L’OSPEDALE DI CASERTA condannato a pagare anni di straordinari a un dipendente: MA E’ GIA’ MORTO
4 Giugno 2026 - 12:02
Approfondiamo la vicenda di uno dei contenziosi, uno dei tantissimi, che vede al centro l’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano, di cui abbiamo scritto pochi giorni fa – CLICCA E LEGGI
CASERTA – Tantissimi contenziosi, tante spese di risarcimento e spese per incarichi ad avvocati gravano sull’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. Uno di quelli che abbia raccontato domenica riguarda la condanna all’ospedale, emessa dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
Il Sant’Anna e San Sebastiano dovrà pagare oltre 7 mila euro agli eredi di un dipendente deceduto. La sentenza, numero 1643 del 2026, ha accolto il ricorso presentato dal lavoratore, poi proseguito dai familiari dopo la sua morte. Il giudice ha riconosciuto il diritto al compenso per il lavoro straordinario prestato nei giorni festivi infrasettimanali nel periodo compreso tra gennaio 2012 e dicembre 2020.
La vicenda giudiziaria era iniziata nel marzo del 2024, quando il dipendente, identificato con le iniziali G.L., aveva citato in giudizio l’ospedale davanti al tribunale di Santa Maria Capua Vetere. L’uomo chiedeva che fosse accertato il suo diritto a percepire il compenso previsto per l’attività svolta nei giorni festivi infrasettimanali, come stabilito dai contratti collettivi nazionali di lavoro del comparto sanità. Durante il processo, il ricorrente è deceduto. Il giudizio è stato proseguito dai suoi eredi, che si sono costituiti volontariamente.
Il tribunale, con sentenza del 2026, ha accolto integralmente il ricorso. Il giudice ha accertato il diritto del lavoratore, e quindi dei suoi eredi, a percepire il compenso per lo straordinario festivo. Ha condannato l’azienda ospedaliera a pagare la somma di 7.250 euro, oltre a interessi legali e rivalutazione monetaria. L’ospedale è stato inoltre condannato a pagare le spese del processo, liquidate in 2.110 euro, oltre a spese generali, Iva e contributi previdenziali. La difesa del dipendente era affidata agli avvocati Michela Izzo e Antonio Piscitelli.
