Problemi durante il parto di 3 gemelli: condannata società e l’OSPEDALE DI CASERTA. Risarcimento da 5 MILIONI
19 Dicembre 2025 - 15:50
La Caran e il Sant’Anna e San Sebastiano hanno ottenuto lo stop dell’esecutività di metà del pagamento, in attesa del processo in Appello
CASERTA – Una sentenza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha condannato l’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale “Sant’Anna e San Sebastiano” di Caserta, insieme a una società privata, al pagamento di un maxi-risarcimento per danni subiti da una famiglia a seguito di un parto cesareo avvenuto nel novembre 2004. La somma totale liquidata supera i 5 milioni di euro.
La vicenda giudiziaria ha avuto inizio nel 2018, quando i coniugi D.A. e C.R., in proprio e quali genitori dei loro tre figli minori, hanno promosso un giudizio di accertamento tecnico preventivo. L’anno successivo, con un ricorso ex art. 702-bis c.p.c., la famiglia ha chiesto formalmente il risarcimento dei danni, sostenendo di aver patito gravi conseguenze a causa dell’intervento.
Con l’ordinanza pubblicata il 30 gennaio 2024, il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – con il Giudice Unico dott.ssa Antonia Schiattarella – ha accolto integralmente le richieste dei ricorrenti. La corte ha ripartito la responsabilità tra la Caran S.r.l., Medicina e Biologia della Riproduzione, condannata a pagare il 90% delle somme, e l’AORN Sant’Anna e San Sebastiano, ritenuta responsabile per il rimanente 10%.
Le cifre liquidate dal giudice sono cospicue e differenziate. Oltre ai risarcimenti a favore dei due genitori per i danni personali (per cifre complessive di diverse centinaia di migliaia di euro ciascuno), il grosso del risarcimento è destinato ai tre figli. Le somme riconosciute ai minori, per danni biologici e morali, vanno da un minimo di circa 418.000 euro fino a un massimo di oltre 2,3 milioni di euro a figlio. A tutte queste vanno aggiunti gli interessi legali dalla data del fatto (22 novembre 2006) fino alla pubblicazione della sentenza.
La sentenza ha inoltre condannato le due strutture, in solido, al pagamento delle spese legali della famiglia, liquidate in 168.654,60 euro per compensi professionali, oltre a rimborsi e accessori.
Contro la decisione di primo grado, sia la Caran S.r.l. che l’AORN di Caserta hanno proposto appello presso la Corte di Appello di Napoli. Nel frattempo, i legali della famiglia hanno avviato un’azione esecutiva, notificando un atto di pignoramento nei confronti dell’azienda ospedaliera casertana nel novembre 2024.
La Corte d’Appello, con un’ordinanza del 20 gennaio 2025, ha accolto parzialmente la richiesta di sospensione presentata dall’ospedale, limitando l’efficacia esecutiva della sentenza di primo grado per la metà degli importi a suo carico, in attesa della decisione sul merito in appello.
Nel corso del procedimento, i tre figli della coppia sono diventati maggiorenni. L’AORN, attraverso una recente determinazione dirigenziale, ha preso atto degli obblighi e ha dato corso alla liquidazione parziale delle somme, inclusa la quota a suo carico per le spese legali degli avvocati della famiglia, Salvatore Capasso ed Ernesto Petrillo, quantificata in 23.579,15 euro.
