“Volevo uccidere Michele Zagaria”. La confessione del figlio di Francesco Sandokan Schiavone e il piano nella villa in Corsica
16 Dicembre 2025 - 12:52
Antonio Iovine avrebbe dovuto aiutarlo, ma poi si tirò indietro, diventando anche lui obiettivo di Nicola Schiavone. Parole dette dal rampollo di Francesco Schiavone durante un interrogatorio
CASERTA – Nicola Schiavone, figlio ed erede del boss Francesco ‘Sandokan’ Schiavone aveva deciso di eliminare gli altri due re del clan, Michele Zagaria e Antonio ‘o Ninno’ Iovine. A svelare i dettagli di questa faida mai esplosa è oggi lo stesso Nicola Schiavone, divenuto collaboratore di giustizia. Le sue parole, raccolte dalla Dda di Napoli, ricostruiscono l’ultimo, teso capitolo di pace prima che gli arresti decapitassero i vertici del cartello.
Questo interrogatorio andrebbe a confermare quanto detto anni fa da un altro collaboratore di giustizia, il killer del clan Pasquale Vargas, come potete leggere da questo articolo di CasertaCe datato 2019 (CLICCA E LEGGI).
All’origine del conflitto una rottura nell’accordo per la gestione della cassa comune del clan. Secondo quanto raccontato da Schiavone jr., Zagaria e i suoi smisero di versare la loro quota, mentre l’area vicina a Iovine cominciò a defilarsi. Per Nicola Schiavone e i suoi si trattava di un atto di sfida.
Il primo a muoversi fu Zagaria, il boss di Casapesenna, spiega agli inquirenti Nicola Schiavone. Per indebolire il rivale, fece arrivare nel territorio Antonio Salzillo, nipote del defunto boss Antonio Bardellino. La risposta di Schiavone fu immediata e violenta: Salzillo fu ucciso in un agguato nel 2009.
Nel 2010, come lui stesso ha raccontato, diede incarico allo zio Antonio di trovare una casa in Corsica. L’obiettivo era tendere un’imboscata a Michele Zagaria, che era solito trascorrervi le vacanze. Il piano, però, prevedeva una complicità: quella di Antonio Iovine. Secondo Schiavone, sarebbe esistito un accordo segreto con ‘o Ninno’ per consegnargli Zagaria.
Un accordo che Iovine non mantenne mai. Quel tradimento fece crescere nel giovane Schiavone un risentimento tale da spingerlo a considerare un passo ancora più estremo: eliminare anche Iovine. Di questo progetto parlò con lo zio Antonio durante un incontro in carcere nel 2017, scambiandosi solo “alcuni cenni” su un’ipotesi rimasta nel cassetto.
La guerra aperta che avrebbe potuto insanguinare la provincia di Caserta non si scatenò mai. Nel 2010, Nicola Schiavone venne arrestato con l’accusa di aver ordinato un triplice omicidio. A lui seguirono, uno dopo l’altro, gli arresti di Michele Zagaria e Antonio Iovine.
