo alla super potenza “Mens Sana” Siena. La Pepsi Caserta si arrese solo in gara 5 di semifinale scudetto contro Milano, ma nei quarti di finale ci fu proprio un altro acceso duello con la Virtus Roma. La serie vide i campani, allenati da Sacripanti, prevalere nettamente per 3-0 contro i romani. Meno nette e molto combattute furono le singole sfide di quella serie, con Caserta che vinse in un PalaMaggiò infuocato le prime due gare per 70-65 e 78-76, per poi chiudere a Roma la contesa per 83-74 con un roboante “trentello” messo a segno dalla punta di diamante ex NBA, Jumaine Jones, assoluto protagonista della stagione bianconera.
Meno famoso e meno prestigioso, ma degno di menzione è lo scontro alla prima giornata di ritorno del campionato 2014-2015, sempre al PalaMaggiò. Quella fu una stagione particolare che unì le strade e i destini delle due rivali ancora una volta. Quella partita, vinta da Caserta, con un punteggio strettissimo (54-53), diede ai bianconeri la scossa necessaria per attuare una rimonta impossibile dopo 14 sconfitte nelle prime 15 giornate. La Juve collezionò un filotto di vittorie che le permise di giocarsi la salvezza all’ultima giornata. In dirittura d’arrivo i casertani fallirono l’obiettivo, retrocedendo in A2, ma vennero ripescati e continuarono per altri due anni a calcare i migliori palcoscenici italiani, in virtù proprio della rinuncia alla partecipazione della Virtus Roma, che si autodeclassò, ripartendo dall’A2.
Abbiamo avuto il piacere di parlare di questa rivalità con chi, in quegli anni, ha costruito insieme al suo indimenticato padre l’epopea della JuveCaserta: Gianfranco Maggiò. Il presidente dello scudetto e attuale presidente onorario ci racconta: “La rivalità prende forma proprio in quella gara del 1978, una partita molto importante perché per Caserta significava la promozione in A2. Ricordo che in quell’occasione i dirigenti del Banco di Roma, società potente, tra le cinque più importanti banche d’Italia, di cui mio padre era peraltro cliente, insistettero perché non partissero tifosi casertani, sostenendo che l’impianto di Settebagni fosse troppo piccolo. Ma era una scusa affinché non avessimo i tifosi al seguito. Mio padre rispose che non poteva obbligare i tifosi a di disertare la trasferta e furono fatti 5 pullman. Vincemmo di due punti al supplementare. Ci fu qualche momento di esuberanza di troppo dei nostri e non fu molto gradita dai romani Però – continua nel suo ricordo Gianfranco Maggiò – fu tutta roba che rientrava nel calore del tifoso che vede la sua squadra raggiungere un obiettivo così importante.
Da allora la rivalità andò aumentando negli anni. Loro nel 1983 vinsero lo scudetto e noi dall’82 colln la costruzione del Palamaggiò diventammo forti. Nella coppa Korac eravamo favoriti perché stavamo andando molto bene. Ma ci fu un po’ di tensione perché era la nostra prima finale importante. Lo stesso Tanjevic ammise che eravamo sotto pressione per questo. Ci furono disordini fuori il PalaEur al match di ritorno, con i tifosi di Roma che ci sbeffeggiarono in maniera esagerata, Ma in fin dei conti è stata sempre una rivalità accesa che non è mai andata oltre i limiti. C’è amicizia e collaborazione tra il presidente Farinaro e la Virtus Roma quindi sabato sera ci si aspetta una rivalità circoscritta all’ambito agonistico”
Corsi e ricorsi storici, circa 50 anni di rivalità che anche l’anno scorso ha dato vita a due match spettacolari, con Caserta che vinse a Roma e Roma che vinse al ritorno a Caserta. Stavolta però le due squadre lottano per lo stesso obiettivo, come nel 1978, quando tutto ebbe inizio: abbandonare la serie B e tornare nel basket che conta. Roma è la grande favorita della stagione, Caserta insegue con un organico all’altezza. Lo scontro diretto ci dirà qualcosa di più.

