OMICIDIO di camorra a MONDRAGONE: assolti gli unici due uomini sotto accusa
15 Dicembre 2025 - 17:55
AVERSA – La Corte d’Assise d’Appello di Napoli ha confermato l’assoluzione con la formula “per non aver commesso il fatto” per Mario Camasso e Michele Degli Schiavi, accusati dell’omicidio di Giovanni Invito, detto ‘Occhiolino’, avvenuto a Mondragone la notte del 17 ottobre 2007. Il primo grado di giudizio si era concluso il 23 gennaio 2024 con una piena assoluzione. Una decisione contro la quale aveva fatto ricorso la Procura, rappresentata dal sostituto procuratore Armando Bosso, che aveva chiesto 24 anni di carcere per ciascuno dei due imputati, ritenendoli responsabili di un omicidio premeditato.
Secondo l’accusa, i due uomini, a bordo di uno scooter, avrebbero raggiunto e ucciso Invito con cinque colpi di pistola in via Duca degli Abruzzi, per regolare un conto in sospeso. Il percorso giudiziario è stato lungo e complesso. Dopo le prime indagini subito dopo il delitto, il caso si era arenato per anni per mancanza di prove sufficienti, per poi riaprirsi nel 2020 e portare all’arresto degli imputati nel luglio 2023.
Tuttavia, sia i giudici di primo grado che quelli di appello – la quinta sezione presieduta da Ginevra Abbamondi – non hanno ritenuto le prove raccolte dall’accusa sufficienti a dimostrare la colpevolezza oltre ogni ragionevole dubbio. In particolare, la Corte d’Appello ha valutato come non decisive o non credibili le dichiarazioni dei testimoni e le intercettazioni presentate dal pubblico ministero, arrivando così a una “doppia conforme”, cioè a una sentenza che ribadisce integralmente l’assoluzione già pronunciata. Mario Camasso e Michele Degli Schiavi sono stati difesi dagli avvocati Nicola Alessandro D’Angelo e Francesco Liguori. La famiglia della vittima, parte civile nel processo, era rappresentata dall’avvocato Ferdinando Letizia.
