INDAGATO CARLO MARINO. Perquisizioni all’ex sindaco di CASERTA e all’imprenditore Antonio Luserta
20 Giugno 2026 - 02:14
CASERTA – L’impressione è che le materie opache fossero talmente tante nella storia recente della città di Caserta, negli anni dell’amministrazione del sindaco Carlo Marino – poi sciolta per infiltrazione camorristica – che a Pierpaolo Bruni e all’intera procura di Santa Maria Capua Vetere basti scavare leggermente la superficie, lasciata intatta dalla gestione precedente della procura, che emergono fatti e vicende che rendono quantomeno necessario un approfondimento.
Infatti, dire che ci sia un reato certo compiuto è troppo, però sappiamo che Carlo Marino e l’imprenditore Antonio Luserta nelle scorse ore hanno subìto una perquisizione dalla polizia giudiziaria, delegata dalla procura di Santa Maria Capua Vetere.
L’indagine riguarda la vicenda delle autorizzazioni rilasciate dal comune capoluogo per le attività della cava Luserta a Centurano, nota come Cava Santa Lucia, sequestrato a fine aprile dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. Già nelle prossime ore avremo qualche dettaglio in più, in attesa di ulteriori sviluppi.
Possibile, non certo, che al comune di Caserta qualcun altro, qualche dirigente fuori servizio, possa ricevere la chiamata della polizia giudiziaria, se non addirittura un’iscrizione nel registro degli indagati, ovvero il registro delle cosiddette notizie di reato, se si pensa che se ci sono stati atti rilasciati qualcuno lì avrà pur firmati. E basta cercare cava luserta casertace per farvi un’idea.
Quel provvedimento ha bloccato un presunto progetto di riqualificazione ambientale. Secondo le indagini della Procura, l’area era invece utilizzata come una discarica abusiva dove sono stati sversati illecitamente oltre 500.000 metri cubi di materiali di risulta, terre e rocce da scavo all’interno di una zona protetta.
Si tratta di una nuova indagine ai danni del sindaco uscente Carlo Marino. Quella precedente, in cui la posizione del sindaco era abbastanza critica, relativa all’appalto dei rifiuti da 116 milioni di euro truccato a favore del faccendiere Carlo Savoia, si era conclusa con il provvidenziale, per Marino, colpo di spugna della prescrizione.
Ricordiamo che Antonio Luserta, recentemente arrestato e scarcerato per possesso di droga nei una trentina di fucili non dichiarati, assieme a quello che è diventato un suo compagno di ventura, così come lo è stato anche di Carlo Marino, ovvero Giovanni Zannini, hanno lavorato alacremente per la lista dei Moderati, quella di Massimiliano Marzo ed Emiliano Casale che fece un botto di voti, supportati dalle famiglie Rondinone e Capone, per le elezioni del 2021, vinte al ballottaggio proprio da Marino.
