Ecco il dissesto rovinoso di Zannini e delle sue controfigure in fascia tricolore al comune di Mondragone. Pubblicità gratis di CasertaCe perché tutti i creditori vengano fuori entro sessanta giorni
13 Gennaio 2026 - 14:16
Mentre il Mattino, il Correrie della Sera oppure Repubblica si preparano ad incassare decine di migliaia di euro, noi saremo quelli che daranno il migliore servizio alla Repubblica Italiana che, attraverso il Ministero dell’Interno ha nominato l’organismo straordinario di liquidazione che ieri ha lanciato l’attività di ricerca di tutti coloro che hanno maturato crediti nei confronti del comune rivierasco al 31 dicembre 2025. Ciò per stabilire la cosiddetta massa passiva. Quel che succederà dopo in base alle procedure e alle prassi ve lo scriveremo nei mesi prossimi
MONDRAGONE (g.g.) – I lettori più attenti, datati e costanti di CasertaCe ben sanno su chi pesano i costi di un dissesto finanziario di un Comune. Sanno bene che ai politici che lo hanno determinato non farà né caldo né freddo. Saranno, infatti, i cittadini a pagare per le loro malefatte, per la loro gestione scellerata.
Oggi parleremo del dissesto del Comune di Mondragone, i cui conti sono letteralmente precipitati durante la gestione di quello che è stato il sindaco di fatto, inutile girarci intorno, perché né Virgilio Pacifico, né oggi Francesco Lavanga hanno posseduto e posseggono un’autonomia decisionale rispetto agli ordini impartiti loro dal consigliere regionale Giovanni Zannini.
L’unica cosa che possono ricavarvi sono i guai. Quelli che sta attraversando, ad esempio, il sindaco della prima consigliatura zanniniana, vale a dire Virgilio Pacifico, che va verso il rinvio a giudizio per la vicenda molto losca delle molteplici attività, oggi sub Iudice, compiute, o per meglio dire perpetrate, al tempo in cui David Bonuglia era comandante dei vigili urbani, voluto direttamente, protetto e tutelato sempre fino a quando ha potuto proprio da Giovanni Zannini.
Mentre Virgilio Pacifico dovrà affrontare un processo penale per le accuse specifiche mossegli dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e che potete facilmente reperire cercando in Google sotto l’espressione “Virgilio Pacifico indagato Casertace”, il suo successore Francesco Lavanga passerà alla storia come il sindaco che, seguendo pedissequamente i processi amministrativi fondati su spese evidentemente folli, voluti da Giovanni Zannini, ha dovuto dichiarare dissesto, cosa che è avvenuta con deliberazione del Consiglio comunale di Mondragone nel marzo 2025.
I residenti nella cittadina rivierasca subiranno l’aumento di tasse, imposte e tributi comunali che per legge dovranno essere fissati al massimo delle aliquote possibili. In più il Comune di Mondragone dovrà ottenere un prestito dallo Stato, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, che incuba costi per interessi molto pesanti, allo scopo di pagare tutti i creditori che accetteranno le transazioni proposte dall’Organismo Straordinario di Liquidazione. E questo costituirà un altro pesante fardello per ognuno dei mondragonesi.
In più tutti i soldi che serviranno alle spese per il funzionamento dell’organismo appena citato saranno a carico del Comune, a partire dalle indennità e dai rimborsi che toccano ai componenti. L’OSL, infatti, nasce attraverso una nomina del Ministero dell’Interno, tramite la Prefettura competente per territorio, ma non è un organismo dello Stato, non è un ente economico dotato di partita IVA, ma diviene in tutto e per tutto, durante il suo periodo di operatività, un organismo del Comune che in pratica commissaria il sindaco e gli altri organi amministrativi per quel che riguarda le politiche di bilancio, fotografate al 31 dicembre dell’anno in cui il dissesto è stato dichiarato, in questo caso al 31 dicembre 2025.
Ciò non vuol dire che dal 2026 in poi l’amministrazione comunale potrà fare quello che le pare, perché le ipoteche e i vincoli, legati al dissesto finanziario, costringeranno obbligatoriamente a scelte cogenti anche i bilanci successivi. Non si potranno fare nuove assunzioni, e questo francamente non è un danno, vista l’infornata impressionante di soggetti variegati avvenuta negli anni scorsi e che ha costituito la struttura portante dell’ampio consenso elettorale ottenuto da Zannini anche alle ultime regionali, quando ha confermato addirittura, con qualche voto in più, le 3300 e passa preferenze. Una bulimia di personale che poi è uno dei motivi dello squilibrio dei conti comunali che ci port ad affermare che per dare il posto a dieci, venti, trenta persone per lo scopo poi di farsi votare, mantenendo i privilegi e il potere da consigliere regionali, Zannini non ha pensato agli interessi di tutti i suoi cittadini che oggi, anche per effetto di queste dinamiche, pagheranno amaramente e in moneta sonante gli effetti del dissesto.
Finanche i costi per la pubblicità degli atti dell’OSL dovranno essere anticipati dal Comune di Mondragone per poi essere rimborsati dalla Prefettura e dall’OSL stesso attraverso la Prefettura di Caserta.
Insomma, il dissesto è un disastro, al contrario di quanto Zannini e Lavanga vogliono far credere ai propri concittadini, i quali, di qui a poco, avvertiranno sulla propria pelle e sui loro portafogli la conseguenza bruciante del default comunale.
Nella giornata di ieri, 12 gennaio, l’Organismo Straordinario di Liquidazione, presieduto dal viceprefetto vicario di Caserta Biagio Del Prete, affiancato dai due componenti Filippa Costantino e Gennaro De Santis, ha messo realmente in funzione, dopo i primi atti formali dei mesi scorsi attivati all’indomani della nomina ad opera del Ministero avvenuta lo scorso 2 luglio, l’attività dell’OSL.
Da oggi, 13 gennaio, inizia, conseguentemente, una relazione intensa e stringente dell’OSL con l’ufficio finanziario e con la segreteria comunale per ottenere tutta una serie di documenti che servono a stabilire quella che, a nostro avviso, sarà una massa attiva del Comune molto povera e molto leggera. Una sorta di recipiente dei risparmi a cui attingere per pagare i creditori, la cui potenziale composizione potrete leggere in dettaglio nella delibera, che pubblichiamo in calce a questo articolo, con cui il Comune di Mondragone proprio a dimostrazione che l’OSL diventa un proprio organismo interno, è costretto ad accenderne i motori relativamente agli adempimenti preliminari ma soprattutto rispetto al punto cruciale di tutta la procedura, costituito dall’individuazione della cosiddetta massa passiva, cioè dall’addizione delle cifre rivendicate dai creditori che dovranno farsi avanti, palesandosi esternamente e interrompendo ogni rapporto con gli uffici finanziari del Comune di Mondragone, aprendo una dialettica esclusiva con l’Organismo Straordinario di Liquidazione nominato, ripetiamo, dal Ministero dell’Interno.
Il dissesto è nato dalla bocciatura netta, operata dalla Corte dei Conti, del Piano di riequilibrio approvato dal Consiglio comunale, riteniamo nell’anno 2024. La Corte, valutando tutti gli elementi contenuti negli atti contabili del Comune, ritenne prima di tutto che vi fosse una sottovalutazione della cifra dei debiti, ma ritenne anche che le risorse a disposizione non fossero sufficienti neppure per fronteggiare i debiti dichiarati, con la conseguenza che i piani di rientro pluriennali proposti non rappresentavano un percorso credibile agli occhi dei magistrati contabili.
Ecco perché i prossimi 60 giorni saranno decisivi. Con pubblicazioni nell’albo pretorio virtuale del sito istituzionale del Comune e in quello materiale che si trova, riteniamo, all’ingresso del Municipio, e poi ancora, con pubblicazioni in giornali regionali, locali e nazionali, nonché con affissioni pubbliche, si invitano coloro che ritengono di avere un titolo creditorio nei confronti del Comune a farsi avanti con una domanda corredata da idonea documentazione atta a dimostrare la sussistenza del debito dell’ente.
Noi, che siamo gente per bene, che perseguiamo il bene pubblico e che siamo sempre stati dalla parte delle guardie e mai dei ladri, pubblichiamo gratis questo articolo, parimenti alla delibera, ai fac-simile e agli allegati messi già a disposizione dei creditori, sapendo bene che sarà questo materiale la maggiore pubblicità all’attività dell’Organismo Straordinario di Liquidazione e alla necessità che tutti i creditori di Mondragone vengano allo scoperto. Saranno spese decine di migliaia di euro, buon per chi li intascherà, per pubblicare questa roba su Il Mattino o magari sul Corriere della Sera. Ma non li leggeranno certo in molti, perché questo è un affare soprattutto casertano. E noi, modestamente, a Caserta facciamo numeri quintupli rispetto al Mattino e di dieci volte superiori rispetto al Corriere della Sera e a Repubblica.
Amen.
