ESCLUSIVA. MAZZETTE AL COMUNE. I pm torchiano anche la vicesindaca e candidata alle Regionali Angela Parente, la presidente del consiglio Baiano e (forse) Giulio Natale
14 Dicembre 2025 - 09:00
Gli interrogatori sono stati effettuati mercoledì 10 dicembre, a 24 ore di distanza dalle perquisizioni
CASTEL VOLTURNO (g.g.) – Il lavoro dei sostituti procuratori Giacomo Urbano e Maria Ida Capone sta proseguendo. Siamo in grado di darvi notizia di nuovi interrogatori tenutisi il giorno dopo delle perquisizioni al sindaco di Castel Volturno, Pasquale Marrandino, e all’ingegnere di Cancello ed Arnone, Daniele De Caprio.
Si tratta di interrogatori che hanno seguito quello a cui è stato sottoposto il responsabile dell’Ufficio Tecnico comunale, Gennaro Campoli, nelle stesse ore in cui i carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Caserta compivano il loro lavoro di verifica accurata all’interno delle abitazioni e degli uffici di Marrandino e De Caprio.
A sfilare davanti ai magistrati 24 ore dopo, quindi mercoledì 10 dicembre, è stata per prima Angela Parente, vicesindaca di Castel Volturno, noncé assessora al Bilancio e alla Programmazione economica, tra le altre cose, candidata, in condizione praticamente ancillare rispetto a Giovanni Zannini, alle ultime elezioni regionali, ad epilogo delle quali ha raggiunto oltre 10 mila preferenze personali, di cui almeno 8.000 dovuta esclusivamente alla scelta del dominus della politica casertana.
Successivamente, ascoltata sempre quale persona informata sui fatti, è stata Raffaella Baiano, presidenta del consiglio comunale castellano. A quanto pare, qualcosa è stato chiesto anche all’altro assessore, Giulio Natale, imprenditore e fedelissimo di Pasquale Marrandino.
Ovviamente, al momento nulla trapela, ma è chiaro che la procura ha in mano molte intercettazioni che riempiono i diversi allegati, già messi a disposizione della difesa, del decreto di perquisizione. Pare che in uno di questi ci sia un’intercettazione relativa a una conversazione in cui Raffaella Baiano si lamenta del fatto che Pasquale Marrandino avesse immediatamente accentrato e sostanzialmente avocato a sé tutti i poteri.
Una decisione che sarebbe stata accompagnata da un atteggiamento di totale indifferenza rispetto ai contributi dialettici, ai consigli e alle istanze provenienti dagli assessori e dai consiglieri di maggioranza.
