ASI. Tra direttivi saltati e sedute pro forma, Zannini e Graziano mettono in freezer la Pignetti, che però ha il tempo di proporre altri 12mila euro (e fanno 100mila) di soldi pubblici a un avvOcato esterno per l’ennesimo procedimento contro Casertace

14 Gennaio 2026 - 18:12

CASERTACE STA PER CAMBIARE PER SEMPRE: TE LO SPIEGA IL DIRETTORE GIANLUIGI GUARINO – CLICCA E GUARDA IL VIDEO

Stamattina Rizzieri, Comunale e Tamburrino si sono presentati dopo che nelle ultime due sedute si era visto solo il rappresentante della Regione Campania Razzano che ha sempre avuto un atteggiamento critico nei confronti dei metodi di quella che ormai sopravvive solo in quanto pupilla di Edmondo Cirielli, il quale la vorrebbe ancora a capo dell’Asi per arrivare a 17 anni di presidenza. Vediamo cosa fanno Zannini, Zinzi e Graziano

QUESTO È UNO DEGLI ARTICOLI CHE TRA POCHI GIORNI SARANNO IN ESCLUSIVA PER GLI ABBONATI DI CASERTACE

CASERTA (G.G.) – Dopo tanti anni la politica è tornata a essere determinante all’interno del Consorzio ASI di Caserta. Non c’è nulla da festeggiare, perché questo è accaduto solo per effetto di inerzia e non di un’autentica scossa di resipiscenza da parte dei vari Graziano e Zannini, che hanno tenuto in piedi per ben 12 anni – si fa fatica a pronunciare questa cifra – l’imbarazzante presidenza di Raffaella Pignetti, che ormai non dobbiamo più valutare attraverso la nostra attività giornalistica, visto che ci hanno pensato gli elettori lo scorso novembre, azzerando o quasi il valore, il suo peso specifico in questa provincia, riconsegnandola al ruolo di prestanome di questo o quell’altro: prima e a lungo di Graziano e Zannini, ora di Fratelli d’Italia dell’amatissimo Edmondo Cirielli.

Ma chi ritiene, come noi, che la buona politica debba riempire di qualche contenuto la propria essenza e presenza nella società, non può far altro che prendere la palla al balzo. Certo, non ci si può abbandonare all’ottimismo, ma se la politica è in grado di valutare se stessa, ritenendo di aver compiuto un errore nel consentire alla signora Pignetti di governare per 12 anni – un tempo record assurdo – allora ok: vediamo se è possibile che il futuro si delinei con contorni diversi, magari pensando alla presidenza di una persona competente, che si renda conto che non si può governare un ente come l’ASI senza possedere cognizioni almeno sufficienti sui temi della politica industriale e su quelle che sono le esperienze che, nelle aree dedicate al settore secondario, si sono sviluppate nel resto d’Italia, dell’Europa e anche al di fuori.

Dopo anni e anni di appecoronamento, i componenti del comitato direttivo dell’ASI Nicola Tamburrino, Gianni Comunale e Alessandro Rizzieri hanno posto il problema di una scelta politica dirompente, realizzata dalla Pignetti mentre era ancora presidente dell’ASI, con buona pace dell’autosospensione a favore di comunicato stampa.

Pignetti è dunque un’opzione che appartiene a Fratelli d’Italia.
È arrivata settima su otto nella lista delle elezioni regionali, ma gode della protezione personale di Edmondo Cirielli, il quale prende per la collottola il suo cacicco Gimmi Cangiano e gli dice di portare al tavolo del centrodestra il nome della Pignetti, affinché questa ottenga una riconferma che la porterebbe a 17 anni di presidenza, sulle orme dei grandi o piccoli della storia che hanno governato per decenni, tipo Vittorio Emanuele III, Fidel Castro, Mao Zedong, Ottaviano Augusto.

Sarà anche ridicola la posizione di FdI, ma ci risulta sia proprio questa. Tuttavia, il partito di Cirielli non può da solo eleggere un comitato direttivo che poi va, a sua volta, a eleggere il presidente. Deve trovare un’intesa con Zinzi e soprattutto con Giovanni Zannini. Si tratta di un test per Casertace molto importante, soprattutto per comprendere quali riflessioni Zannini abbia effettuato sul suo tipo di politica, su quella che ha esercitato negli anni d’oro della sua compartecipazione al banchetto di Vincenzo De Luca. Vedremo.

Segnaliamo solo che oggi, dopo due sedute andate deserte, i componenti del comitato direttivo si sono presentati, aggiungiamo noi anche perché dopo quattro assenze scatta la decadenza e con essa la perdita di una cospicua indennità mensile. Nessun punto posto all’ordine del giorno è passato. Tutto rinviato alla prossima seduta.

L’unico errore compiuto dai quattro componenti del comitato direttivo è stato quello di non votare la deliberazione con cui l’ASI attribuiva l’ennesimo compenso all’avvocato Rossodivita, ovviamente per sostenere un’udienza predibattimentale prevista per il prossimo 23 gennaio e riguardante la vicenda della famosa telefonata privata tra il sottoscritto e Zannini, passata cortesemente da quest’ultimo alla Pignetti e a Rizzieri, nella quale la presidente ha ravvisato l’esistenza delle condizioni per una mia condanna non per diffamazione, ma addirittura per minaccia.

Questa deliberazione prevedeva la corresponsione all’avvocato – che ormai mi ritrovo negli innumerevoli procedimenti attivati dalla presidente contro il sottoscritto – di una vera e propria sciocchezzuola, una cifra infima: 12mila euro per una sola udienza. Hanno sbagliato i consiglieri perché con questi 12mila euro sarebbe stata doppiata quota 100mila. Si tratta di una vecchia storia che l’idrovora casertana del relativismo e della superficialità considera un fatto poco rilevante, perché una bazzecola è quella di spendere 100mila euro di soldi pubblici, non erogati dal portafoglio personale della Pignetti, nel quale è affluita, in 12 anni, una cifra mostruosa, per le querele ai danni di un giornalista.

Altro non scriviamo perché bisognerà capire, di qui alla scadenza di un mandato che, per colpa di una Regione Campania al tempo connivente, è durato non cinque anni bensì sette che, aggiunti ai cinque iniziali, fanno dodici, cosa farà la politica, cosa farà soprattutto Zannini, che continua ad avere in mano la posizione di diverse amministrazioni, cosa faranno Zinzi e anche Graziano, primo sponsor della Pignetti, che si è ritrovata poi nel novembre scorso come improbabile avversaria alle elezioni regionali.