MARCIANISE. Spilate’v i recchie: se è vero che Pino Moretta ha portato 7 nomi al sindaco o scherza o è un pazzo super-ribaltonista. Ribadiamo la nostra idea per uscire dalla crisi

15 Gennaio 2026 - 13:45

O si va alle elezioni oppure si fa un governo che tenga conto fedelmente dell’esito delle elezioni del 2023 vinte legittimamente da Antonio Trombetta ma, allo stesso tempo vinte, pure legittimamente dalla coalizione che ha sostenuto Liina Tartaglione e che ha il 56% di peso politico all’interno del consiglio. I ribaltonisti? Facciano quello che vogliono ma in giunta e negli altri posti di sottogoverno, a partire dall’ Asi, non possono essere rappresentati altrimenti passa l’idea che uno tradisce il mandato elettorale ricevuto e più va vanti come politico in aggancio alle poltrone di potere. CI SIAMO INTESI? POI OGNUNO SI ASSUMA LE PROPRIE RESPONSABILITA’

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MARCIANISE (g.g.) Per come stanno andando le trattative, per rimettere in piedi i numeri del consiglio comunale, per i tanti momenti estemporanei che si stanno sviluppando, è opportuno che CasertaCe riproponga uno stralcio dell’articolo pubblicato sabato 3 gennaio, contenente un’ampia analisi sullo stato dei fatti così come questo si era configurato dopo la decisione, assunta dal sindaco Trombetta a dicembre, di azzerare la giunta.

Ne abbiamo sentite di tutti i colori in questi giorni e anche in queste ultime ore: solite operazioni per recuperare il tredicesimo voto utile e dunque per prolungare l’agonia di un consiglio comunale in cui basta l’assenza di un componente della maggioranza (o presunta tale) per impedire a questa di avere i numeri per approvare la delibera fondamentale e vitale, costituita dal bilancio di previsione e dagli atti a questo sottesi e collegati. Poi ne abbiamo sentita un’altra proprio stamattina, (Pino Moretta dell’opposizione avrebbe portato ben 7 nomi al sindaco proponendo in pratica un ribaltone da record che noi non potremo mai appoggiare per serietà, per dignità, per convinzione) a cui però non vogliamo credere assolutamente visto e considerato che l’area dell’opposizione si è sempre riconosciuta nella linea assunta da questo giornale. L’ ha fatto per un motivo molto semplice, vogliamo sperare non per un doppio fine condividendo che il trasformismo rappresenti la piaga autentica della politica italiana e meridionale in particolare.

Da quando esiste CasertaCe abbiamo sempre attaccato con durezza i ribaltoni ossia le decisioni di passare nelle maggioranze per determinarne e consolidarne i numeri tradendo il mandato elettorale che dovrebbe obbligare moralmente e materialmente chi ha raccolto i voti in una coalizione, che ha ricevuto il mandato di essere opposizione democratica, di non saltare sul carro del vincitore, di non andare a realizzare trattative vergognose di non garantirsi la vile pecunia di qualche posto di potere portando i voti ottenuti stando dentro ad una coalizione dall’altra parte.

A Marcianise lo hanno fatto 4 consiglieri: i signori Giovanni Pratillo, Raffaele Guerriero, Nicola Russo e la signora Carmela Laurenza. Il primo in combutta con il solito Pino Riccio, il secondo in combutta con il non moralmente ineccepibile Stefano Graziano, gli altri due ossia Russo e Laurenza con l’arcisolito Zannini. Ma se questi 4 sono i politicamente corrotti, il politicamente corruttore è stato il sindaco Antonio Trombetta. Ciò dovrebbe determinare in prima battuta il disegno di un obiettivo chiaro, limpido da parte delle opposizioni: arrivare a 13 consiglieri, andare dal notaio e spedire a casa un primo cittadino che invece di sviluppare un appello a tutte le forze politiche presenti in consiglio all’indomani delle elezioni comunali del 2023 ha creato una sorta di suk  magrebino – questo a me e questo a te – per sopravvivere con quei 13-14 voti che hanno reso la navigazione del consiglio comunale di Marcianise accidentata e soprattutto dannosa per la città.

Se poi come abbiamo constato non esiste una volontà di tornare alle urne nella prossima primavera, allora, l’unica soluzione seria, credibile è sempre la stessa. Quella che il sindaco Trombetta, che non si intende certo di democrazia, ha dribblato ha colpevolmente scansato nell’estate del 2023.

E allora, affinchè tutti capiscano andiamo a ripetere la nostra idea esposta il 3 gennaio scorso.

Il Consiglio comunale di Marcianise è popolato da due minoranze. L’unica soluzione — lo scriviamo da due anni e mezzo — sarebbe quella di rispettare realmente il verdetto elettorale: una giunta istituzionale che dia valore e rappresentanza sia al sindaco, che le elezioni le ha comunque vinte, alla sua colazione che comunque lo ha sostenuto, ma anche, paritariamente, alla coalizione che ha sostenuto Lina Tartaglione, che ha espresso una netta maggioranza nel voto per il Consiglio comunale pari al 56% somma dei voti conquistati dalle liste che hanno sostenuto l’odontoiatra marcianisana. Fuori dalla giunta le rappresentanze di tutti coloro che hanno dato vita a ribaltoni e ribaltini, con la conseguente ricostituzione di una legalità democratica letteralmente calpestata in questi ultimi due anni e mezzo, dall’esito delle ultime elezioni comunali in poi.

Ma per realizzare tutto questo servono leader politici veri, persone capaci di presentarsi credibilmente davanti alla città, a viso aperto, spiegando il senso di un’iniziativa di questo tipo.
E di leader politici in attività, oggi, Marcianise non ne ha nemmeno mezzo.