DROGA, VILLE DI LUSSO E ARMI. 7 ARRESTI. Pusher abbattono a colpi di fucile le telecamere dei carabinieri. Roba venduta come in un vero centro commerciale

17 Dicembre 2025 - 13:37

CASTEL VOLTURNO – Hanno trasformato le loro case abusive in ville di lusso, con elementi dorati, barocchi, molto identitari della cultura rom. Esterni non sempre decorati nascondevano interni molto rifiniti, prova che il guadagno arrivava nelle casse delle famiglie dei 7 arrestati.

Ma questa strada, viale della Robbia, al confine tra Castel Volturno e Mondragone, era diventato un corso, meglio sicuramente di corso Trieste a Caserta, avendo questa porizione di strada dei negozi attivi, dedicati però allo di spaccio di droga.

Probabilmente si sentivano molto forti, avendo creato un quartiere dedicato alla vendita di stupefacenti. Persone però pronte alla violenza, come ha dimostrato il sequestro di armi e un episodio eclatante: hanno distrutto una telecamera dei Carabinieri sparando colpi di fucile.

Si conclude con nove misure cautelari (quattro in carcere, tre agli arresti domiciliari e due con il divieto di dimora) un’operazione dei Carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone, coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, contro una presunta organizzazione dedita al traffico di stupefacenti.

Le indagini, partite a settembre 2023, hanno monitorato una serie di soggetti, tutti riconducibili a un unico nucleo familiare di etnia romanì, residenti per lo più in abitazioni abusive nella stessa via. Secondo l’accusa, le abitazioni erano utilizzate come basi per uno spaccio capillare di crack, cocaina, eroina e hashish, con circa 400 cessioni documentate nelle imputazioni. Un business che alimentava il mercato della droga nell’area di Castel Volturno e Mondragone.

L’elemento che più ha allarmato gli investigatori è stata la scoperta del potenziale di violenza del gruppo. Le indagini tecniche hanno appurato che gli indagati erano in possesso di armi da fuoco e si attivavano per “bonificare” i locali da possibili dispositivi di sorveglianza. Durante le perquisizioni sono state sequestrate una pistola Beretta 98FS con matricola abrasa e un fucile a pompa calibro 12, con relativo munizionamento.

“Evitare che si ricreino dinamiche violente e criminali come anni fa con il clan dei Casalesi e le faide”: è questo il monito espresso dai Carabinieri, che vedono nell’arsenale ritrovato e nella determinazione violenta del gruppo un pericoloso segnale di voler controllare il territorio con la forza, richiamando i metodi e i rischi delle guerre di mafia che insanguinarono la provincia di Caserta.